mercoledì 29 febbraio 2012

Oscar 2012: Le Pagelle di Stile (originali)

Ci siamo.
Siamo agli Oscar.
Sono mesi che ci prepariamo. La Awards Season. Ci sono stati i SAG, i Globes, i Grammys e perfino i Brit Awards. Ma no, niente è più importante degli Oscar.

Bhè, forse per chi lavora nella moda l'unico evento comparabile è l'opening del Met a maggio ma non stiamo qui a puntualizzare. Dicevamo, gli Oscar.

Ho voluto vedere la replica per i poracci proposta ieri sera da Cielo perché ci tenevo particolarmente a gustarmi ancora e ancora quell'aria di ufficialità tutta americana, ché solo loro sanno fare così bene gli eventi. Perché quando una come Natalie Portman legge il gobbo non sembra incantata da un'apparizione mariana in galleria. Dove ci sono attori VERY che fanno battute VERY. Come quella di Colin alla Meryl. Dove presentano i nominati uno alla volta con tanto di clip introduttiva. Dove la regia è così sul pezzo che mentre la Streep parla a sorpresa di quanto ama il marito, stacca su quella povera crista della Sandra Bullock, commossa e in lacrime al pensiero delle corna scoperte pochi giorni dopo aver ritirato il suo di Oscar.
Ho visto la replica per vedere Meryl riconoscere di essere stata la favorita per la vittoria e fregarsene con un memorabile “you know but... whatever” come nemmeno Miranda Priestley avrebbe mai osato dire.
Ho visto la replica per sentire la voce di Dujardin, per vedere a colori quella bocca muoversi, per osservare quelle labbra meravigliose venute al cinema solo ed esclusivamente per limonare. E infine ho visto la replica per guardare i vestiti muoversi e le attrici parlare. Perché dire che Angelina Jolie sembra magra guardando le foto è riduttivo, bisogna guardarla mentre si muove e interrogarsi su come faccia a reggersi ancora in piedi.

Partiamo con le mie pagelle di stile, quelle vere, quelle originali, quelle che IO CI METTO ALMENO UN GIORNO A FARLE e non ve le pubblico alla mattina seguente, quelle che hanno i crediti dei designer sempre corretti e le foto sempre -almeno un po'- sminchiate perché io sono io e non so usare Photoshop. [E anche io, come la Ferragni, comincio a vantare numerosi tentativi di imitazione].
Ellie Kemper - Armani Privè; Michelle Williams - Louis Vuitton; 
Natalie Portman - Dior Vintage; Emma Stone - Giambattista Valli 


lunedì 27 febbraio 2012

Cazzomimetto: Per divorziare da quel cretino del mio ex marito

Ricevo e pubblico:
Carissima, tra circa un paio di mesi ci sarà la convocazione del tribunale per la firma della separazione e allora rivedrò quell'uomo rivelatosi poi banale che fu mio marito.
Considerando che mi sono trasformata in una che si veste come Inès de la Fressange avrò bisogno di trovare un look chic-troieggiante per farlo vomitare di rabbia. Ti chiedo di iniziare a pensare a me per me
Baci
Lettera Firmata

Presenziare al proprio divorzio in tribunale (vabbhè separazione ma forse siamo alla svolta e il gap temporale tra una e l'altro sarà solamente di un anno) è un po' come andare alla cena di classe con gli ex compagni delle superiori: “ciao sono il cesso che avete lasciato con i brufoli e adesso sono felice, magra e sto con uno più figo di voi” con la sola differenza che ci si concentra a far rivoltare la bile solo ad una persona, tendenzialmente di sesso maschile, e la cosa ha il sapore della vendetta che si gusta buona come la pizza fredda.

La lettrice che mi scrive questo mi segue da tempo, tempissimo, addirittura quando scrivevo solo stronzate nel 2010.
Sapere che lei e suo marito si lasciano non posso dire che mi strazia il cuore perché non li conosco di persona ma mi turba parecchio: facendomi i cazzi loro avevo visto le loro foto su Facebook ed erano così carini, così uniti come solo le coppie senza figli sanno essere. Poi succede, le storie finiscono, le persone cambiano e gli abiti passano di moda come la correttezza morale nei confronti della compagna di una vita. Finisce tutto all'aria.
La mia amica merita di essere la più figa del tribunale di Milano. I giornalisti presenti per l'ennesima udienza del processo Mills faranno le foto a lei e non a Berlusconi.
Amica, gliela faremo pagare a quel lurido.

