martedì 20 marzo 2012

Questa storia qua

Questa storia qua è una storia che comincia sei anni fa, a gennaio 2006.
Lei era una studentessa che stava per laurearsi e che lavorava come promoter nei centri commerciali, lui era uno store manager di un negozio di abbigliamento.
Lei, per la sua fissa della moda, andava sempre a dare uno sguardo a quel negozio prima di cominciare. Poi un giorno mentre cercava un paio di jeans, sente una grossa risata proveniente dalla zona dei camerini: dev'essere un commesso che scherza con dei clienti. Il tono di voce della risata mette allegria, lei si ritrova a sorridere e subito pensa bravo 'sto commesso, ci sa fare con i clienti, poi si gira e lo vede: bassetto, mediterraneo terrone, con il sorriso tatuato sul viso. 
Peccato, pensavo fosse più figo ha pensato.
Nel giro di qualche settimana, complice l'aria da Grande Fratello che si respira tra i dipendenti dei centri commerciali, flirtano e fanno finta di diventare amici.
Dopo il lavoro si prendono un aperitivo e in quell'aperitivo si conoscono e riconoscono di avere più cose in comune tra di loro che tra qualsiasi altra persona mai conosciuta. Le stesse prospettive a lungo termine, gli stessi sogni, le stesse ambizioni. Lui confessa che in quel momento si stava frequentando con tre tipe contemporaneamente, lei strabuzza gli occhi e pensa scuuuuusa? mentre velatamente prende le parti femministe di queste tre cornute, facendogli capire che se nessuna ti prende il cuore è inutile affollarsi la vita.
Lei quella sera va a dormire ma non chiude occhio. E' agitata, adrenalinica, ha le farfalle allo stomaco.
Forse gli piace.
Nel giro di una settimana cambia tutto: lui porta via le sue cose dalla casa di una delle tre disgraziate, congeda le altre due e va a prendere lei all'uscita della fiera degli sposi, dopo il suo turno come hostess.
Sulla porta le da un bacio talmente vicino alle labbra che a lei viene la pelle d'oca.
Passano la serata insieme, senza mai staccarsi le mani, in un pub facendo finta di mangiare.
Si baciano per la prima volta in macchina, come degli adolescenti qualunque, in un posteggio che aveva poco o niente di romantico. Quel bacio scalda l'abitacolo, lei sente che il mondo fuori può anche collassare e forse l'ha anche fatto.
Stanno insieme: lei studia per gli ultimi esami, lui riceve un'importante proposta di lavoro. Lui non è convinto, all'inizio sembra una fregatura, per lui il suo lavoro è fondamentale, quasi vitale. Insieme fanno la tabella dei pro e dei contro. Lui la aiuta a studiare per l'ultimo scoglio prima della tesi, diritto pubblico.


Lui un giorno le dice “ho paura di stare così bene con te perché ancora non abbiamo fatto l'amore quindi dopo starò anche meglio di così e non posso crederci che sia possibile”, lei sorride e non dice niente.
E' ancora troppo presto per parlare d'amore, sono troppo orgogliosi e spaventati per riconoscerlo. Perché lei lo dice, lo dice sempre, io voglio lavorare nella moda, io voglio andare a Milano. E lui sorride, non dice niente.
Lui ha dei momenti di down spesso, lei non capisce come mai, lei vorrebbe essere sempre soltanto quella che lo fa ridere, perché quando lui sorride c'è addirittura più pace nel mondo. Lei non capisce ma prova a stargli accanto, anche quando lui è depresso, quando è triste e non sa dire perché. Forse centra qualcosa un fatto successo molti anni prima, un incidente in moto e un fratello che non c'è più. Lei non ha parole per farlo stare meglio, ma ci prova. Però questi sbalzi d'umore cominciano a pesarle, perché se lui sta cambiando lavoro lei sta cercando di scrivere una tesi. E scrivere una tesi quando il relatore fa perdere le proprie tracce in Biellorussia non è semplice. 
Lui non capisce la sua tensione, lei non può preoccuparsi anche della sua candidatura che non avanza.
Si prendono una pausa dallo stress, lei finisce la tesi, la consegna e bacia un altro.
Lui procede con i colloqui, ormai è cosa fatta.
Al giorno della discussione lui si presenta, quasi a sorpresa, lei esce con il 110, è il giorno più felice della sua vita. C'è tutta la sua famiglia alle spalle, mamma, papà e fratello. Tutti ad applaudirla mentre è vestita di bianco, ha un bouquet di calle tra le braccia e una coroncina di strass in testa.
Quando se ne vanno tutti i parenti e gli amici loro rimangono da soli, lui la guarda negli occhi e le prende il viso tra le mani quando le dice che è fiero di lei. Lei scoppia a piangere.
Tornano insieme, per qualche mese, ma è il periodo in cui lei comincia a fare colloqui a Milano: prima Karla Otto, poi Vivienne Westwood. Lui si allontana di nuovo, dice che la storia a distanza non può esistere. Lei tenta in tutti i modi di fargli cambiare idea, di provare questa strada almeno prima di dire che non fa per loro. Lui fa il vago tra il sì e il no, tra il vedremo e il mai più, lei cerca resistere ma lui si fa odiare e sparisce sempre più spesso.
Fino a quando lei gli chiede di non cercarla più e lui le dice che così non si può andare avanti.
Lei torna a casa quel giorno e non riesce a mangiare. Sua madre la guarda mentre si siede sul divano e piange piegandosi su se stessa. Lei sente un dolore forte tra lo sterno e la bocca dello stomaco e quando piange lo fa in silenzio, come se inghiottisse le sue lacrime. Sente che le hanno strappato qualcosa da quel posto lì tra le costole.
Lui procede con la sua vita, con la sua carriera e lei cerca di fare lo stesso. Lui la cerca ancora ma lei fa l'arrogante, “se non mi vuoi cosa mi chiami a fare?”.
Dopo una giusta pausa di qualche mese riprendono a sentirsi, lei è a Milano, sta cercando di realizzare i suoi sogni e lui cerca di fare lo stesso e lei, anche se non vuole, fa il tifo per lui.
L'anno dopo, un sabato di luglio mentre lei stava andando a trovare una sua amica, lui la chiama. E' in uno dei suoi momenti di down, è triste perché sono passati dieci anni da quando suo fratello non c'è più.
Lei lo coccola al telefono, ci prova, vorrebbe essere sul divano con lui a tenergli la mano e dirgli che è tutto ok. Che si può essere tristi anche quando fuori c'è il sole. Lei per tirargli su il morale gli fa sentire al telefono una canzone che aveva appena ascoltato e l'aveva fatta ridere, è “Picinin” dei Pitura Freska, picinin come si chiamavano tra di loro.
Lui la chiama anche il giorno dopo, mentre lei è al lavoro e sta facendo la receptionist in uno showroom. E' ancora giù di morale, hanno fatto un torneo di calcetto per ricordare Salvo e lui è stato felicissimo di vedere che non è il solo a ricordare ancora a distanza di 10 anni. Lei gli consiglia di andare al mare, di stare al sole, che anche se ti senti triste il sole ti tira su il morale. Passa qualche ora e lei riceve una telefonata dal numero di sua madre e quando risponde la sente piangere fortissimo ma quella che parla è la zia, “torna a casa che tuo fratello è morto” le dice.
Le si gela il sangue, crede di aver capito male. Com'è possibile? Dov'è cazzo era? A Fano? E che minchia ci faceva a Fano? E dov'è Fano? Io non so dov'è Fano! Un incidente con il paracadute? Ma non ha fatto i corsi? Non è mica la prima volta che si lancia? Perché il paracadute? Cos'è il paracadute? Dov'è Fano? Ma siete sicuri? Ma cosa vuol dire morto?
Lei urla. E' in uno showroom e urla. Di sopra stanno vendendo la PE 2008 di Dsquared e lei urla.
Non capisce.
Suo padre la chiama sul cellulare ma è troppo tardi, lei l'ha già saputo.
Le danno dei calmanti ma non si calma.
Le chiedono chi possono chiamare per venirla a prendere ma lei non conosce nessuno a Milano, la sua migliore amica era appena partita per New York quella notte. Poteva chiamare solo Giada.
Giada la viene a prendere, ancora mezza assonnata, la porta a casa a fare la valigia.
Valigia, treno, sciopero, Mestre. In tutto questo tempo lei cerca di chiamare lui perché lui è l'unico che può capire e può cercare di spiegare. Spiegamelo cosa vuol dire perdere un fratello più grande perché io non ci credo e non lo capisco. Lui non risponde, una, cento, mille volte.
Quando risponde sta zitto.
Lei voleva tenergli la mano quando lui stava male, lui sta zitto.
Lei va ad Ancona da sola, solo con suo cugino, deve fare il riconoscimento. Quel volto in obitorio che si tatuerà in mente per tutta la vita. La stretta al braccio destro, dove la teneva suo cugino per timore che svenisse.
Lei non sviene, ha solo mal di testa fortissimi, le danno l'En per calmarla.
Torna su al Paesello, 5 ore di macchina fissando quella cassa di legno chiaro, coperta da un cuscino di rose bianche dei Paracadutisti di Fano. Lei in macchina cede al sonno, sogna che suo fratello è in ospedale con il gesso e le botte e gli dice “minchione mi hai fatto prendere uno spavento della madonna”, ma quando apre gli occhi il carro funebre è ancora lì davanti.
Ai funerali la chiesa è stracolma, o per lo meno così è sembrato dalle foto dei giornali perché lei non si è girata a guardare la gente alle sue spalle. Doveva reggere mamma e papà, la prima di una lunga lista di cose che d'ora in poi avrebbe dovuto fare sempre da sola.
Lui c'era, da qualche parte, nascosto nella folla. Lei l'ha visto solo dopo, al cimitero, quando è cominciato lo stillicidio delle condoglianze. Lui non ha aspettato che lei dicesse nulla e l'ha abbracciata. E lei lì si concessa di piangere più forte. Davanti a tutti, si è schiusa in quell'abbraccio.
Un mese dopo lei torna a Milano, è così che deve andare.
Lui la chiama di tanto in tanto ma quando lei prova a spiegargli come sta, lui cambia discorso. Devi farti forza non funziona quando sogni che la realtà è un sogno. Lei lavora, si butta, si getta in qualsiasi cosa che possa farle del male, sesso, droga e farmaci. Poi arriva il lavoro dei sogni, quello che aspettava da tanto. E piano piano sfuma il resto.
Lui e lei si sentono ancora, anche lui ha lasciato il Paesello per seguire i suoi sogni e adesso è a Roma.
Qualche volta la va a trovare a Milano ma è sempre per il tempo di un pranzo veloce, il tempo di chiedersi “come stai?” senza concedersi il tempo di rispondere “io non sto bene”.
Passano gli anni, fanno carriera entrambi. Lui da Roma viene spostato a Firenze, lei rimane a Milano ma cambia azienda, stavolta è arrivata nella Moda, quella vera, quella che si vede sui giornali.
Sia lui che lei, come anni prima si erano detti a quell'aperitivo, sanno che un giorno torneranno a casa, al Paesello, perché nella provincia si sta bene ed è lì che si vuole mettere su famiglia.
Quando si sentono si promettono grandi fughe d'amore in giro per l'Europa ma non prenotano mai nessun biglietto.
Fanno lunghe telefonate e lunghe chat.
Lui si mette con altre donne, lei con altri uomini. Ma hanno i loro momenti, quei giorni dell'anno in cui è inevitabile pensare l'uno all'altra. Il 21 e il 22 luglio sono le loro date, sono le date in cui sono morti. Non sono morti solo i fratelli a distanza di dieci anni l'uno dall'altro, sono morti anche lui e lei. E a settembre poi, perché per sopportare una della Vergine solo uno della Vergine lo può fare. Al 30 Novembre, a Sant'Andrea, perché anche il nome di lui pare che sia non sia stato scelto a caso. E infine a Natale, la resa dei conti per quelli come loro, quei giorni di merda che non muoiono mai, anche se dovrebbero. All'ultimo Natale, lui le aveva detto che stava con una.
Era la prima volta che glielo diceva. Da quattro anni dice. Con una che sta al Paesello. Mentre lui stava a Firenze.
Una storia a distanza, quindi? Sì, una storia a distanza.
Per lei è umiliante perché evidentemente la storia a distanza per lei non era abbastanza. Come fanno le persone adulte gli chiede: “Sei felice?”. Lui fa una pausa, sta per rispondere ma lei lo ferma. “Fa niente, hai già risposto”.
Lei gli chiede se si ricorda ancora la Magia del Latte. Quella cosa che sapevano solo lui e lei.
Lui le risponde che si ricorda ogni singolo giorno di quei mesi.
Lei piange, ma lui non lo sa.
All'ultimo compleanno di lui lei gli chiede “sei felice?”, lui risponde di sì.
E' felice.
Lei pensava che fossero entrambi condannati all'infelicità, perché per loro è andata così. Perché o si è felici dall'inizio o non lo si è mai più e la loro vita era stata già segnata dal dolore. Quello grosso. Perché ci sono persone destinate ad essere felici e persone destinate a non esserlo e lei sapeva di far parte di quest'ultima categoria.
Con lui era stata così felice da sentirsi per la prima volta completa. “E' così che si sentono gli innamorati? Hanno questo motore nel culo tutti i giorni?”. Lui era quello dal quale lei andava a sventolare il libretto all'uscita dagli esami, lei era quella che lui chiamava per parlare della gestione del suo nuovo negozio. Una volta, da quanto erano presi a parlare di lavoro, un amico di lui aveva pensato che fossero anche colleghi oltre che fidanzati. Erano complici in quel modo in cui solo due innamorati sanno essere, in quel modo che ci si legge i pensieri senza aprire bocca e uno sguardo è una risposta.

