giovedì 31 marzo 2011

Ma Fottiti: Blake Lively - Le immagini della campagna Chanel

Facendo la mia rassegna quotidiana oggi ho notato che alcuni blog (qui, qui e qui) hanno parlato della nostra amica Blake in relazione alla sua campagna per Chanel.
A tal proposito, su Twitter ho postato il mio sgomento quando ho visto la prima foto la settimana scorsa nella quale Blake mi ricordava Nicole Kidman quando ancora riusciva a muovere i muscoli facciali che una testimonial glamour.
Da quello che leggo oggi non sono l'unica a pensare che Blake non sia adatta come ambasciatrice del marchio Chanel.

Una bionda attrice californiana famosa per recitare la parte della slut in una serie che si chiama Gossip Girl che quando calpesta i red carpet tende a mostrare alternativamente le tette...


 o le gambe...



martedì 29 marzo 2011

Storie di Vita Vera: L'intervento

E' giunta l'ora amiche.

Vedo che state tornando, tutte. Anzi, ci sono delle nuove. Non potete capire il piacere che mi fa ricevere i vostri commenti nella casella di posta. 
Alla faccia di quelli che credono che questo blog sia un ammasso di cazzate.
Siete dolcissime. Dalla Barbara che non si manifesta quasi mai, alla Sofia che proprio non si manifesta più (ma spero che stia bene), alla luce dei miei occhi Simone, alla Michela, alla Sara, Babette, Iaia, Sascha, ValeF, Alessandra, Martacci, Virgola... Insomma, fare l'appello sarebbe difficile però ricevere i vostri commenti di bentornata è come avere qualcuno a casa che mi ha aspettata dopo un lungo viaggio: sentirsi due braccia che si gettano al collo scalda il cuore.
Vi ho promesso un racconto dettagliato della mia operazione agli occhi visto che avete vissuto l'attesa dell'intervento con me.
Ormai è inutile che aspetti di tornare in possesso del Blackberry e del pezzo che avevo già scritto in proposito, cerco di recuperare quei brandelli di memoria a breve che mi è rimasta dalle ultime canne fumate e ricomincio.

Quando ho lasciato Milano il 25 febbraio godevo ancora del beneficio dell'incoscienza: l'ansia da 'mastaveramentepersuccedere' ancora non mi aveva assalita.
Il week end prima dell'intervento l'ho trascorso chiusa in casa a subire il nervosismo pre-partenza dei miei genitori che non si sono mai allontanati molto dal Paesello e sopratutto quasi mai in treno.
Mio padre durante il viaggio mi ha ricordato che l'ultima volta che aveva preso il treno era stata quando siamo andati a Venezia. Io avevo 6 anni, mio fratello 10 e c'erano ancora le lire.
Mia madre già dopo 40 km cominciava a lamentarsi degli spifferi.
Insomma, per lei l'ansia del pre-partenza era terminata non appena aveva messo piede sul treno quando per me è cominciata l'ansia del pre-intervento.
Poco dopo cena li ho spediti in hotel mentre mi sono dedicata alla visione della super fiction sulle Sorelle Fontana che per altro devo ancora finire di vedere.

Il giorno dell'intervento mi sono svegliata prestissimo perchè dovevo essere a Rozzano alle 8.00 ma non sono scesa in strada prima di aver dato un ultimo sguardo alle foto sugli Oscar e aver osservato che Michelle ha indossato l'abito che avevo indicato io.
Una volta arrivata a Rozzano la mia ansia funesta ha cominciato a scagliarsi a caso contro mia madre, la receptionist, inservienti vari. Nessuno sapeva dirmi dove cazzo dovevo andare.
Dopo aver firmato qualche altro foglio di autorizzazione e un paio di assegni finalmente cominciano la preparazione medica: Valium, antidolorifico e collirio.
Eravamo io e un'altra tipa che mi precedeva. La dottoressa che sbrigava la fase preparatoria era una figa pazzesca, con accento spagnolo. Bionda. Chiamalo scemo eh, il Superoculista.
Quello è arrivato e non ha nemmeno salutato. Lui probabilmente saluta con un sorriso solo gli assegni che portano il suo nome.
Mi fanno entrare in uno stanzino che comunica con la sala operatoria e la Dottoressa Figa mi mette dell'altro collirio dopo avermi disinfettato e sterilizzato la zona perioculare.
Il Superoculista nel frattempo stava operando la tipa prima di me, era questione di poco ormai.
Ogni paio di minuti la Dottoressa Figa usciva per mettermi dell'altro collirio: 'non sentirai nulla con tutto questo collirio, stai tranquilla'.