Partiamo dai fondamentali.
Inès è francese. Cos'è francese? La marinière.
La storica è di Petit Bateau, ma esistono moltissime felici imitazioni.




venerdì 24 febbraio 2012

The Oscar Dress: Una retrospettiva dal 1954 ad oggi

[Per non rischiare di leggere commenti come 'bleh questo post è troppo lungo' io ti avviso, mio pigro lettore: questo post contiene 15 immagini. QUINDICI. Questo non significa 15 persone o 15 foto. No, no. Le foto recensite sono circa un centinaio. Quindi, se hai poco tempo o poca voglia, cambia pure canale, non mi offendo].

Trovare tutte le foto era impossibile, trovare le migliori non è stato facile.
Sopratutto poi per il necessario lavoro di anagrafica: anno, attrice e crediti designer.
Volevo trovare una linea editoriale diversa rispetto ai '50 best oscar dresses of all time' e spero di non deludervi.
Quello che conta, è qua.
Quelle che contano, sono qua.
Gli Oscar 2012 si terranno Domenica 26 Febbraio. Stay sveglie.

L'ABITO A MERINGA

Gwyneth Paltrow, 1999, Ralph Lauren; Audrey Hepburn, 1954, Givenchy; Grace Kelly, 1956, Helen Rose; Sarah Jessica Parker, 2009, Dior Couture; A. Hepburn/G. Kelly, 1956; Sandra Bullock, 2004, Oscar de la Renta; Penelope Cruz, 2007, Versace; Cameron Diaz, 2011, Oscar de la Renta, Rachel McAdams, 2010, Elie Saab; Carey Mulligan, 2010, Prada.



martedì 21 febbraio 2012

Sanremo 2012: Pare impossibile non parlarne

E che mondo sarebbe senza la mia opinione al riguardo?
Un mondo migliore, certamente.
Lo so, lo sapete, io il Festival lo guardo. E non lo guardo perché mi ci costringono, non lo guardo per lavoro, non mi sentirete mai dire “la televisione? Io non la guardo. Anzi, non ce l'ho nemmeno”. Io la televisione la guardo e tra i miei programmi preferiti c'è Tv Talk al sabato pomeriggio su Rai3 perché dopo averla guardata mi piace anche criticarla. 
Come tutto, del resto.
Anzi, mai come negli ultimi anni m'è venuta voglia di guardarlo proprio di gusto il Festival. Con occhio e orecchio diverso, non di quella certamente che compra cd (l'ultimo acquistato è stato il primo cd da solista di Beyoncè e c'erano ancora le lire se non sbaglio) ma di quella che ha un'età e una posizione per poter guardare un evento del genere senza schifarlo. Ecco, sono entrata nell'età in cui guardo il telegiornale.
Chi sono io per giudicare il Morandi II? Nessuno, ma lasciatemi dire che è andata certamente meglio dell'anno scorso. Se non altro perché sapevamo cosa aspettarci: tempi morti, battute lasciate morire sul palco insieme agli orchestrali, vallette impedite, interventi comici da (non?) ricordare. Visti i nomi che giravano per la co-conduzione femminile mi ero lasciata un po' scoraggiare (Tamara Ecclestone? Ivana Mrazova?), ma poi tutto quel Grande Circo del Festival mi ha coinvolta e sono rimasta sveglia per conoscere la vincitrice, cosa che non succedeva nemmeno da piccola guardando Miss Italia e sapete l'influenza che hanno su di me le coroncine.
Ad ogni modo quello che tutti speriamo è che per qualche decina d'anni ci siamo levati dalle palle Morandi e Quel Predicatore. Per la prossima edizione si cominciano a fare i nomi della De Filippi (cioè spostare il serale di Amici da Roma a Sanremo), di Massimo Ranieri (che mi sembra un attimo più sveglio di Morandi ma non ci giurerei) e di Fiorello (che piuttosto che andarci si darebbe fuoco). Anche Geppi, dopo i suoi splendidi interventi, parrebbe adatta ma io spero che non ceda alla trappola e continui a fare le sue cose senza intricarsi in macchine che la possono solo schiacciare. A mio avviso, l'unico in grado di giocare con le palle del toro del Festival facendo I Grandi Ascolti rimane Bonolis.

