Blog umoristico ma molto realistico di fitness, moda e celebrities. Vivo a Milano e lavoro nella moda, sul web mi chiamo Zitella Acida ma se mi incontri per strada chiamami Lucia!

mercoledì 18 dicembre 2013

I migliori red carpet del 2013

Ci avviamo verso la fine dell'anno e io come il resto del mondo dell'editoria mondiale non possiamo far altro che tirare le somme e fare bilanci.
Ho recensito pochi red carpet ma sono sufficienti per dare un'idea di chi è stato in promozione tutto l'anno (dico a te, Jennifer Lawrence) di chi ha fatto in tempo a rimanere incinta, andare al Met, partorire e dimagrire in 12 mesi (ciao Kim, amica mia) e di chi è stata votata la donna meglio vestita del 2013 (facile se ti chiami Olivia Pope).
Gli eventi recensiti nel 2013 quindi sono: i Globes (l'anticamera degli Oscar), i Grammys (che danno sempre molte soddisfazioni essendo i cantanti in media più tamarri), gli Oscar, il Met e il Festival di Cannes.
[Se non ve li ricordate vi consiglio di andare a ripassare].

Basandomi su questi 5 eventi ho stilato un piccolo questionario per sapere da voi sulla base delle mie domande, chi sono stati i migliori e i peggiori dell'anno sul red carpet.
Tranquille che non si vince un cazzo, niente giveaway. E' solo un sondaggio per puro amore della gloria ma voglio che sia apprezzato perché per capire come farlo per integrarlo sul blog compreso di immagini mi merito la grazia di dio.
Molto arbitrariamente chiuderò le votazioni tra una settimana, ammesso che da casa mia riesca a connettermi ad internet, ma non sento di darvi questa garanzia.

Accanto ad ogni domanda ho scelto un'immagine rappresentativa, ma per molti designer non si tratta dell'unica celebrity "vestita" durante l'anno (basti pensare a Dior che oltre a Jennifer Lawrence ha anche Marion Cotillard, o a Givenchy che ha vestito solo quest'anno Beyoncé, Madonna e Amanda Seyfried).

Enjoy!

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mercoledì 11 dicembre 2013

Guida personale ai miei capelli

Sempre di più mi chiedete consigli sui capelli, su come fare la piega, su che shampoo usare e così via. Sembra incredibile pure a me ma quando racconto quelle quattro cose che so sembra che stia portando il Verbo tra i miscredenti.
Tuttavia non credo assolutamente di essere la testimonial della Pantene o Barbie Totally Hair.
Sono solo una con i capelli lunghi che cerca di starci dietro per non avere una scopa stopposa in testa.
Non sono mai stata una “fissata” con il capello sempre lungo o sempre liscio. Nella mia vita li ho avuti corti (e per corti non intendo il caschetto, intendo corti-corti) diverse volte, li ho avuti lisci effetto piastra e ricci grazie alla permanente (OMG!). Per me i capelli lunghi sono solamente quelli a partire dalla chiusura del reggiseno in giù.
Posso dire invece sinceramente che, nonostante non veda il mio colore naturale sulla lunghezza da quando avevo 17 anni, non sono passata attraverso tutti i colori della tavolozza. Sono sempre rimbalzata tra le varie tonalità di biondo e varie tonalità (più calde o più fredde) del castano. Ora come ora credo di essere nel mezzo e di aver trovato la giusta via.


Ecco di seguito un piccolo viaggio nel tempo dei miei capelli:



Non ho nessun segreto di pulcinella da svelare se non i soliti precetti del buon senso quindi non aspettatevi la stella cometa.
Secondo quanto dice la mia ormai celebre parru Sara, che mi conosce da quando avevo 11 anni (è stata testimone delle varie evoluzioni della mia testa), i miei capelli sono:
_Grossi e tantissimi.
_Il loro colore naturale è il biondo cenere tendente al verde (non è una battuta, davvero il biondo cenere può avere qualche sfumatura verdastra, non è che ci vado fiera).
_Le punte sono un po' più deboli del resto del fusto (ovviamente) con qualche doppia punta.
_Non sono particolarmente grassi ma tendenti al secco, da sempre.


