Io c'ero.
O meglio, ero lì... qualche avenue e qualche strada più in sotto.
Io c'ero a New York in quei giorni, ma non all'evento.
Sbattendomi un po' forse sarei riuscita anche ad ottenere un invito ma sapendo ora, a posteriori, com'è andato il mio viaggio e come sono arrivata proprio il 7 maggio, non ero veramente nelle condizioni per affrontare una qualsiasi serata, foss'anche la sagra delle rane di Rivis.
Ma del viaggio ve ne parlerò più avanti, merita un post a sé, merita forse un blog a sé un viaggio del genere.
Siamo qui a parlare di red carpet.
Di pailettes, glitter, strascichi e abiti di pelle di coccodrillo spudoratamente COPIATI.
Giusto ieri sono stata a cena con uno che di queste cose NE SA A PACCHI. Lui i red carpet li mangia a colazione.
A pranzo, a cena. Li mangia talmente spesso che li vomiterebbe pure.
Avrei voluto ricoprirlo di domande, da tipo “chi è la più grassa?” a “chi è la più stronza?” ma l'unica che ho avuto il coraggio di fare è stata “ma Beyoncé era veramente incinta?”. Insomma, il mio fidanzato putativo, la mia anima gemella. Un giorno, spero non troppo lontano, le Pagelle di Stile le scriveremo insieme.
Il gala del Met ha festeggiato quest'anno l'apertura della mostra Schiaparelli and Prada: Impossible Conversations, una retrospettiva (nemmeno tanto retro, a dirla tutta) sull'operato delle due donne, con particolare focus sugli argomenti in comune.
Essendo Prada tema centrale della mostra e Miuccia regina della serata (o era Tisci? Chi può dirlo) la maggior parte delle celebrities hanno omaggiato Nostra Signora della Moda Italiana, pur sapendo che la Maria saprà anche fare borse e scarpe ma con gli abiti da red carpet.....