Lui è felice. Era giunto il momento per lei di farsi da parte, c'era un'altra donna e lui era felice.
Lei scompare, ha la sua vita. Zoppicante, piena di nulla e piena di tutto, piena di sogni vuoti e comodini senza cassetti.
Poi un giorno, complice Facebook, lei scopre una cosa.
Una cosa futile, una di quelle cose che lei si vergogna a dirla pure alle sue amiche da quant'è stupida. Ma è un pretesto per avercela con lui e per odiarlo.
E allora sì, diamo fuoco a tutti i ricordi, “tu per me sei morto, non esisti più”, ha rovinato tutto.
Non solo lei dovrebbe odiarlo per tutte le merde pestate negli ultimi sei anni, ma anche e sopratutto per aver rovinato uno dei ricordi più belli che lei porta nel cuore. Quella sensazione, quella complicità, quel linguaggio che solo loro capiscono. Che si brucino i ricordi, i sogni insieme, i progetti mai realizzati, l'essere predestinati, quella cosa che miofratelloetuofratellosonoinsiemeeciguardanoeciprendonoancheunpoperilculo, quella cosa che tu ti chiami come lui e io mi chiamo come boh, tua madre. Coincidenze, nient'altro.
Lei è sollevata, può smettere di volere, può smettere di sperare, non è The One, si era solo sbagliata.
Grazie, pensa lei, adesso almeno ho smesso di sperare. Perché sei un Merda, hai rovinato tutto e io non ti vorrò mai più rivedere. E quando ti rivedrò io sarò vecchia e tu sarai vecchio e nemmeno ci riconosceremo. Ma quella volta sarà troppo tardi e tutto questo sarà passato.
Lui non si rassegna e la cerca, per sei fottuti mesi. Le chiede cos'ha fatto. Lei non risponde mai, una, dieci, cento volte.
Poi capita che dopo tutti quei mesi lei vede squillare il telefono e decide di rispondere.
Lei nel frattempo si è resa conto che il motivo per il quale si era incazzata non esiste, era un film nella sua testa ma si vergogna ad ammetterlo. A lui, poi.
Si vedono, si prendono un caffè. Sono passati due anni dall'ultima volta.
Bastano cinque minuti e cinque sguardi e nessuno è più incazzato.
Lui ha comprato casa. E' diventato grande.
Parlano per tutto il pomeriggio, si abbracciano, si tengono la mano come se non fosse passato un minuto dall'ultima volta, lui non è nemmeno più fidanzato. Lei chiede ancora “Sei felice?”, lui è titubante, tornare al Paesello non è semplice per quelli come me e te, dice. Vedi che gli amici sono ancora dove li hai lasciati, oppure sono molto avanti, ma non sono di certo dove sei tu.
Lei lo capisce, come sempre.
Si rivedono la sera, c'è la stessa magia di quella prima volta al centro commerciale, si parlano nello stesso modo, hanno lo stesso codice, si capiscono ancora senza parlare, ridono come due scemi.
Si finisce a casa di lui perché finalmente c'è una casa nella quale non si ha il timore di venire scoperti.
Lui lo sa, lei lo sa anche meglio visto che ha le gambe lisce come seta. In camera da letto non si fa nemmeno in tempo ad arrivare.
Fanno l'amore. Perché tutto è cambiato mentre nulla è cambiato. Gli odori non sono cambiati, il tocco non è cambiato. Il respiro non è cambiato.
Dopo che tutto è finito sembra di essere tornati alla realtà: che minchia è successo negli ultimi sei anni se siamo ancora qua? Non si parlano, si addormentano l'uno sull'altra. Lei sul bbm dice alla sua amica, preoccupata più per l'incolumità del suo cuore che del suo fisico, “tutto a posto, sto andando a casa”.
Si salutano, un bacio sulle labbra come se fosse normale rivedersi il giorno dopo, magari per colazione, magari per pranzo.
Invece no, lei il giorno dopo è su un treno, ascolta Adele perché vuole farsi del male. Deliberatamente. Vuole farsi del male come quando hai una crosticina sul braccio e insisti con l'unghia a volertela togliere. Lei cerca di piangere perché Adele esiste per quello. Ma non piange.
Lui è a casa, quasi sicuramente in depressione domenicale. Con tutta probabilità si sta facendo le stesse domande e si sta dando le stesse risposte. “Non può funzionare”.
Lei in quattro ore usa tutte le risorse mentali a sua disposizione per creare degli scenari immaginari. Usa tutte le sue conoscenze, da Big e Carrie a Elizabeth e Marc Darcy. Da “Harry ti presento Sally” a “Romeo + Juliet”, da “Pretty Woman” a “La verità è che non gli piaci abbastanza” passando dall'intera discografia dei Negramaro, Ella Fitzgerald e Someone Like You. Quattro ore e nemmeno una via d'uscita. Quattro ore e nemmeno un'idea di come si potrebbe farla funzionare. Sono sei anni e ancora ci sono 400 km di distanza.
Ma forse non è quello il problema.
Il problema è che lui parla di Alessandro e Giorgia e lei di Leonardo ed Annasofia.
Lui ha suo fratello sul braccio, lei ha ce l'ha sul piede.
Lui ha comprato casa, ha due stanze. E' una vita che va avanti mentre lei aspetta che succeda qualcosa.
Lei è legata alla città di Milano, perché ha lasciato tutto per realizzare i suoi sogni. Sogni vuoti adesso, ma non lo dice ad alta voce.
Eppure in quei sei mesi lei stava bene all'idea di esserselo buttato alle spalle, era sollevata al pensiero di non averlo più nei suoi Bei Ricordi, pensava fosse finita.
Forse lo è.