A seconda della lunghezza ovviamente il peso del capello cambia quindi ora che sono molto lunghi (per la mia esperienza) sono praticamente lisci, quando erano più corti invece emergeva un po' di mosso leggero.
Li lavo di media 2 volte a settimana.
Il colore che vado a fare circa una volta ogni mese e mezzo è un riflessante senza ammoniaca quindi non è una vera e propria tinta, o per lo meno così mi hanno sempre fatto credere.
Fino a luglio 2011 ero bionda poi, complice una delusione d'amore (10 punti a chi indovina chi era), mi sono fatta castana poco prima della vacanza in barca.
Durante la vacanza ovviamente il colore ha scaricato e le punte bionde si sono fatte sempre più evidenti.
Queste punte bionde ora che sono di base castana non vengono riprese spesso, anzi, tendenzialmente una volta o due all'anno poiché non ho bisogno di “alzare” così tanto la parte bionda della lunghezza (dall'altezza del mento in giù). Il trattamento che faccio una volta al mese è semplicemente riprendere la ricrescita della base e fare un tonalizzante nutriente sul resto della lunghezza. E basta.

Di recente però ho speso 3 ore della mia vita in salone per passare dai riflessi caldi e ramati che erano rimasti sul capello dopo l'estate per virare ai riflessi freddi come il cenere più adatti al colorito pallido che ho d'inverno. Onde evitare che le punte bionde però diventino troppo “paglierine”, ho acquistato uno shampoo anti-giallo (cioè uno shampoo violaceo apposito da fare ogni due settimane).

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venerdì 6 dicembre 2013

Cazzomimetto Matrimonio con il freddo #2

Questo è uno di quei post che faccio per sfinimento.
I post sui Cazzomimetto Matrimoni (il primo, il secondo, il terzo) sono da sempre una fonte inesauribile di dubbi, incertezze, domande, richieste accorate. Come se andare ad un matrimonio in inverno sia la peggiore delle sfighe che possa capitare, come se vi venisse chiesto di risolvere un quesito di algebra a 30 anni, come se doveste farvi da sole la dichiarazione dei redditi.


Ora, con tutto il bene che vi voglio ma SANTODIO se vi fate prendere dal panico. “ODDIO UN MATRIMONIO A DICEMBRE!1!!” - “HO UN MATRIMONIO DOMANI MATTINA COSA MI METTO?” - “UNA MIA AMICA SI SPOSA A GENNAIO, MA SI PUO'?”
Innanzitutto ci tengo a precisare che non sono un oracolo: non ho la risposta ad ogni quesito e soprattutto se mi mandate messaggi come “ho una cerimonia sabato, cosa mi metto?” la mia prima reazione è quella di rispondervi “e io ho la parrucchiera”, perché non sono la fatina che senza alcuna foto del vostro corpo, senza un'idea di quello che avete nell'armadio, senza una forbice di spesa che specifichi il vostro budget, riesce a offrirvi l'outfit perfetto.

Chi scrive mail per chiedermi consiglio lo sa: io rispondo sempre, vi metto link, foto, vi faccio proposte. Ma per favore, non panicate per un matrimonio a dicembre! Basta vestirsi come per la messa di mezzanotte ma con qualche lustrino in meno!
Insomma i negozi pullulano di proposte in periodo natalizio e vi prego, non venitemi a dire che c'è solo il nero, non è vero.
Riconosco però che il nero è più diffuso e che l'abbinamento con le scarpe o con il cappotto può essere un tantinello più difficile, per questo posso dirvi SI al nero ma sapientemente dosato.
Di certo non avrete la mia approvazione se mi chiedete che calze mettervi con un abito nero. Se volete sembrare delle vedove affrante ad un matrimonio non me ne prendo la responsabilità!
Ad ogni modo questa stagione PULLULA di proposte che vanno dal blu, al verde petrolio, al giallo senape, al grigio. Il nero è per le pigre.


