giovedì 30 agosto 2012

Fighedomani: La Morte Nera

Insomma ieri sono andata a correre.
Dopo due anni dall'ultima volta.

Dopo due anni dall'ultima volta in cui ho messo piede in palestra, se escludiamo yoga.
Ma escludiamolo pure perché lo yoga che ho fatto io non aiuta di certo a ritrovare il fiato.

Sì quel fiato che ieri mi chiedevo dove fosse. Fiato? Fiaaaaaaatoooo? Dove sei?

Ho corso circa 5,7 km. In qualcosa come 35 minuti. Non ricordo bene i dettagli perché pur avendo fatto partire l'applicazione che traccia con il GPS il percorso, al momento di stopparla per segnalare la fine dell'allenamento il cellulare è morto.
E io pure.

Ma partiamo dall'inizio.

Anche che il progetto sta procedendo benissimo, che il circolo virtuoso di motivazione sta funzionando e che tutte ci siamo messe a muovere il culo.
Quindi, in virtù di tutto questo, ho deciso di riprendere a correre.
Era il 2008 quando ho cominciato. Lavoravo sempre fino a tardi e mancavo tutti i corsi fighetti della palestra così ci andavo lo stesso ma passavo la mia oretta sul tapis roulant.
All'inizio ci facevo solo quei 20 minuti canonici per lavarmi la coscienza poi, complice l'ennesima delusione d'amore, ho cominciato a mettermi d'impegno.
30 minuti.
35 minuti.
40 minuti.
45 minuti.
50 minuti.
Senza mai guardare i kilometri percorsi. I miei erano obiettivi mentali, più che di distanza.
Fino a che è arrivato marzo, la Stramilano.
Provo a fare la Stramilanina, quella da 5 km.
Massì, il giorno prima in palestra provo a mettere come obiettivo la distanza anziché il tempo e 5 km li faccio abilmente.

Il giorno dopo, in centro a Milano, quando parto percepisco subito UNA FATICA SPAVENTOSA.
Correre sul tappeto in palestra non è come correre CONTROVENTO, evitando le persone, salendo e scendendo dai marciapiedi, facendo forza sulle ginocchia.
Insomma ce la faccio, arrivo alla fine urlando ADRIANAAAAAAAAA.

Mi infoio e poi faccio la Deejay 5 con un tempo radicalmente migliore e qualche settimana dopo una 10 km non agonistica della Nike.
Insomma, quelli i Bei Tempi.

Veniamo a noi. A me, ieri sera, ore 19.45 in Via Cadore angolo Anfossi.
Sono letteralmente infoiata all'idea di fare un bootcamp a settembre. Allenamento intensivo militare per 6 settimane. Alla fine sei così:


Quindi sono super positiva, energica, ottimista.
La mia amica Morgana arriva, parcheggia il motorino. Lei corre già da parecchi mesi, è uno scoiattolino dei parchi. All'ultimo aperitivo prima delle vacanze mentre tutte le dicevamo “minchia Morgana ma sei dimagritissima” lei ci diceva che si sentiva GONFIA. E' proprio vedendo lei che a me è tornata la voglia di correre: “ma tu non facevi la deejay 10?” mi diceva.
Eh.

Insomma, mica sarà così difficile tornare a correre.


LA MORTE NERA.

sabato 25 agosto 2012

Back to reality: le Fighedomani, l'impegno Zitello

E' arrivato il momento.
Sono tornata dalle vacanze, ho messo su la prima lavatrice, tra poco vado a fare la spesa perché non ho nemmeno un cartone del latte rimasto in casa.
E' arrivato quel momento dell'anno.
Quello che i gestori delle palestre aspettano con la salivazione aumentata, sfregandosi le mani e ridendo sotto i loro baffi.
E' ora di rimettersi a dieta.

Si sa, da quando Settembre non è più il mese del “back to school” (ma fisiologicamente la sentiamo ancora quella cosa in testa che ci fa ripartire a settembre come se fosse l'inizio di un nuovo anno), è il mese in cui si firmano centinaia e centinaia di patti con il diavolo sotto le mentite spoglie di Get Fit, 24 hours, Fitness First, Downtown.
E' il mese in cui si giura fedeltà alla carne di tacchino e a quella di pollo, si dice addio alla maionese, alle bruschette di pomodoro (che a me vengono benissimo poi), ai biscotti a colazione.

Lo so che ci sono frotte di donne che pensano a mettersi a dieta a marzo, in tempo per la terroristica “prova costume” di cui si riempiono le pagine dei giornali ma io no, a marzo mi faccio prendere dalla primavera milanese e dai suoi aperitivi e quest'anno ancora non avevo idea di come dove e con chi sarei andata in vacanza.
Ora che ci sono stata e sono felicemente sopravvissuta alla Mia Prima Vacanza con il Fidanzato (e lui pure), è ora di ritornare con i piedi per terra.
Ho fissato i culi delle siciliane per 10 giorni su quelle spiagge: culi marmorei, pance piatte, tette sode. Giocavano a racchettoni. 
Sul bagnasciuga.




Io non ho mai giocato a racchettoni nella mia vita.





Mai.

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