Certo.

Finalmente la tipa prima di me esce, sulle sue gambe. Un po' disorientata, ma sorride. La Figa le dice: 'Glielo dica che è una passeggiata, che non ha sentito niente', lei cerca di farfugliare qualcosa e quando sto per farle una domanda mi fanno entrare in sala operatoria.
Ho ancora i miei occhiali in mano quando mi sta facendo entrare: 'E questi?' chiedo.
Non mi sono resa conto che li stavo togliendo per l'ultima volta quando la Figa li ha appoggiati sulla mensola.

Mi fanno sdraiare sul lettino e scivolare con la testa sotto un macchinario.
Mi sarei aspettata anche delle cinghie per tenermi ferma.
Non sentivo nulla agli occhi ma di fatto non potevo toccarmeli, ma ci vedevo.
[L'anestetico serve per non percepire il tocco o il calore del laser, ma il nervo ottico continua a funzionare.]

Vi avevo raccontato che la cosa che mi faceva più paura non era l'intervento in sé, visto che sapevo essere indolore, quanto lo strumento che tiene l'occhio spalancato come quello visto in Arancia Meccanica (io lo sapevo, LO SAPEVO che quel film non lo dovevo vedere!).
Non c'era nessun strumento del genere ma un foglio adesivo che il Superoculista mi ha incollato su mezza faccia con un oblò sull'occhio destro facendomi capire che quando ti dicono che ti operano entrambi gli occhi non intendono contemporaneamente, ma sequenzialmente nella stessa seduta.
Le dita dei miei piedi hanno cominciato ad aggrovigliarsi insieme allo stomaco mentre un forte desiderio di vomitare ha cominciato ad impossessarsi di me.
Il Superoculista ha cominciato ad inondare di liquidi vari il mio occhio, forse ancora anestetico, forse dell'alcool. Io non sentivo nulla. Fino a quando lui con una spatolina (o comunque con uno strumento, non chiedetemi cosa) non mi ha toccato l'occhio. No, non la palpebra.

lunedì 28 marzo 2011

La Zitella Barbie Anna Dello Russo

Alla fine questo week end non ho fatto la Stramilano.
Ma la Straoutlet.
Direi più una maratona che una stracittadina, visto che è cominciata mercoledì scorso presso uno di quei paradisi della McArthur-Glen e finita sabato pomeriggio a Legnano tra le braccia di Stefano & Domenico.
Dopo aver ricevuto l'ennesima conferma che qualcosa dentro di me dev'essersi rotto visto che non riesco più a spendere come una volta (forse è la mia coscienza che sta prendendo il sopravvento) sono giunta anche alla conclusione che la miglior cura quando finisce una storia d'amore è farsi catapultare nel camerino privè di una a caso delle boutique in via Montenapoleone a provare abiti da red carpet sorseggiando champagne.

[In realtà io non ho bevuto champagne perchè non bevo nulla che assomigli al vino, ma mi piace come questo dettaglio aggiunga prestigio all'intera esperienza.]

Io e le altre wannabe Eva Mendez e Anna Hathaway abbiamo indossato abiti che forse nella nostra vita non indosseremo mai (dico forse perchè vai a sapere, Cannes è dietro l'angolo e noi siamo gente di livello) come quelle ragazze che negli Stati Uniti passano il pomeriggio ad indossare abiti da sposa cheap nei centri commerciali.
Solo che i nostri abiti non erano cheap, ma di sfilata. 

Mi sono sentita Barbie Anna Dello Russo.

venerdì 25 marzo 2011

Non vedo il mondo da un oblò, ma guarda un po'!

E io che pensavo: 'Torno dopo un mese di reclusione sarà tutto fantastico, no?'.

No.

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