Fatta questa doverosa premessa, ho preparato qualche proposta per dimostrare che vestirsi per un matrimonio a dicembre non è impossibile. Per tutte le proposte c'è un pezzo unico abbinato in maniera diversa.

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venerdì 29 novembre 2013

Christmas Gift Guide #3

Potremmo andare avanti con questo giochino delle liste di regali di Natale all'infinito, d'altra parte la madre delle wish list è sempre incinta.
E infatti pare giunta finalmente l'ora di pubblicare una mia personale wishlist perché se ho imparato una cosa dall'anno scorso è che ridi e scherza ma qua la gente legge e mi regala le cose.


[E per quelle come me che l'anno scorso hanno ricevuto UN anello senza proposta, facciamoci forza, quest'anno che mai potremmo ricevere? Un cappotto senza maniche? Una porta senza maniglia? Una macchina senza benzina? Un telefono senza batteria? Una canna da pesca senza lenza? Una chiave senza serratura?]




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mercoledì 27 novembre 2013

Christmas Gift Guide 2013 #2

Continua la saga dei regali di Natale perché la tredicesima quando arriva arriva e bisogna trovarsi pronte.
Per esempio io non ho mezza idea di cosa regalare a quel sant'uomo di mio padre. Cosa si regala ad un uomo di -quasi- 80 anni? Certe volte quando mi arrivano le mail della Apple che mi suggeriscono di comprare “un'iPad per papà” vorrei che che in America capissero che ci sono certi papà che ogni anno al cambio dell'ora legale sul cellulare vanno in sbattimento. Figuriamoci un iPad, finirebbe per usarlo come tagliere.

Ci sono invece categorie più semplici alle quali fare i regali di Natale, per esempio gli amici che hanno appena comprato/ristrutturato/traslocato casa.
Sono amici che vi hanno asciugato per A N N I sui mutui, sulle banche, sugli agenti immobiliari, sugli idraulici, sugli elettricisti, sull’IKEA.
Come per l'amica invasata di beauty, tutti conoscono almeno qualcuno che ha comprato casa nel 2013. Io non sono da meno e infatti dedico questa gift guide alla mia amica che finalmente dopo 3 anni è entrata nel suo bel nido tra i monti (nota per l’amica: LAVATRICE FOR DUMMIES appena lo trovo te lo compro!).

_GLI AMICI CHE HANNO COMPRATO CASA_


Dall'alto a sx:
POSACENERE(contiene anche la sabbietta): se sei stufa dei posacenere rubati dal bar di quando andavi all'università!
SOTTOBICCHIERI SEGNABICCHIERI CERALACCA: perché si è persa questa meravigliosa abitudine dei sottobicchieri? Ripristiniamola con stile. Che una tovaglia macchiata è una donna incazzata. Sono segnabicchieri e servono a non confondere il proprio bicchiere con quello di un altro. I sottobicchieri a ceralacca comunque sarebbero una grande idea e qualcuno dovrebbe produrli!
TAGLIERE E PORTAPANE: per chi non ha spazio per un portapane, un tagliere e un vassoio.
SET DI BICCHIERI IN VETRO: perché sono adorabili, non serve dire altro.
POSTER DELL'ALBERO DI NATALE: per chi non ha spazio per un vero albero di natale ma nemmeno per uno finto, gli addobbi, le lucine.
ALBERO PORTAGIOIE: perché stoccare le collane di Marni è sempre un fastidioso problema.
RIPIANO D'APPOGGIO TIPO CUSCINO: se tu come me vorresti fare la colazione a letto come nei film ma hai sempre il terrore di rovesciare tutto o se anche tu vuoi guardarti 5 puntate di Homeland dal letto e non capisci mai dove appoggiare il computer per non avere male alla cervicale!
TAGLIERE PER PRECISETTI MANIACALI: regalalo ad uno della Vergine e lo farai felice.
ZERBINO: perché è bello oltrepassare quella linea di arrivo alla sera.