Sì, è finita. Dovevo solo scriverlo per rendermene conto.
Buonanotte, fate bei sogni.
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123 commenti

  1. Ho pianto, leggendo più di un passaggio di questa storia. In qualcuno, fortunatamente non nei peggiori, mi rivedo. Sei forte, Zit, sei tanto forte anche se la vita a volte ti butta addosso la merda con la pala.
    Spero che ti abbia dato di bello almeno un centesimo del dolore che ti ha fatto passare.
    Tocca a tutti prima o poi stringere i denti, a qualcuno tocca farlo per tutta la vita, certi vuoti non li puoi colmare, ti puoi solo abituare a stare sempre sull'orlo dell'abisso, ma si può fare, ce la puoi fare, ci credo VERAMENTE che ce la fai e continuerai a farcela perchè se puoi farcela tu, allora posso farcela anche io. Ti abbraccio, ma davvero.

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  2. Accipicchia, letto tutto d un fiato..fai bei sogni pure tu, Zit..
    Luisa

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  3. Bellissimo Zit. Bellissimo. Mi hai fatto piangere. Ti abbraccio.

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  4. Tutti ti dicono di piantarla, perché ti fa solo male. Perché ogni giorno che spendi pensandolo è solo uno spreco. Perché lui ha una che lo abbraccia, che può baciarlo senza pensare che "magari è l'ultimo che ci diamo".
    E tu invece saresti il suo "porto franco", le breccia tra cui potrebbe smettere di fingere, togliersi quel sorriso stampato e magari piangere. E lui lo sarebbe per te. Senza paure, senza tante parole in mezzo. Senza tante cazzate.
    Ma non so te Zit. Ma il mio è pieno di cazzate. È pieno di "se non fossi con lei starei solo con te" e quando le molla io sono la sfoga di turno.
    Non ti dico fattela passare, perché è una gran puttanata. Ti dico he ti mando un abbraccio, perché anche quando ti senti uno schifo e gli vorresti urlare "non ti preoccupare troverò qualcuno come te..." e tutte le belle parole di Adele, pensa che anche qualcun altro soffre dolori simili. Ed è il dolore che ci fa sentire vivi.
    Un abbraccio,
    Lara

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    1. Ti ringrazio Lara per il tuo commento, perché ho scritto questo post per sfogarmi e per elaborare. Una specie di catarsi che però non era ancora completa perché ancora non ero riuscita a piangere. Poi ho letto che quelle due cose che mi hai scritto e ho cominciato a piangere nel letto e sono andata avanti tutta la notte. Doveva succedere, lo aspettavo. Non può capitarmi una cosa del genere e non subire il contraccolpo.
      E' vero, si ha la sensazione che ogni bacio sia sempre l'ultimo anche se non lo sembra mai.
      Ti ringrazio, dal tuo commento il poi ho cominciato a piangere ed era ora.

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    2. Lara Lunaschi20 marzo 2012 19:39

      Ti seguo sempre ed è come se fossi un'amica ormai.
      Piangi, bellissima perché fa bene all'anima. E non ascoltare nessun altro che non sia il tuo cuore (anche me per esempio :D).
      "La somma dei dolori possibili per ogni anima è proporzionale al suo grado di perfezione."
      A questo punto abbiamo delle anime stupende! ;)
      Ti mando un bacione e un abbraccio e vedrai che da oggi sarà SOLO in salita e quando te ne accorgerai sarai già felice da un pezzo! :*
      Lara

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  5. Cassandra Gemini20 marzo 2012 01:05

    Preferisco non aggiungere niente.
    Fa' dei bei sogni.

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  6. Non so come sono arrivata a questo blog e ancora meno come sono giunta a leggere questo racconto ma posso solo dirti che mi ha lasciato senza parole...I sentimenti e le emozioni vi sono descritti con una tale intensità che mi hanno chiuso lo stomaco, come se certe sensazioni le avessi vissute leggendo...

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  7. Letto tutto d'un fiato... hai il dono di mettere nero su bianco le emozioni, è un po' come chi sa cantare veramente, ballare veramente... ecco, tu scrivi, veramente.
    Per quanto tu possa aver sofferto, da questa storia qua traspare anche quanta felicità hai provato, e se ti soffermi un attimo a rifletterci, ti renderai conto di che fortuna sia.
    Io credevo di sapere cosa fosse l'amore, e forse lo so, ma non so se l'ho mai ricevuto. E quando dici che nella vita ci sono persone che o sono felici dall'inizio, o non lo saranno mai.. mi leggi nel pensiero, e mi fa rabbia, speravo tanto che fosse una paranoia solo mia.
    Io un po' ci spero, che ci sbagliamo.
    Tu intanto fa' bei sogni..

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  8. Pura Vita, vissuta pienamente con coraggio. Ridere, piangere, godere, fa sentire il sapore vero delle lacrime o quanto vale uno sguardo, un sorriso.Se è finita veramente lo dirà altro tempo, quello che so è che lei è una persona veramente innamorata.. Sí, della vita.

    Sono contenta di averti trovata su twitter

    Nadia

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  9. Ti abbraccio.

    Daniela

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  10. Ma Porcaccia la Miseriaccia Zozza e Ladra...a morte tutte le favole che ci obbligano a credere che siamo infelici senza il lieto fine. Se siamo infelici, forse, a volte, quella volta, il lieto fine non ci interessava, al lieto fine non si pensava.
    Il mio abbraccio!
    :-)

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  11. Si puo' essere felici,lo si puo' diventare, davvero.
    Tu credici, ti prego, noi facciamo tutti il tifo per te.

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  12. Non so neanche come sono finita in questo blog..probabilmente di commenti come i miei ne riceverai a vagonate e ti faranno poca differenza ma ci tenevo a dirti che mi piace da morire come scrivi mi fai sentire davvero le emozioni che provi e non solo in questo post che mi colpisce particolarmente a causa dell argomento che sento mio ma anche negli altri in cui mi sono buttata a capofitto tipo droga..ho solo 20 anni e di scrittura ne capisco poco ma ti volevo solo fare i miei complimenti , è una dote che ti invidio hai molto talento a parer mio
    Giorgia

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  13. è che a volte, la "comfort zone" è la cosa peggiore checi sia..
    sei forte e brava zit, hai scritto un post da far emozionare davvero.
    un abbraccio forte davvero

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  14. Sono commossa...
    Non saprei cosa aggiungere se non tieni duro, sarà una semplice goccia nell'oceano ma tutte queste persone, tutti quelli che ti leggono, pur non avendoti mai incontrata, ti vogliono bene.
    Un bacio.

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  15. Fuggi da questa persona che ha paura di amare,forse avete in comune tante cose,ma ormai appartengono al passato,non si Può vivere di ricordi,la vita va avanti,tu sei cresciuta,sei diventata una donna,lui e' rimasto la', la distanza,il lavoro,sono cazzate,tutto si risolve quando c'è l'amore e la voglia di costruire una vita insieme.
    Quello che devi fare e' non vivere di ricordi,ma lasciarli la nel tuo cuore e andare avanti.un abbraccio

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  16. Mi sono commossa Zit! Grazie di questi pensieri così intimi ed in bocca al lupo per il futuro...

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  17. mi ha colpito molto l'ultima parte...
    i sogni vuoti, ne vale la pena?
    vai a riprendetelo al paesello, è lui
    ti vogliamo bene sì!
    Lara

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  18. <3 Ti sono vicina zit...E ti abbraccio forte!

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  19. Benedetta Ghetti20 marzo 2012 09:09

    ti si vuole proprio bene, zit. come a conoscerti davvero.
    ieri sera stavo andando a dormire con le palle parecchio girate per motivi del cazzo. leggerti e' stato come prendermi uno schiaffone deciso, uno di quelli che permettono di ridimensionare gli sbattimenti e i malumori. quindi grazie. per avermi ricordato per cosa vale la pena soffrire e per cosa no.
    spero davvero che tu riesca a trovare benessere. siamo tutte con te <3

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  20. La vita per alcune persone non ha le mezze misure, e non ho ancora capito se questo sia un bene o un male. Ma rende forti.
    Piangi le tue lacrime, ma dopo basta. Fai girare la pagina, butta il cd di Adele in un cassetto e chiudilo a chiave, vai al mare in una giornata di sole e butta la chiave in acqua. Getta i kleenex insieme alle cose che hai comprato pensando a lui, appendi quadri in bagno, anche piccoli, basta che abbiano colori

    Scegli. Perchè è solo dalle scelte che si può ricominciare, o dal Paesello o da Milano. Con o senza di lui, questo lo sai tu e non serve scriverlo perchè son certa che ti bussa in testa

    Laura

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  21. A volte uno è talmente abituato a volere una cosa che quando smette di volerla sembra quasi di stare male, un pò svuotati, anche annoiati se vuoi. Desiderare qualcosa, pensarla, fa pur sempre compagnia no?

