venerdì 26 agosto 2011

Del corteggiamento femminile e della capacità di una donna di tenere botta ad un rifiuto

Ah signora mia sarebbe bello poter dire che non è mai successo che 'perché io sono figa e a me nessuno dice mai di no', ma capita.
Succede a tutte prima o poi, che uno ti piace e non ti caga di pezza. E allora lì, noi donne, usciamo di testa.
Oh sì certo perché cosa c'è di più attraente di un uomo che non ti guarda o che ti guarda una volta ogni tanto e non si capisce dove vuole andare a parare (molte cose mi verrebbe da dire)?

Io sono dell'idea che noi donne non siamo state programmate da Madre Natura per corteggiare.
Lei lo sapeva che non è nelle nostre corde. Quando dio ha fatto l'Uomo e la Donna, ha detto 'tu vai cacciare e tu partorirai con dolore'. E bona lè, basta, nient'altro. Noi partoriamo con dolore, porca miseria non è forse già abbastanza? Dobbiamo pure combattere nella foresta per procacciarci qualcuno che POI ci faccia partorire con dolore? E dopo cos'altro, una fetta di culo?

Noi donne non sappiamo corteggiare perché mai nessuno ha pensato che dovessimo farlo. Non è un nostro compito. Ecco quindi che negli ultimi dieci, quindici anni, siamo andate contro Madre Natura ed è causa di questo che siamo così impedite.
Ho raccolto qualche aneddoto e salta fuori che un giorno una tipa ha chiesto ad uno al bar 'Ciao, posso offrirti da bere?' e lui 'NO'. 


venerdì 19 agosto 2011

Storie di Vita Vera: La vacanza in barca della Zitella

Contrariamente a quanto io stessa mi aspettavo le mie vacanze non sono andate completamente in malora a causa delle sfighe degli ultimi giorni prima delle ferie. Dopo aver verificato che l'unico modo per raggiungere Zara via mare comportava una partenza dal porto di Ancona (città legata a brutti ricordi per me, non ci torno volentieri) pensavo che il destino volesse dirmi qualcosa in merito alle mie vacanze. Invece grazie alla costanza della mia amicollega, sono riuscita a trovare dagli uffici di promozione turistica della Croazia un pullman che mi portasse fino a Zara per poi saltare in barca (su questa cosa del 'saltare' poi mi dilungerò) e godere almeno di 7 dei 14 giorni di vacanza previsti.
Finchè ne ho avuto la voglia e le forze ho aggiornato i miei appunti sul blackberry come un giornale di bordo, scoprendo le cose un po' alla volta, giorno dopo giorno.


GIORNO 0 - La Partenza (Trieste - Zara)
-Brava. Prendi la 3 che ti regala il Blackberry.
La mancanza di segnale in Italia e all'estero è una sicurezza che non mi lascia nemmeno in vacanza.
-Confine Slovenia-Croazia: il primo cartello al di là del casello è in italiano.
-Confine Slovenia-Croazia: dalla mia postazione sento un poliziotto dire in perfetto italiano che l'autista di un bus ha mollato i pellegrini (per Medjugorie) in strada ed è scappato con il bus.
-Confine Slovenia-Croazia: un piccolo applauso al solito coglione che tiene i documenti in valigia anziché a portata di mano. Grazie a te aspettiamo un altro quarto d'ora.
-Sette amiche sette dalla parlata pericolosamente milanese devono scende a Fiume. L'abbiamo capito. La Ila deve fumare, abbiamo capito. La Giuli ha il fratello che sta seguendo per lei Milan-Inter, l'abbiamo capito. La Ste ha una vena nelle gambe che tra poco scoppia. Alla Ele ha smesso di prendere il cellulare (un iPhone talmente ricoperto di brillantini che non si vede lo schermo) proprio quando le stava per rispondere 'Il Tipo', l'abbiamo CAPITO.
-Viaggio in pullman: l'autista fuma mentre guida.
-Viaggio in pullman: durata 8 ore e mezza. Otto oreeeee e mezzaaaaaaa, c'ho le piaghe!
-Arrivo sulla barca: non c'è la passerella. Ah ah. Devo saltare? Ah ah.
-Arrivo sulla barca: terrorismo psicologico sull'uso dell'acqua. La doccia. Dov'è la doccia? Quando ti sei lavata? E i capelli? Ti puoi lavare domani mattina ai bagni della Marina.
-Vita in barca: mi spiegano 3 volte l'uso della pompetta del water. Non capisco. Il principio mi sembra lo stesso dello sciacquone quindi perché non metter lo sciacquone?
-La mia cuccetta è un loculo. Dormo nella sala da pranzo. 'Sala', vabbhè. Si chiama 'dinette'. Che è più chic.
Sopra il mio materassino è sospesa una tavola di legno con un altro materassino a meno di una spanna dal mio naso. Una volta sdraiata mi sento come La Sposa in Kill Bill quando è stata sepolta viva.



lunedì 1 agosto 2011

La mia brutta esperienza presso la Mangiagalli di Milano

*** UPDATE – 26 Settembre 2011

Il giorno 23 settembre 2011 ho ricevuto alla casella mail del blog un'intimazione dall'avvocato della dottoressa citata in questo post che mi invita caldamente a rimuovere “tutte le frasi diffamatorie, ingiuriose e calunniatorie nei confronti della dottoressa” .

In molte avete osservato che è difficile averla vinta con un medico e io non ho nemmeno intenzione di cominciare una guerra del genere. L'obiettivo che mi ero preposta è stato raggiunto: il mio racconto è arrivato, per vie ancora sconosciute (qua le cose son due: o la dottoressa si googla di tanto in tanto o qualcuno le ha raccontato la vicenda e se veramente ho fatto così tanto buzz in rete non posso che esserne felice) alle orecchie dell'unico medico responsabile.

Spero che abbia fatto i conti con la sua coscienza e che la prossima volta che si troverà davanti una paziente in una pessima giornata al Pronto Soccorso si ricordi di quello che è successo a me e alla sua reputazione.

Cara Dottoressa che sta leggendo, siamo nel 2011, non siamo -più- donne che stanno zitte.

Auguro a Lei di non sentirsi impotente come mia madre quel giorno al telefono, a 400 km di distanza, mentre mi ascoltava piangere all'uscita del Pronto Soccorso al termine della Sua visita.

Auguro a Lei e alle sue eventuali figlie di non ritrovarsi mai ad avere bisogno del S.S.N. e del Pronto Soccorso presso il quale lavora in una giornata nella quale la ginecologa di turno ha le palle girate.

Auguro infine a Lei di riuscire a guardarsi allo specchio con più stima, ora che ha fatto rimuovere il suo nome da un temibilissimo blog della rete. 

Se anziché passare tempo su internet a spulciare i risultati di Google sul suo nome e cognome passasse più tempo a guardare negli occhi le sue pazienti sono certa che tutto questo non sarebbe successo.

Buona fortuna.

Ovviamente, se qualcuna di voi vive a Milano e vuole sapere qualcosa in più sulla mia esperienza con la dottoressa protagonista di questa pessima esperienza, può scrivermi a lazitella@matiseivista.com



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