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lunedì 25 novembre 2013

Christmas Gift Guide 2013 #1

Come ogni anno tra ottobre e novembre c'è il mio periodo grigio: l'inizio dell'autunno. E' matematico ormai: quando arriva novembre di solito manifesto la necessità di pastrocciarmi i capelli e di deprimermi e non necessariamente in quest'ordine.
Dio solo sa se ne ho avuto di buoni motivi per deprimermi in questi due mesi ma ormai questo non è più il luogo adatto per parlarne.
Invece è il luogo adatto per parlare di cose ben più importanti del mio stato psicologico e cioè DI REGALI.

Non di quelli che il mondo deve fare a me ma quelli che la gente deve fare a voi. Esistono decine, centinaia di persone (per lo più uomini) che non sanno che pesci pigliare quando arriva il Natale. E il fidanzato, l'amico del cuore, il papà o il fratello non fanno eccezione.
L'unico che fa eccezione è il fidanzato di una mia lettrice che, l'anno scorso, mi ha scritto un'accorata mail per chiedermi aiuto nello scegliere quale portafoglio di Miu Miu regalare alla sua fidanzata dicendomi “lei ti considera come una sorella e parla sempre di te, dimmi cosa può piacerle”. Ero così felice di aiutarlo che c'è mancato poco che glielo impacchettassi io il portafoglio. Mi è sembrato il gesto più dolce che un fidanzato potesse fare: cercare la blogger preferita della sua fidanzata! Quanti fidanzati saprebbero che blog leggono regolarmente le loro ragazze? (Io ne ho almeno 200 salvati su Bloglovin, auguri!).

Quindi, con un po' di sacrosanta pazienza su Paint, Picasa, Photoshop, Polyvore e qualsiasi altro programma idiot-proof sono riuscita a creare questi capolavori grafici che suggeriscono, per temi, cosa regalare e a chi.

_PER L'AMICA INVASATA DI BEAUTY_

Beauty Gift Guide

C'mon, chi non ne ha una? Io ne ho almeno due (e senza contare me stessa)!
1_ NARS MULTIPLE STICK (Riviera)
Lo stick salacadula-magicadula-biddidi-boddidi-duh di Nars. E' uno stick che può essere usato all-over: questo genere di packaging è piuttosto comune negli Stati Uniti (loro hanno l'all-in-one come filosofia di vita) mentre si vede ancora poco in Europa. Io, che mi sto vedendo per la prima volta gli zigomi ora dopo 30 anni (temo che abbia a che fare con il cedimento dei tessuti l'assotigliarsi della pelle del viso) sono in botta totale e sono sempre alla ricerca del modo per valorizzarli al meglio. Inoltre questo stick può essere usato anche su occhi e labbra.

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mercoledì 16 ottobre 2013

Cappotti: l'annosa questione

Avete cominciato a chiedermi che cappotti comprare ad agosto per quest'inverno. Siete la gioia profonda di chi lavora nel retail e che basa le vendite dei capi più invernali nel pieno della calura estiva (sembra strano ma è così, è una delle legge del retail, insieme a quella del “se stanno per cominciare i saldi ci sarà sempre qualche polla che compra a prezzo pieno la nuova collezione” di cui io sono una celebre esponente). 

I cappotti di cui tutti parlano quest'anno sono quelli COCOON, e non mi riferisco al film dove gli anziani ringiovaniscono grazie ad un bagno in piscina, ma a quel taglio ad uovo che fa sembrare l'infilarsi un cappotto un caldo abbraccio affettuoso come una coccola.
Grazie signora Celine (Phoebe Philo) e signora Stella (McCartney) per aver creato in noi questa necessità ma io RIFIUTO e vado avanti.