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  22. CAZZO.
    Io ti abbraccio forte.
    BeataMai.

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  23. ecco, abbracci. (e non servono consigli per una storia così, solo abbracci)

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  24. leggere una cosa del genere,nel giorno in cui ti rendi conto che stai da 8 lunghissimi anni con una persona che non ti ama...vorrei avere il tuo coraggio. e quanto vorrei conoscerti nella vita vera...ti abbraccio

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  25. Ora capisco l'"odio" che provi nei confronti di Ancona, come avevi scritto in un tuo vecchio post.
    Io vivo e lavoro tra Fano ed Ancona. Adoro questi posti e mi dispiace davvero tanto che tu ne sia venuta a conoscenza in questo modo. Ti seguo da parecchio insieme ad un mio collega e facciamo sempre il tifo per te. Sei una persona pura e vera, ci fai schiattare di risate e non vediamo l'ora di leggere nuovi post. Oggi c'hai spiazzato. Siamo rimasti a guardare lo schermo senza dire nulla, con le lacrime agli occhi.
    Un abbraccio fortissimo,
    Mari

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  26. Minxxxxia Zit, alla faccia della fashion blogger...
    non riesco a dire nient'altro.
    GG

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  27. Amica mia <3

    E poi perchè dici che è finita? Non buttarti tutto alle spalle o buttarti subito in questa cosa. Rifletti. Sono passati sei anni e siete ancora li. Se lui è LUI sarà li ancora tra un paio di mesi. La storia a distanza l'ha provata.... e vada come vada.... infondo tu, alla fine di tutto, vuoi tornare a casa, no?

    Sai dove trovarmi :-*

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  28. Cara Zit, ieri sera ho avuto la tentazione di darti un'occhiata, ma il sonno ha prevalso. Ti ritrovo stamattina, in un lungo sfogo in cui consegni a tutti il tuo cuore nudo e sincero.
    Serve a qualcosa dirti che capisco ogni tua singola parola? Serve raccontarti della morte di mio fratello dopo una vita intera di sofferenza mentre accanto a me un ragazzo immaturo pensava solo a se stesso e non a darmi un pò di conforto? No, non serve a te e nemmeno a me.
    Però una cosa posso dirtela: per quanto banale e scontato possa apparire, il mondo non finisce e non finisci nemmeno tu; vai avanti, i primi tempi solo per ragioni puramente biologiche, poi la tua vitalità riprende il sopravvento: arriva il periodo sfrenato, anche distruttivo, con serate a base di sesso e alcool, quando arrivi ad amare quel tuo lato così autolesionista.
    Ti chiederai se andrai avanti così per sempre, se diventerai una di quelle navi-scuola sempre a caccia. E poi succederà qualcosa, o meglio, succederà qualcuno: qualcuno che finalmente smetterai di paragonare a chi ti è sembrato prima divino, poi stronzo e poi semplicemente umano.
    Un giorno, presto, ci sarà un uomo che ti amerà per quel che sei, per le tue nevrosi e malgrado esse, che ti aspetterà nel bucolocale con un mazzo di rose in mano e ti porterà a mangiare in un infimo Mac'donald che ti sembrerà un 4 stelle della guida Michelin; un uomo con la "U" maiuscola, che non ti farà dimenticare niente del tuo passato ma che ti riconcilierà con esso permettendoti di ricordare senza piangere. E' là, da qulche parte, cercalo: forse sai già chi è.
    Un bacio
    Lucilla

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  29. ti ho mandato una mail tesò, mandami affanculo.
    <3

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  30. Grazie. Riesco solo a dirti questo, perché mi hai fatto emozionare ed è una sensazione bella, ma terribile.

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  31. non sono mai stata molto brava nel trovare le parole giuste per dare un po' di conforto, e mi rendo conto che del mio conforto non te ne fai poi nulla, ma in qualche modo leggendo il tuo blog mi sono affezionata e quello che hai scritto mi ha molto colpita. Perciò anche se vale poco ti mando un abbraccio forte!
    bacio

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  32. Acc! Ho letto tutto d'un fiato e ancora mi batte forte il cuore.
    Come al solito la tua scrittura rapisce, ma stavolta mi hai ammutolita per la franchezza con cui ha voluto mettere tutto nero su bianco.
    Sii sempre forte, ma mi pare che tu lo sia già.

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  33. Ti abbraccio forte, con un nodo qui.
    Di quei nodi di chi ha avuto grossi calcinculo dalla vita, e ti guarda comprendendo benissimo, ogni alto e ogni basso.
    Vedi quante persone sai emozionare? dimmi che e' poco.

    P.S. ho incontrato l'Uomo della mia vita solo da poco. Avevo gia' 41 anni e dieci di matrimonio andato a carte quarantotto. Lui e' a Torino, io a Genova.
    Non cambierei questo miracolo, questa storia, questa mia vita neanche per tutte le stelle del firmamento, perche' io le guardo e le tocco quelle stelle, ogni istante, in Lui. Da quattro anni in qua.

    Ti abbraccio forte, davvero.
    Monica

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  34. Le nostre esperienze sono indubbiamente molto diverse eppure..c'è qualcosa che ci accomuna.
    La scelta di mollare il Paesello per Milano e per la Moda, la gioia iniziale, la frustrazione, il disincanto.. Lasciare a casa tante, troppe cose, perdere noi stesse per poi ritrovarci.
    Con la ferma consapevolezza che poi lì si ritorna, che ci sarà Lui, che tutti saranno cambiati e la vita non te la dà la seconda possibilità..
    Sei cresciuta velocissima, passando attraverso milioni di cose, di vite, di dolori acuti che sai nessuno capirà mai in fondo.
    Se tutte queste esperienze ti hanno dato qualcosa, saprai anche che forse Lui non lo puoi scacciare.
    Perchè è l'unico che ti guarda e ti capisce, nonstante i silenzi. E con lui non fingi.
    Che probabilmente si impone di non confortarti quando ne hai più bisogno per non naufragare insieme a te.
    Siete un meccanismo, un'altalena, ma almeno siete consapevoli di esserlo.
    Io non ti conosco ma conosco questi dolori, queste situazioni, le urla negli showroom e le tre ore di treno per scappare a Milano.
    Finchè stai bene lì, rimanici e appaga gli sforzi e gli studi che ti hanno permesso di arrivare dove sei.
    Dopo di che, ascolta me, torna a Paesello e vai a riprendertelo.
    Io ho fatto così, e finalmente risento le farfalle nello stomaco che pensavo fossero volate per sempre.
    In bocca al lupo, cara Zit.

    Alessiette

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  35. io non lo so cosa dirti...per fortuna alcune cose non posso capirle perchè non le ho provate...però posso dirti che la tua storia mi ha preso tipo pugno nello stomaco.di quelli che ti piegano in due dal dolore.io vorrei avere un briciolo della tua forza per affrontare la mia vita,e tutte le cazzate da cui mi lascio abbattere troppo spesso.
    ti abbraccio.
    claudia

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  36. Lacrime, per me.
    Abbracci, tanti tantissimi, per te.

    Siamo tutte con te.

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  37. ...brividi!!!
    Gioia

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  38. ciao Zit! è la prima volta che sono sul tuo blog..mi piaci davvero molto!da come scrivi si capisce il tuo mondo interiore! Un bacio vALERIA

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  39. Ho letto...il tuo post e tutti i commenti...e non trovo, come sempre, le parole.
    Ma ci tengo a dirti che per me è stato un onore "leggerTI" così, nuda e disarmante.

    Prendi le mie prossime parole per quelle che sono, ovvero uno stupido consiglio di una ragazza senza grandi esperienze (considera che sono legata alla stessa persona da quando ho memoria!): se un suo abbraccio è il tuo posto nel mondo, il luogo dove sei tutto&niente e dove il mondo scompare, forse vale la pena provarci ancora...a distanza o al paesello...ovunque. Più mi guardo intorno e più mi rendo conto di quanto sia difficile trovare persone che ti facciano sentire "bene", a casa e protette anche mentre scivoli rovinosamente dentro te stessa.
    Ok, smetto di dire cose scontate e banali e mi limito a fare l'unica cosa che abbia un senso:
    tacere e abbracciarti virtualmente fortissimo.
    E ringraziarti per avermi permesso di conoscerti così.
    Ciao caVa.

    RispondiElimina
  40. Ti leggo da molto, e mi piace moltissimo come scrivi. E quello che scrivi. Leggere questa storia è stato un pugno nello stomaco. Ti abbraccio forte, e sono sicura, strasicura, che tu sì, che sarai una persona felice. Anche se il dolore , quel dolore, non si può cancellare. E spero che qualcuno, da qualche parte, si accorga che questo blog appartiene ad una bravissima scrittrice.