mercoledì 15 febbraio 2012

Pagelle di Stile: Bafta Awards 2012

Anche per le Pagelle di Stile come per gli hotel di Bellaria Marina ci sono periodi di alta e di bassa stagione.
Questo, manco a dirlo, è un periodo di alta: siamo nel pieno della Award Season di cui gli Oscar sono solo un apostrofo rosa tra le parole RED e CARPET.
Come tutti sappiamo i Bafta sono i British Academy Qualcosa, insomma manco la pena di cercarlo su Google,do per certo che siano gli Oscar inglesi.
Vanno paragonati solo agli Oscar Duri & Puri quindi non perdiamo tempo a fare un paragone con i Grammy che si sono tenuti nello stesso giorno dall'altra parte dell'oceano.
Quindi mandiamo la SIGLA e leviamoci anche queste pagelle dalla TO-DO LIST della settimana.

Jessica Chastain - Oscar de la Renta; Christina Ricci -  Givenchy

martedì 14 febbraio 2012

Pagelle di Stile: Grammy's 2012

Quale tragedia per il mondo della musica, qua ci muoiono addosso.
Michael, Amy, Etta e adesso pure la Whitney.
Tutta gente che non ho visto dal vivo.
Chi sarà la prossima? Madonna? Panico e paura si scatena sul sito ticketone ogni fottuto giorno che dio manda su questa terra quando io tento inutilmente di acquistare i biglietti per il suo concerto.
Nell'attesa che anche Madonna schiatti per un overdose di cibi macrobiotici e muoia soffocata mentre fa yoga, passiamo a recensire Il Trionfo di Adele o altrimenti detto Grammy Awards 2012.

Adele ha vinto a mani basse tutto quello che poteva vincere, sei premi su sei nomination, robe che Beyoncé era a casa a chiedersi ancora perché darsi tanta pena a fingere una gravidanza come Bree van der Kamp se poi non ci si porta manco a casa un Grammy.
Una parentesi tutta sua, quel fagottino di eyeliner di Adele, se lo merita anche da me quindi ecco i suoi due look della serata.

Abito -  Giorgio Armani

venerdì 10 febbraio 2012

San Valentino di Morti Ammazzati

L'anno scorso a quest'ora ero in pieno 'Che Barba Che Noia è Ancora San Valentino' già da un pezzo, forse perché ero fidanzata (ahahah! Fidanzata, io? Leggende metropolitane!) o forse perché al lavoro questa cosa del San Valentino è piuttosto sentita (nella mmmouda ogni festa comandata è buona per cercare di vendere qualcosa).

Insomma quest'anno se non fosse stato per Nanni Cobretti de i400calci.com San Valentino non me lo sarei cagato di striscio se non per il semplice fatto che in agenda ce l'ho segnato due giorni prima di una festa in maschera a tema anni '30 alla quale andrò e mi vestirò da Marlene Dietrich. Questo Nanni mi ha chiesto di scrivere la recensione di uno di quei film che io non guarderei mai, nemmeno con un fidanzato, nemmeno con un fidanzato NON IMMAGINARIO: un film dove la gente muore, si ammazza e nessuno limona (giuro! Esistono film dove la gente NON limona!).
L'ho visto l'altra sera, quando stavano dando “Appuntamento con l'Amore” su Canale 5 e spero che tutti voi apprezziate il mio forte senso del dovere.

Bando alle ciance, la recensione la trovate qua, come al solito nonostante la gente ammazzata io mi sono ritrovata a parlare di vestiti, dress code e make up. Insomma, alla fine è quasi una Pagella di Stile.
[Ricordatevelo che io non vivo bene le critiche quindi non credo che andrò MAI a leggere i commenti].
Enjoy!

martedì 7 febbraio 2012

Couture Primavera/Estate 2012: Sai mai che dovessi andare agli Oscar

Sai ma che dovessi andare agli Oscar uno sguardo alla couture è meglio sempre darlo.
Non credo alle coincidenze quindi ci dev'esser stato un momento nella storia in cui tutti i couturier di Parigi si sono organizzati un mese prima della più importante premiazione cinematografica e hanno detto: mettiamoci in vetrina.
E hanno fatto bene visto che a venti giorni dagli Oscar il gioco più divertente da fare, oltre al toto-Oscar, è il toto-abito.