La moda non ci lascia mai sole e per chi dice NO al cocoon che dona solo alle stangone longilinee (e io non me la sento di includermi in questa categoria), c'è sempre una felice alternativa: visto che dello stile militare non ne è mai sufficientemente pieno l'armadio, ho preparato un paio di proposte, per tasche diverse, che rispettano questo felice trend (CIAO BORCHIE CIAO, E' STATO BELLO A MAI PIU').



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martedì 8 ottobre 2013

Di come ti chiudo le fashion week della PE 14

Fino a che non finisce la Paris Fashion Week trovo che sia un po' inutile fare bilanci, tirare le somme e pensare che siano finiti i giochi. 
I giochi partono in sordina con le centordicimila proposte di New York, proseguono quatti quatti a Londra, marciano a passo spedito a Milano e chiudono con il botto a Parigi.
E che botto quest'anno.

La sfilata di Marc Jacobs per Louis Vuitton è stata da brivido, ho rasentato le lacrime per l'intera durata dello show e ho atteso pazientemente come tutti l'annuncio ufficiale del suo addio, per quanto fosse già chiaro, palese e cristallino, che quella in corso fosse la sua ultima passerella francese. Vedere insieme tutte le più grandiose opere delle ultime stagioni (la fontana dell'AI 10, gli ascensori dell'AI 11, il carosello della PE 12, l'orologio della stazione dell'AI 12, le scale mobili della PE 13, il corridoio dell'hotel dell'AI 13) dipinte di un funereo nero simboleggiava chiaramente un ultimo show fatto per ricordare a tutti i meravigliosi spettacoli del passato.
Il contratto di Marc sarebbe stato in scadenza tra qualche mese e da tempo si ventilava l'ipotesi che non sarebbe stato rinnovato: non per mancati meriti professionali (e vorrei vedere), ma per dedicarsi più intensamente alla quotazione in borsa del brand che porta il suo stesso nome e del quale il suo attuale “boss”, Bernard Arnault (LVMH), detiene un terzo delle quote. E' un peccato, un grandissimo peccato, perché Marc Jacobs che fa Marc Jacobs non è interessante quanto Marc Jacobs che fa Louis Vuitton. Ma gli americani lui c'hanno: l'unica stella a splendere nel panorama dell'offerta creativa nazionale è solo Mister Marc e farlo quotare significherebbe creare un vero e proprio impero.
Sarò limitata nel mio provincialismo ma qua in Italia (che non siamo proprio gli ultimi stronzi quanto a passerelle) di Marc Jacobs non ce ne facciamo molto, non ha lo stesso appeal che ha su New York dove impazziscono per qualsiasi pennina a rossetto con scritto sopra “Marc”. 
Ha omaggiato le sue muse e le showgirl di Parigi (con quei copricapo piumati) il tutto in una collezione che poco o nulla sembra una primavera estate. 


Il resto della Parigi da ricordare è certamente Valentino, Vionnet, (Chanel no, 90 uscite e molta noia), Saint Laurent, Celine, Christian Dior, Rochas, Valli.

Andando molto velocemente possiamo dire che:
_CELINE


Può permettersi un po' tutto ormai, essendo la golden girl del momento. Dopo le Birkenstock con il pelo si vede che l'asticella dell'ugly chic a tutti i costi è stata spostata ancora un po' più in là. L'unico lato positivo del successo del brand per chi come me non si può permettere una sua borsa è che Zara sta copiando molto bene questo stile finalmente minimale e scevro di borchie. La PE 14 però non mi ha fatto strappare i capelli e non vorrei che si continuasse su questa strada.