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  41. Potrebbero esserci 15.000 commenti a questo post. Ma non è vero che o si nasce felici o non lo si è più. Mi sembri una persona che ama vivere, rischiare, sperimentare. Prima o poi troverai quel che cerchi, e non è detto che sia nella direzione dove stai guardando adesso.
    Un abbraccio, che spero tu senta come "vero".
    ilGrinch

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  42. Zit..spesso ti ho scritto che il mio amore vive un dolore simile al tuo, ha perso sua figlia...e aveva perso anche me.....per assurdo quel suo dolore sordo, straziante, così silenzioso ma tremendamente pieno di rumore ci ha riavvicinato.......perchè come te eravamo lontani, non fisicamente ma emotivamente.....sapevamo di essere NOI ma tanti troppi problemi...PROBLEMI STUPIDI....perchè quando è arrivato Il Problema Vero ho capito che il resto non importava....ma non è facile eh, non è stato e non lo è tuttora..........io il vs.dolore lo vivo di riflesso, quindi ho l'arroganza di dire che lo capisco, dico che lo guardo da vicino.......e non voglio neanche dirti che domani ti rimetterai con lui di sicuro.......però un consiglio da Amica te lo voglio dare:se vuoi lui prova in tutti i modi a prendertelo, ma DIGLIELO, anche se vi capite al volo e non servono parole a volte le cose soprattutto i sentimenti vanno URLATI, perchè per paura si fa finta di non capire.
    Tu hai voluto scrivere tutto questo....ecco...se te la senti digli come sono le cose dentro di te......almeno saprai di averci provato.
    E se invece non vorrai ascoltare noi Grilli Parlanti, così brave a dare consigli agli altri e a non guardare i ns.di casini, BECCATI UN ABBRACCIO ESAGERATO!!

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  43. il mio ragazzo,di 28 anni ha perso sua mamma esattamente un mese fa dopo una durissima lotta contro un tumore al cervello che prima l'aveva lasciata vivere e poi è tornato per portarcela via. Bè,è brutto rientrare a casa la sera e vederlo triste.E' stato triste vederlo morire dentro mentre chiudevano la bara, E' brutto volergli dare quello che non può più avere ed essere impotenti,è brutto sapere che soffre ,ma è bello sapee che lo amo infinitamente e che non gli lascerò la mano MAI. Nemmeno se la nostra storia dovesse finire..perchè nella vita ci sono dei momenti in cui ci si aspetta di più dagli altri rispetto a ciò che comunenmente di definisce GIUSTO O SBAGLIATO. Siete anime gemelle,a Milano,a Fano,al paesello o a NYC. Sposati o soli,siete anime gemelle.
    Elena

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  44. Zit, non so bene cosa dirti, ma una cosa te la dico: non è vero che si nasce felici o non lo si è più. Lo pensavo anche io. Non sto a tediarti con tutto quello che mi è successo in 26 anni. A volte siamo noi che non permettiamo a noi stessi di esserlo. Ma poi, invece, la felicità arriva.
    Francesca

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  45. perché per sopportare una della Vergine solo uno della Vergine lo può fare...

    un abbraccio da uno della Vergine.

    p.s. io ci sono ancora dentro. non so come andrà.

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  46. sto ancora piangendo

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  47. Anche io so cosa vuol dire avere il buio dentro.
    Una carezza sulla testolina

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  48. Cuore (come mi chiami sempre tu), tutti ti hanno scritto cose belle, cose vere. Alcune le condivido, altre no, ma di certo ti scalderanno il cuore perchè si capisce il bene e la stima che ti sei guadagnata da parte di tutti.
    Ma nessuno ti ha posto la domanda che invece ti faccio io. Tu lo rivuoi? Tu sei stata felice con lui anche dopo la morte di Andrea? Perchè da quello che hai scritto...ecco io non lo so, non l'ho capito. Sono d'accordo con chi ti dice che non è vero che si nasce felici. La felicità è una scelta. E' una frase che ripeto sempre e in cui credo fermamente. Scegli di essere felice, non importa come, ma mettici tutta te stessa. E se la felicità coinvolge lui, agisci!
    LaFede_C

    Ps. hanno ragione, adesso so il tuo nome e cognome... posso stalkerarti su fb? :)

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    Risposte
    1. ciao LaFede! la tua domanda per me qualche anno fa sarebbe stata un colpo al cuore, perche' in certe storie tu sai che in realta' non lo rivuoi, che vuoi qualcosa di "normale", senza tutte queste complicazioni, senza tutto questo stillicidio costante dentro di te di dolore,gioia, tensione, aspettativa, delusione (a volte anche umiliazione)..il problema, almeno per me, e' stato piu': ma ce la fai a non rivolerlo? tutte quelle notti che ti chiamava ad orari impossibili per sentire la tua voce, quelle ore ed ore passate a chiaccherare dopo mesi che non ti vedevi come se non fossero mai passati, tutte quelle volte in cui volevi credere davvero a quello che ti diceva, ma che poi non si avverava mai. Tutte quelle volte io non ce l'ho fatta. A volte, secondo me, bisogna sbatterci la testa finche' non siamo pronte noi ad eventualmente dire basta, ed a volte quel momento di dire basta pare non arrivi piu'...ma ognuna di noi ha esperienze, e conclusioni, molto diverse e sono d'accordo con te che bisogna scegliere di essere felici e crederci con tutte se stesse, altrimenti e' davvero troppo troppo difficile.

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  49. Non ci vuole molto a sapere le cose, basta saper usare Google.
    Non nego che quest'identità nascosta cominci talvolta a pesare dopo quasi due anni ma trovo anche che sentirmi costretta a farlo è un altro discorso.
    Se volessi dire a tutti chi sono l'avrei già fatto, se siete corrette aspetterete che questo accada.
    @LaFede_C Ti scrivo una mail.

    Per tutte, grazie.

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    Risposte
    1. Zit, quello che ci hai scritto in certi incredibili post, il renderci partecipi delle tue emozioni, la tua grande disponibilita' a leggerci e risponderci sulle tue pagine, il tuo condividere non solo le parti piu' importanti della tua vita, ma anche le piccole cose di tutti giorni - da Blake Lively a come si fa lo chignon - secondo me sono molto piu' importanti di un nome ed un cognome.
      Grazie a te.

      Elimina
    2. Zit....nome e cognome in effetti non contano granchè......conta che, anche se per te siamo tutti/e emeriti sconosciuti/e, abbiamo voglia e desiderio di provare a dirti qualcosa che ti strappi un sorriso........tutto qui. Il perchè e il per come non ha una risposta....semplicemente tu sei lì e noi siamo con te....

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  50. Cara, concordo in ogni parola con Lucilla, a volte non ci concediamo la felicità, non lo so perchè...perchè prevale la natura autodistruttiva?! Non lo so.
    In tutta onestà dissento da chi ti ha scritto "siete anime gemelle" etc... è chiaro che certe cose puoi saperle solo tu, ma da quello che hai scritto qui a me pare che tu sia andata avanti, nel bene e nel male, e lui no. Come diceva sopra qualcun altro, tu sei cresciuta, sei diventata una donna, anche facendo errori ma cmq lo hai fatto. Certe cose a volte vanno lasciate nel passato.
    Credimi, ci sono passata anche io, e conosco bene quelle sensazioni, quei dolori che non danno tregua.
    Non so dire se è una cosa che succede a tutte. A me è successa, non moltissimo tempo fa, è stata una voragine nel cuore, ma adesso è una cicatrice indolore, guarita dall'amore che ho incontrato dopo.
    Io ci ho messo 5 anni. Cinque. Lui mi ha spezzato il cuore. E io l'ho cercato in molti altri, per tanto tempo. Poi un giorno mi sono guardata allo specchio e ho detto "basta". E poco dopo ho conosciuto mio marito.
    Questa volta non mi firmo, è meglio così.

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  51. A me di sapere la tua vera identità non interessa nulla. A me interessa leggere quello che scrivi perchè sei brava,talentuosa,impetuosa,ironica,spiritosa. Non mi interessa sapere che faccia hai,quanti anni hai,che colore di capelli hai e pensa un pò,non mi interessa sapere nemmeno come ti vesti. E credo non dovrebbe interessare nemmeno agli altri;ma purtroppo esistono persone morbose fino a questo punto; è un mondo virtuale e tale deve rimanere. Anzi cara Zit,faresti bene a non svelare mai la tua identità perchè è anche questo mistero a rendere il tuo blog cosi speciale.
    ps:già sai che se vinco al superenalotto.
    ps2: sono Elena antiferragni, ho dimenticato di specificare nel commento precedente.

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  52. Parole scritte nero su bianco che emozionano, che fanno sentire la stretta allo stomaco, che tolgono il fiato, che mi ronzano nella testa da questa mattina.
    Non credo che la felicità sia destinata solo ad alcuni, ma se così fosse meriti solo di essere una di loro.

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  53. PS: Ho dimenticato di aggiungere che la distanza è una cavolata (a meno che non sia proprio una distanza non fattibile, tipo, non so, Canicattì-Tokyo??). Se si vuole stare insieme, si sta insieme. Mio marito l'ho conosciuto all'estero, dove ci trovavamo entrambi per lavoro; al rientro in Italia, abbiamo continuato a vederci nonostante stessimo in due città diverse. E' stata durissima, perchè io facevo i turni e lavoravo anche spesso nel fine settimana, quindi ci vedevamo anche solo una volta al mese. Dopo due anni mi ha chiesto di sposarlo, e siamo stati sposati per un altro anno a distanza, finchè non ho ottenuto il trasferimento. Io ora sono felicemente sposata, "Lui" è solo, l'ho visto di recente, ha lo sguardo vuoto, mi ha fatto tristezza, ho provato quasi pena per lui. Eppure l'ho amato più della mia vita.
    L'Anonima di prima.