Bando agli indugi, sono settimane che raccolgo foto e cincischio su Picasa per scegliere quali foto inserire nel mio Speciale Sfilate Couture trovandomi straziata nello scegliere solo un paio di colori tra i sette magistralmente presentati da Elie Saab.

ARMANI PRIVE'


lunedì 6 febbraio 2012

Hangover

Una delle cose migliori da fare, quando si è sbronzi, è scrivere sul BBM ad un'amica.
Quello che ne esce sono piccoli episodi di alcolismo molesto, girl chat e combinazioni alfanumeriche.

Gogo sicuramente ricorderà ancora quando io una sera, in preda ad un vodka tonic, scrivevo 'IO LINONO' per indicarle una mia particolare predisposizione all'essere affettuosa in quella serata.


E' altrettanto divertente poi, aiutare l'amica a ricostruire la serata mentre si è impegnate a fare la spesa all'Esselunga, proprio nel catartico momento in cui si sta scegliendo il nuovo ammorbidente come un sommelier degusta un vino barricato.
E' quello il momento in cui si puntella la memoria dell'episodica alcolista con immagini come 'ti ricordi quando hai parlato della paperella vibrante del tuo ex?', oppure 'ti ricordi di quando hai cercato di vendermi per avere in cambio un articolo da pubblicare dicendo ti do la mia amica in cambio della recensione, 1.80 di donna, lamentati!' o infine ' ti ricordi di quanto urlavi sul taxi che addirittura il tassista era imbarazzato?'.

Bene, prima di tutto questo, di tutti gli imbarazzi da domenica mattina, ci sono le conversazioni salvate.

mercoledì 1 febbraio 2012

Radio Deejay, Grande da 30 anni: Le Pagelle di Stile

Credo che ormai abbiate notato la mia reticenza a parlare di celebrities nostrane: non è disinteresse o snobismo, solamente non voglio rischiare citazioni da avvocati.
Recentemente ho fatto un'eccezione parlando del Firenze 4Ever Luisa ViaRoma e mi sono stupita della celebrità raccolta successivamente. Non voglio recensire l'evento di Radio Deejay per cercare altre lettrici, ma perché a Radio Deejay, volenti o nolenti, siamo tutti legati.
Nessuno parla mai di che radio ascolta o di che radio preferisce. La radio è una cosa quasi intima, si ascolta nell'abitacolo della macchina o nella stereo del bagno. Quando esci con le amiche non parli della radio che ascolti. Nessuno esordisce dicendo 'oh ma hai sentito Albertino oggi?'.
E poi, come dal nulla, salta fuori che siamo tutte su Radio Deejay. Da 30 anni. Bhè io di anni ne ho 28, ma ascolto Radio Deejay da quando ne ho memoria.
Gli spot della festa ad Assago sono andati in onda per mesi. Intimamente pensavo che anche se avessi lanciato l'invito ad una delle mie amiche nessuna avrebbe avuto voglia di sbattersi per andare fino ad Assago per chi? Radio Deejay. Figurarsi.
Così ho pensato che alla fine Linus e soci fossero una cosa mia. Mia di quando la mattina, da decenni ormai, accendo la radio mentre mi preparo. Fino a due anni fa c'era Platinette che mi faceva la rassegna stampa e mi raccontava tutto quello che era successo dalla sera prima alle 8 di quella mattina. Adesso c'è il Trio Medusa e la rassegna stampa non me la fanno più, ma fanno i cazzoni come al solito: c'è il mercoledì della scienza, Danilo da Fiumicino, Ciccio Coniglio, Francesco Lancia e l'Informazione Plausibile. Ed Enrico il Bagnino. Le uniche previsioni meteo inutili, perché se non ci sono le figurine sulle regioni non ci capisco niente.
Poi stamattina ho aperto la mia rassegna di blog e ho visto che Radio Deejay è qualcosa di tanti. E ho pensato allora che non mi commuovo solo io a pensare che sono passati 30 anni. Noi c'eravamo alla Deejay Compilation One Nation One Station The Compilation. Noi, c'eravamo.
Ma ad Assago no, e magnamosene le mani, perché loro c'erano tutti. Perfino Amadeus e Gerry Scotti. E Linus e Albertino, due facce della stessa medaglia. E tutti, rigorosamente, vestiti bene.


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