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giovedì 26 settembre 2013

Cercherò di non parlare del mio 3° posto ai MIA 13 per parlare di trucchi

Vorrei sforzarmi di non scassare ulteriormente la uallera su questi benedetti Macchianera Italian Awards che si sono tenuti sabato a Rimini. Giuro, lo vorrei.
Ma è da sabato sera che rodolo per casa urlando TERZO POSTO! TERZO POSTO! ancora senza riuscire a capacitarmi di questo fatto. Sto cercando di darmi delle spiegazioni razionali a questo exploit, di capire come è possibile che abbia battuto personaggi televisivi come la Marcuzzi, la Gozzi o personalità del settore come la Ferragni.
Le spiegazioni sono due: o voi che mi avete votata siete stati davvero tantissimi o il pubblico dei Macchianera è un pubblico che ha poco in comune con quello che segue la Pinella, la Barolo e le altre.


Una piccola vittoria, una vittoria da outsider. Un po' come per Bastonate che ha battuto Radio Deejay, forse è arrivato il momento di crederci e il prossimo anno di puntare alla vittoria.
Ad ogni modo GRAZIE, a tutti voi che mi avete votata, da tutti gli account che avete e anche da quelli che non avete. Grazie di cuore!
[Un ringraziamento sentito alle ragazze in sala che hanno manifestato il loro disappunto per la vittoria di Vogue urlando MA TI SEI VISTA a Gianluca Neri. Questo pezzo del video io l'ho visto solo il giorno dopo e mi sono commossa!]



[Rimango dell'idea che sia un peccato che ci sia questa confusione di naming nell'organizzazione dell'evento e magari se qualcuno che passa di qua conosce Gianluca Neri glielo potrebbe dire: il concorso si chiamava Macchianera Blog Awards ma ora è diventato Macchianera Italian Awards per renderlo più istituzionale e togliere quella patina indie-blog con cui è nato per poter far crescere la popolarità dell'evento e degli stessi blog partecipanti, ma la cerimonia finale si chiama ancora Blogfest. Non avrebbe più senso essere coerenti e chiamare tutto nello stesso modo: Macchianera Italian Awards? Renderebbe, tra le altre cose, le cose più semplici a chi come me è rimasto a casa e deve cercare le informazioni in rete e si sa che il Signor Google aiuta meglio se tutte le informazioni sono coerenti tra di loro].


In onore del beneamato secondo posto di Clio MakeUp (lo so, vi chiedete perché Clio è inserita nella categoria “fashion”. Semplicemente perché non esiste una categoria “beauty” e a mio avviso non esiste un sottobosco di blog beauty ancora così strutturati e articolati come il vasto mondo dei “fashion blog”. Al momento ne esiste uno grande (Clio) e tantissimi piccoli, o per lo meno questo è quello che vedo io) ho pensato di aggiornarvi sullo stato del mio beauty case, visto che ci sono state delle new entry. Anzi, la verità è che ho comprato un detergente che è una cazzofigata di cui volevo parlare ma alla fine è l'unica cosa che non ho fotografato perché ce l'ho nella doccia e io alla mattina NON E' CHE POSSO RICORDARMI SEMPRE TUTTO.


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giovedì 19 settembre 2013

Un compleanno a Parigi

Diciamolo: sono fottutamente fortunata.
E' giusto, va detto quand'è così perché quando non lo sei ti stanno in culo quelle che lo sono. Quindi diciamolo, metto le mani davanti e mi preparo: non è da tutti festeggiare i 30 anni a Parigi.
Ce lo si aspetterebbe da gente che fa le feste dei diciottesimi con le ragazze in lungo e i ragazzi in smoking, non da chi ha festeggiato con 3 amiche nella pizzeria del Paesello.
Incredibile combinazioni di fattori: qualche soldo da parte, un fidanzato disponibile e un capo altrettanto generoso da concedermi 2 giorni di ferie a poca distanza da quelle estive (in prossimità della fashion week, poi).
Raga, mi è andata di culo.

E mica poteva andare tutto bene no? ENNO'! Infatti a Parigi pioveva.
E quale immensa gioia potrà mai essere visitare una città sotto la pioggia?
Quale immensa gioia potrà mai essere visitare una città sotto la pioggia con un fidanzato CHE SI LAMENTA?
Quale immensa gioia potrà mai essere visitare una città sotto la pioggia, con un fidanzato che si lamenta e delle scarpe SCOMODE COME LA MORTE?