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  54. @ Lucilla, mio alter ego, mi permetto di citarti: "E poi succederà qualcosa, o meglio, succederà qualcuno: qualcuno che finalmente smetterai di paragonare a chi ti è sembrato prima divino, poi stronzo e poi semplicemente umano."
    E' stato così anche per me. Era questo che intendevo con "la felicità arriva". E, per inciso, io quel qualcuno l'ho incontrato nel posto più sperduto che potessi immaginare, in un angolo di mondo che nessuno conosce, che manca poco non c'è manco sulle cartine geografiche...davvero l'ultimo posto in cui avrei pensato di trovarlo.
    Coraggio Zit

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  55. Cuore mio, grazie per la mail che attendo con impazienza! Se vuoi cancella pure il mio commento di prima, così non diamo idee ai pazzi (capisciammè). Tanto noi prima o poi ci si amerà fuori da una sfilata di Pvvvvada.

    LaFede_C

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  56. Ti leggo sempre, non commento mai ma stavolta mi hai fatta piangere e mi sono riconosciuta in te...

    Sei fortissima, continua a lottare e ad andare avanti. Ti ammiro.

    RispondiElimina
  57. Io spero che prima o poi un libro tu lo scriva, o almeno se è questo quello che vuoi... ma sei stupenda lo stesso. Un abbraccio

    RispondiElimina
  58. @Francesca: citami pure e grazie per l'alter ego, mi fa molto piacere. Noi due ci capiamo.
    @Zit: comunque, non sei sola; credo che tu sia circondata di affetti veri e, per quello che può valere, ci siamo anche noi, piccoli messaggi disincarnati che per un attimo riempiono un pensiero.
    Ha ragione l'anonimo, non abbiamo bisogno di immaginare il tuo aspetto o di sapere chi e come sei.
    Anche se per me sei Carrie di "Sex and the city", in realtà sei una voce e un'intelligenza che a volte fa ridere e a volte prende alla gola per l'angoscia. Non so se Lui è Big, non ti dò alcun consiglio se non quello di vivere, se anche lui ti vuole sa come fare. Ma non chiuderti alle possibilità, la felicità ti sta aspettando. Nonostante tutto.
    Lucill

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  59. Trovarsi in alcuni passi è inevitabile.
    Dalla mia parte, dico sempre che tutto questo strazio me lo procuro da sola, perché basterebbe dire "è finita" e crederci e andare oltre. Però non ce la faccio e continuo ad uccidermi un pò alla volta.
    Ne verremo fuori, un abbraccio.

    RispondiElimina
  60. Io sono una devota lettrice silenziosa, ho commentato solo una volta il divino post sulla carrellata degli abiti degli Oscar di tutti i tempi.
    Ho letto tutto a fondo e mi permetto di dirti un paio di cose:
    - come ti hanno già detto in molti ti prego non pensare di essere destinata ad essere infelice. Io nemmeno pensavo potesse esistere l'uomo per me, pensavo proprio "sarò infelice, già lo so", perché a detta di tutti sono molto esigente; mi sono persa via dietro personaggi orribili, ho avuto delle storie che ancora adesso le mie amiche non se ne capacitano -nemmeno io in realtà-, e poi il giorno che ho pensato che non mi sarei mai innamorata ho conosciuto Lui. Non sto a dirti se Andrea è l'uomo per te, questo lo sai tu e tu soltanto, però non ci credo che una persona come te, con così tanta vita dentro non possa essere felice.
    - se tu avessi scritto questo post un paio di anni fa avrei gentilmente chiesto la possibilità di citare la frase "se nessuna ti prende il cuore è inutile affollarsi la vita".
    - leggo bene che ti sei laureata in "bianco, con un bouquet di calle tra le braccia e una coroncina di strass in testa"?! E come mai non ci sei tu al posto della Sozzani? Questa è poesia pura altro che fescion blogger!
    In ogni caso, la cosa che più voglio dirti è GRAZIE. Spesso non è facile fare spazio alle emozioni, aprirsi e raccontarsi, prima di tutto a se stessi perché alla fine è con noi stessi che facciamo i conti (De Andrè diceva "quando si muore si muore soli" mi permetto visto che hai fatto delle citazioni musicali notevoli): anche se non sveli la tua identità tu sei comunque la persona che racconti in queste pagine e le persone che ti ammirano, ti seguono sono tante, più dei commenti che lasciano. Grazie perché a volte di questa autenticità ne sento la mancanza.
    Spero di essere stata opportuna, tanto quanto lo sei stata tu con questo post travolgente ma allo stesso tempo puro.
    Buoni sogni per questa notte e tutte le notti a venire.
    Con affetto sincero,
    G.

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  61. Io sono senza parole...ho pianto leggendo il tuo racconto,la tua storia...un abbraccio Zit perchè te lo meriti!!!
    Marta

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  62. Sarà che sono in un periodo di depressione...sarà che anche io mi ritrovo a correre dietro al probabile uomo della mia vita, che però preferisce un'altra...ma ho pianto...ti abbraccio e ti sono vicina...un bacio...serena

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  63. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  64. ciao è la prima volta che ti leggo e per una appassionata di lettura come me è stata una piacevole scoperta.Dalle parole che usi , ai periodi sino alla punteggiatura si vede che hai scritto d'impeto parole e pensieri che già migliaia di volte ti sei detta e ridetta senza mai ascoltarli; del resto scrivere i propri pensieri serve ad ascoltarsi......Comunque volevo solo dirti che sei un tipo cazzuto con una gran paura di amare perchè la possibilità di perdere l'oggetto amato può essere devastante e tu (così come anche lui)già sai cosa significa .Quindi meglio vivere in rewind ricondando i bei momenti senza rischi......ragionando sulla catena infinita dei sè e dei ma immobili....in un continuo girovagare di esperienze fugaci e superficiali(perchè è quello che sifa quando non si vuole affrontare il problema).La paura è paralizzante.Te lo dice chi come me ha raggiunto il fondo e non contenta ha continuato a scavare inesorabilmente fino a toccare la morte con un dito.....poi un ultimo soffio di vita......la voglia di essere felice nonostante tutto il passato che oggi mi serve ricordare ma per andare avanti, perchè se ci sono i momenti brutti c'è nè sono anche di belli basta vederli. adesso ti lascio perchè devo prepare la cena a pargolo e marito......sono stanca distrutta e vorrei mollare tutto ........ma sono Felice!!!!vuoi mettere la faccia di mio marito che torna e non trova la cena pronta hihihihi......impagabile!!!!!!Un bacio e sorridi alla vita lei tisorriderà

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  65. è bello vedere che hai voglia di parlare di te e forse un pò di essere "scoperta"...vuol dire che inizi a fidarti di noi in fondo....quello che hai scritto è molto brutto ma insieme molto bello...prendere coscienza della fine vuol dire iniziare a prendere coscienza di se stessi, iniziare a staccarsi da qualcuno e qualcosa che ti legava ancora all'idea del qualcosa e Qualcuno che non c'è più...e magari vuol dire anche tornare a vivere appieno cercando chi potrà farti stare davvero bene. Non invidiare la felicità degli altri, anche tu puoi averla e non devi sentirti in colpa per questo.

    baci

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  66. Ti voglio bene, anna rita

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  67. Tes davvero ti sei laureata in bianco con un bouquet di Calle? Me l'ero persa nella frenesia della lettura, perché dalla prima riga ho subito avuto chiaro dove saresti andata a parare e avevo necessità di venire a vedere il tuo buio.
    Anche io mi sono laureata in bianco con un mazzo di peonie bianche.

    RispondiElimina
  68. Cara Zit, ti ho scoperta da poco e non ho mai commentato prima.
    Non avrei voluto commentare nemmeno oggi, perchè avevo paura di invadere la tua intimità con frasi sicuramente sciocche e poco appropriate per dolori così grandi. Ma è da stamattina, quando ho letto il tuo post in ufficio, che ci penso e ti penso. E quindi, ecco, tra tante cose che vorrei dirti scelgo questa: là fuori, da qualche parte c'è una perfetta sconosciuta che da stamattina torna costantemente con la mente alle tue parole e sente forte il desiderio di stringerti una mano, farti un sorriso e proporti quattro "ciacole" davanti ad un caffè, in libertà, a dire cazzate come solo le femmine sanno fare.
    Non so cosa te ne farai di questo pensiero, ma spero che insieme alle decine di altri messaggi che hai ricevuto ti possa essere di conforto.
    Un abbraccio.
    Giuditta.

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  69. sei arrivata dritta allo stomaco. Brava.
    Elena

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  70. Come si fa a non volerti bene?

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  71. Ci sono persone che non si possono lasciar andare, anche quando lo vorresti, anche quando ci provi, anche se sarebbe giusto.
    Sono troppo lontane, ma talmente radicate in te che attraversi ogni giorno tenendole per mano.
    Vivi ogni minuto con il loro eco in sottofondo, odiandolo, a volte.
    Sono così affini, così tue che ti chiedi cosa fosse la tua vita prima di loro.
    E sei grata di averle incontrate, grata per il tempo passato insieme, convinta che di altro tempo ne verrà, un tempo più facile, più adatto... un tempo.
    Ma questo tempo non ci sarà.
    Questo tempo è.
    Ora.

    G.

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  72. Regrets and mistakes.
    They are memories made..
    Who would have known how bittersweet this would have taste?
    Adele canta ed io ci credo veramente...

    Non ho mai commentato,ma oggi era impossibile rimanere in silenzio..
    Ti abbraccio.
    Marina.

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  73. Regrets and mistakes.
    They are memories made..
    Who would have known how bittersweet this would taste?
    Adele canta ed io ci credo veramente...

    Non ho mai commentato,ma oggi era impossibile rimanere in silenzio..
    Ti abbraccio.
    Marina.

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  74. Il 21 luglio è il mio compleanno.
    Credo che da oggi in poi in quel giorno
    penserò anche a voi, perché si può
    e si deve unire la gioia, il dolore
    e la malinconia altrimenti come si
    può andare avanti? notte

    RispondiElimina
  75. Io in una storia così, di capirsi a pelle, di perdersi e cercarsi, non riuscire a lasciarsi scorrere, osservarsi da lontano per poi ritrovarsi, in mezzo ad altra gente e altre storie, ci sono stata per anni, e sono stati anni logoranti. Ma questo non è amore, l'ho capito dopo. Ha ragione chi ti scritto che se due persone sono innamorate stanno insieme. Senza se e senza ma.
    Io e lui non ci saremmo mai potuti rendere felici, ma siamo, l’uno per l’altra, il primo ricordo di una felicità straordinaria. Dopo arriva l’amore per sempre, quello che è bene incontrare quando si hanno un po’ di cicatrici.
    L'amore vero per me è qualcosa di semplice e senza scossoni. Una linea retta che tende all'infinito. Sai che c'è, e infatti c'è.
    D.

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  76. Il tuo post è una delle cose più belle che io abbia letto. Più volte nel corso della giornata mi sono tornate in mene le tue parole, le sensazioni che mi hai provocato. Sei bravissima. E cazzutissima. Dai dai dai. V. (io dico che non è finita).

    RispondiElimina
  77. Non riesco a trovare le parole per commentare questo tuo capolavoro di post.
    Ci sono amori, sentimenti, sensazioni che si', dopo 10 anni riallacci il filo e si', e' ancora come se fosse allora. Pero' la vita ha voluto altro, per te. E a volte non c'e' semplicemente motivo, e' cosi' che e' andata. Come si dice? Non era destino, ecco.
    Ci sono dolori, di quelli veri, che non ci staccheremo mai di dosso, e forse e' giusto cosi'. Perche' e' la vita, e a volte e' una merda e ti mette di fronte a delle disgrazie ingiuste. Ma anche qua, e' cosi' che doveva andare. Era destino. Il che non e' di conforto, lo so.
    Pero' volevo dirti che tu sei piu' forte, di tutto questo. Traspare in ogni tua parola, che tu sei piu' forte e ce la puoi e ce la stai facendo, no?
    Un abbraccio da Oriente,
    La Zia cinica e incapace di consolare le persone
    PS dovessi anche pubblicare la tua carta di identita' sul prossimo post, per me tu sarai sempre e soltanto la Zit. Poi penso che quando sarai veramente famosa potrai fare come Perez Hilton, insomma anche lui sappiamo che faccia abbia ma io non ci credo mica, che si chiami davvero Perez Hilton!

    RispondiElimina
  78. Come ho fatto a vivere senza te fino a domenica???
    Commovente
    Divertente
    F

    RispondiElimina
  79. Pelle d'oca! Scrivi meravigliosamente! È impossibile non rivedersi in certi passi della storia, da tanto è coinvolgente. Forse se è finita è perché doveva andare così, a certe storie non finiscono mai...un bacio

    RispondiElimina
  80. Una sola cosa, nessun commento inutile perchè dolori come i tuoi non si possono comprendere, ti abbraccio, anche se non ti conosco.

    RispondiElimina
  81. A chi, come me, li ha visti nel centro commerciale. Lei, bellissima, alta e fiera eppure una bimba quando incrociava gli sguardi di lui, il Polly.
    A chi, come me, era a fianco a lui quel giorno e con gli occhi sbarrati vedeva lo sguardo di lei attonita e persa dietro ciò che era volato via, così improvvisamente e irreparabilmente. Così vicino eppure così lontano.
    Che dire?
    I grandi amori non hanno mai un gran finale... Sono stropicciati, sgualciti...
    Hanno la magia, l'emozione e racchiudono un mondo, Il VOSTRO, fatto di sentimenti e tormenti.
    Il cuore non avrà mai distanza, sono le persone che ce la mettono.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  82. Uh, Zit, ti abbraccio forte.

    I.

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  83. cara Zit ti leggo da qualche mese e non ho mai commentato perché sono d'indole piuttosto schiva ma oggi non posso trattenermi. ci penso da ieri mattina, quando ho letto questo post. quanto dolore, nessuno dovrebbe sopportare tanto dolore. io posso solo mandarti un grande abbraccio virtuale e darti un consiglio: butta via i film, i libri e le storie degli altri e segui solo il tuo cuore e il tuo cervello. tu lo vuoi questo uomo? ti rende felice, saprebbe farlo? sono queste le cose che devi chiederti e solo tu puoi risponderti onestamente. una storia così ce l'abbiamo avuta più o meno tutte ed è quella che fa la fortuna dei sovracitati film ma non ne vale quasi mai la pena. e finché non avrai la forza di sciogliere i vincoli anche inconsi che ti legano a lui sarà difficile trovare l'amore da un'altra parte, potrebbe anche passarti accanto e non lo vedresti nemmeno.
    le ossessioni a un certo punto diventano quasi "sicure", sono un posto che conosciamo, in cui ci siamo abituati a stare, dove magari soffriamo ma dove possiamo anche cullarci nell'illusione che un giorno sarà diverso, che stiamo soffrendo per il Grande Amore. è una cazzata che noi donne siamo molto brave a raccontarci e quanto tempo ci porta via!
    non si è destinati all'infelicità, è che ci si abitua così facilmente a essere infelici che poi non si ricorda più com'era prima.
    io ti auguro ogni bene, hai un cuore grande, ti meriti tutto.
    K.

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  84. Ti mando un abbraccio.
    Forte.
    Non lasciare che il dolore sommerga tutto.
    A.

    (P.s.: scrivi meravigliosamente.)

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  85. ho letto ieri il post ma non ho commentato perchè qualsiasi parola mi sembrava superflua e inutile.
    Quindi di dico solo che mi hai commosso e che ti meriti tutta la felicità di questo mondo.
    Un grosso, grossissimo abbraccio virtuale

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  86. non posso, e non sono in grado di, aggiungere altro...se non stringerti in un abbraccio smisurato

    effezeta

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  87. due sole osservazioni: il tuo lavoro, decisamente, dovrebbe essere scrivere ed anch'io, alle volte, ho pensato di non essere destinata ad essere felice. Quasi sicuramente (ed anche presto, temo) verranno tempi in cui mi sentirò un pò nella cacca più nera e allora penserò alle tue parole, penso che mi daranno forza. Non so poi tanto di te, ma ti mando un bacio di cuore

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  88. Zit grazie anche da parte mia per aver condiviso questi pensieri e queste vicende.
    Ti abbraccio.

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  89. Cara Zit, so che non può consolare, però è vero che scrivi in maniera fantastica, efficace, empatica e commovente.
    E mi permetto di dirti due cose:
    1) da virginiana (mi sembra che i nostri compleanni coincidano: anche tu 12 settembre, o sbaglio?) ho capito che il peggior nemico di un/una Vergine, a parte se stesso/a, sia un/un' altro/a Vergine;
    2) da anconetana, spero con tutto il cuore che prima possibile Ancona diventi per te una città "neutra".
    Un grande abbraccio, Roberta.

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  90. Sai qual è la parte che mi ha colpita di più? La storia a distanza che con te non ha voluto e con un'altra sì...

    Mentre leggevo ho sentito una specie di tonfo nello stomaco...

    E' successa una cosa analoga anche a me... E allora ho capito che se il mio ex aveva modificato il suo pensiero, anche se con un'altra, era solo perché aveva finalmente compreso di avere sbagliato con me. Era il suo modo di dirmi "vedi? sono cresciuto! non sono più un bambino!"

    Il problema è che gli uomini lo capiscono sempre dopo, dove hanno sbagliato, quando è troppo tardi...

    E se glielo chiedi ti dicono anche che è colpa tua ché non gliel'hai spiegato bene...

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  91. Ciao Zitella,
    sono una tua fedele lettrice, che non ha mai commentato. è da quando hai scritto questa storia che vorrei farlo, ma non trovo mai le parole giuste da dire.
    Allora ti abbraccio soltanto.

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  92. Mi hai commosso. Una storia da brividi. Un abbraccio, forte.

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  93. Bellissimo post, bellissimo blog!

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  94. la storia a distanza con un'altra ha funzionato solo perchè era lui ad essere fuggito. è inutile negarlo, gli uomini odiano le donne che prendono decisioni: tu te ne eri andata dal paesello e tu avevi "imposto" la storia a distanza...questo per molti non è accettabile. Quando è stato lui ad aver cambiato città allora tutto ha funzionato perchè LUI aveva fatto la scelta.
    siamo troppo forti e purtroppo trovare qualcuno che lo accetti non è facile.

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  95. L'ho letto d'un fiato!
    E il tutto mi è arrivato al cuore.
    Ti mando un abbraccio virtuale!

    Chiara

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  96. Ti leggo, piango e spesso mi riconosco in quello che hai scritto.
    Su Zit, sii forte ancora una volta, passerà questa merda prima o poi.. io 'ste parole me le ripeto tutte le mattine, e forse aiutano almeno un po'. Anche se la notte è ancora dura da superare.
    Ti abbraccio forte, forte.

    Viviana

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  97. Saggio/a l'anonimo/a delle 7.12 di ieri. Io ho vissuto la stessa situazione di zit, per quanto riguarda la storia a distanza naufragata in quanto io me ne sono andata dal paesello. In seguito lui ha fatto lo stesso e si è messo con una del paesello che vedeva si e no una volta al mese. Il cervello di certi uomini funziona in modo molto strano, vai a capire. Caro anonimo, non so se tu sia un uomo o una donna ma di sicuro hai fatto centro! Zit, in due parole, se lo rivuoi tornatene al paesello finché è libero. L'Amore, the One, fa dimenticare tutto il resto. Se dopo 6 anni ancora ti fa stare male è lui che vuoi, vai a prendertelo ed evita di fare altro male a te ed eventuali uomini che tratterai solo male perché non reggono il confronto. Ascolta me se non vuoi restare zit, parola di una zit mancata che aveva in testa un solo lui da 10 anni ma non lo ammetteva, all'ultimo bivio (zitella-lui) ho dato una sterzata pazzesca e ho fatto bene. Niente può far stare bene come l'Amore.

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  98. anonimo delle 12....non biasogna mai cedere ad altri e rinunciare a quello che si è e si desidera essere. L'ultimatum o la scelta obbligata non è amore ma imposizione. probabilmente non sarà il tuo caso, ma per me, non si vive di solo amore.

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  99. so cosa vuol dire perdere un fratello, e anche perdere un amore.
    ti abbraccio
    anna

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  100. Sono dovuta tornare più volte e ancora non so cosa scriverti...
    Ti ammiro comunque per aver saputo descrivere con questa lucidità e sincerità la tua storia. Ci vuole molta forza per condividerla, ed è chiaro che di forza ne hai molta. Non mi permetto di commentare la tua storia. L'unica cosa che mi sento di dirti è che la felicità (o quasi) è alla portata di tutti. E a volte anche semplice raggiungerla, molto più di quanto si creda. Tu la meriti, eccome! Basta guardare sempre avanti.
    Crudelia

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  101. Ho il cuore a pezzi, ti capisco e ti sono vicina, per quanto possa esserlo una lettrice,
    un bacio.

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  102. Il bello del romanzo è che il protagonista non deve essere per forza l'eroe a cui va tutto bene, e per forza.
    Perché c'è una via di uscita dal lieto fine ed è quella delle persone normali che vivono la vita di tutti i giorni, subendola -e forgiandola- ponendo talvolta troppe domande ma senza prestare attenzione alle risposte.

    Proprio in questo romanzo ci ritroviamo, e mi ritrovo, nelle vicende strane, nel quotidiano incomprensibile, nelle troppe rinunce per seguire dei sogni, invidiando talvolta quelle persone che sanno cosa vogliono, magari accontentandosi di cose semplici, e le raggiungono, perché sono alla portata.

    Ci sta il tuo sfogo, ci sta tutto. È lo sfogo di ognuno di noi, in quelle note di Adele, e degli altri. E in quei sorrisi: perché alla fine soffrire è un'arte. Perché alla fine si ha la consapevolezza che per quanto sia consapevole di volere "un'altra" vita, non la cambierai mai.

    In bocca al lupo.

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  103. pelle d´oca. mi sono commossa.
    stringi i denti Zit.
    un abbraccio
    C

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  104. Secondo appunto xk l'hai scritta e l'emozione hai trasmesso NON È FINITA!!!
    Ma hai commosso tutti!

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  105. Che bello, mi hai fatta emozionare, a tratti commuovere. Sono della vergine, sposata con un vergine, è vero, queste relazioni "complementari" sono bellissime, a tratti sfiancanti, troppo spesso cervellotiche. Posso solo dirti che "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". Se pensi che sia davvero finita, che questo pensiero possa esserti di consolazione e sollievo e mai di rammarico. Un abbraccio.

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  106. Mi sono iscritta al tuo blog passando da Facebook, inizialmente pensavo si trattasse solo di una frase di intercalare che spesso tutte noi usiamo.Invece no, è proprio un blog spettacolare il tuo! Entro e come primo post leggo questo, datato proprio il giorno del compleanno del mio Yuri che mi sta accanto da 5 anni.Questa sì che è vita vera!Grazie...anche per avermi salvato con il tuo ultimo post sugli abiti da matrimonio, me ne aspettano due quest'anno.
    Elena

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  107. Vergine babbiona3 aprile 2012 00:36

    Zit, ho scoperto il tuo blog oggi.
    Te lo fai dare un consiglio da una vecchia babbiona della Vergine?
    La "carriera" è un'immensa inculata.
    A meno che tu non sia già Coco Chanel, qualsiasi cosa tu stia facendo a Milano "nel mondo della moda" è una presa per il culo. Credimi, io ci sono cascata con la pubblicità, la grande creativa che ero.
    O mia sorella, l'ingegnera che girava il mondo.

    Ti sfruttano, ti promettono, ti circuiscono, ti schiavizzano e alla fine non combini nulla. Lo capisci dopo i 30, ti chiedi come hai potuto credere a tutte le panzane che ti hanno e soprattutto che ti sei raccontata.
    Ora faccio il lavoro che volevo, ma lo faccio da casa. Mia sorella ha sfanculato i congressi negli USA e lavora part time. Non ci siamo "sacrificate per la famiglia", tutto il contrario: abbiamo capito in tempo che eravamo finite in uno stupido mercato di sogni e ci siamo tirate indietro prima che fosse troppo tardi, e prima che l'Uomo Giusto s'involasse per altri lidi.

    Pensaci bene. Io non voglio rinunciare alla nuova Coco Chanel; ma se così non è, mi sento in dovere di avvertirti.

    Meglio una blogger/freelance di moda felice al paesello, che una precaria a vita infelice a Milano.

    Un grande abbraccio

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  108. Tutte ti dicono la stessa cosa: "Ho pianto".
    Sai perchè questa storia mi ha commossa? Perchè credo che quasi ogni persona ne abbia vissuta una simile, abbia abbracciato quell'armonia assoluta, quella sensazione disarmante, intensa e totalizzante di serendipità e visione di sé nell'altro.
    Ma l'ho imparato sulla mia pelle: il lui che è sempre lì per noi, per cui proviamo qualcosa di "diverso" dalla passione, dall'amicizia o dall'amore puro, qualcosa di quasi intoccabile, unico, "nostro", indefinibile, non di questo mondo...ecco, non è Lui e non è nemmeno uno dei tanti Lui che incontreremo.
    Non è amore, è dipendenza.
    E' avere qualcuno così simile da non poterci essere indifferente.
    E' il nostro gemello cosmico, però, l'anima gemella non è l'amore, è solo l'appiglio durante i momenti d'incertezza.
    Perchè non funziona tra voi? Perchè tu sei lui e lui è te, eppure così diversi...non vi completate, vi sovrapponete ma potete fare a meno l'uno dell'altra a lungo. E quando vi ritrovate sapete d'essere un porto sicuro, di quiete e verità, nessuna maschera, lacrime e baci.
    Tutto ciò che ci manca nel quotidiano.
    Il sentimento che nasce dalla sofferenza non è vero amore.
    Se così non fosse, una tosta come te, avrebbe già fatto follie per stare con lui.
    Mi spiace tanto per tuo fratello, mi spiace per la tua infelicità ma sono contenta tu abbia un'anima tormentata da un vissuto doloroso: è solo grazie a questa che hai sviluppato l'ironia che ti rende così vera, cinica, spaventata, indifesa...un'artista che ancora non ha capito quali potenzialità racchiude.

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  109. anche se in ritardo, ci tenevo a dirti che quello che hai scritto su vivisustrada, "non è natale" è stato molto toccante. ti seguo sempre con molto interesse.
    ti abbraccio.

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  110. Sai, quando ho letto il passaggio sulla felicità ho fatto molta attenzione a non piangere.
    E' stato emozionante quando hai scritto "[..]o si è felici dall'inizio o non lo si è più." Anche io ho vissuto anni nel dolore, di quel dolore intimo e personale che nessuno può capire.
    Ed anche io ho sempre creduto di essere condannato all'infelicità, siccome ho un profondissimo solco che corre lungo tutta la mia anima...

    Vorrei chiedertelo adesso, a quasi due anni di distanza dalla pubblicazione di questo post e a "X" anni da quando tutta questa Vita è trascorsa...
    SEI FELICE, ora?

    un bacio tenero.
    Pasquale

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