Ma procediamo con ordine: alla mezzanotte del 12 settembre cosa stavo facendo? Piangevo. 
Perché cosa si fa ai compleanni? Si piange, ma è ovvio.
In realtà in passato ho sempre pensato che piangessi perché mi sentivo sola, mi sentivo triste in una giornata in cui avrei dovuto essere se non la regina, almeno la principessa.
Ho capito però che nonostante il caldo abbraccio del fidanzato certe lacrime non se ne vanno, perché il tempo che passa e scivola di mano è una paura che va oltre il timore di essere soli, è la realizzazione dell'impotenza di fronte a certi eventi della vita. Anzi, credo sia una reazione al menefreghismo del tempo che passa, nonostante tutti gli eventi e le persone che ancorano al passato.
E' semplice senso di colpa rispetto alle persone che non ci sono più, perché non ti immagini arrivare a certe tappe della vita (i 30 anni per una donna sono una tappa decisamente importante) senza alcune persone al tuo fianco.

Fatto il necessario e tradizionale piantino quindi, siamo partiti all'alba verso Parigi e prima di ora di pranzo stavo già mangiando un panino al burro da Paul al Charles De Gaulle.
In questo viaggio potevamo essere in due come in 200, ero organizzata come un foglio Excel e per questo mi sento di ringraziare il mio fidanzato che non si è preoccupato di N U L L A durante la preparazione di questo viaggio: né la scelta della casa, né dei voli, né dell'itinerario. Modalità Vergine Cacacazzi – ON.
La casa era a Montmartre, in una via non proprio raccomandabile ma nemmeno il Bronx, di fatto girato l'angolo e fatti i tradizionali 224 gradini avevamo il Sacre Coeur.
Grazie ai vostri suggerimenti, ai vostri itinerari (talvolta pure segreti!), mi ero stilata una lista delle cose da fare e da vedere che ovviamente non è stata rispettata del tutto ma è stata un buon canovaccio.
[Ho mangiato solo nei ristoranti che mi avete segnalato ed è stata la mia salvezza!]

Non sono entrata nella Basilica (all'urlo di “NON C'E' TEMPO! NON C'E' TEMPO!”) ma ho fatto un giro per il quartiere, già adocchiando i negozi nei quali sapevo che ci avrei perso almeno un pomeriggio. Sono andata al Muro dei Je t'aime a dirci, ovviamente, JE T'AIME e ho mangiato in certe boulangerie che dovrebbero essere patrimoni dell'Unesco.



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giovedì 29 agosto 2013

Cazzofaccio Parigi

Invecchiare non è bello per nessuno tranne che per Massimo Ciavarro.
Questa cosa che tra due settimane (dio mio DUE SETTIMANE) faccio 30 anni un po' mi spaventa, mi fa pensare, mi angoscia, mi terrorizza.
Per parlare francamente non è la paura di invecchiare che mi crea il nodo allo stomaco, poiché credo di aver accettato lo scorrere del tempo con una normale rassegnazione.
Però 30 anni sono sempre 30 anni, siamo ad un terzo della mia vita e dovrei sentirmi come se avessi seminato già parecchio. Invece la sensazione è quella di sentirsi sfuggire le cose di mano, di aver accettato con pacata rassegnazione tutte le cose spiacevoli che una volta pensavo di non poter accettare. Eppure diventare adulti significa mangiare la verdura anche a pranzo, guardare il telegiornale e saper mandare giù i bocconi amari.
Nei compleanni con le cifre tonde ci si trova sempre a fare bilanci e quindi il mio lo sto facendo già da inizio anno, pensando a come confrontare COSTI e RICAVI per ottenere qualcosa di buono.

Quando una donna giudica a voce alta la sua vita si deve sempre sentire in dovere di ringraziare il cielo e la Madonna per avere un compagno o un fidanzato quando di fatto non dico che essere amati dovrebbe essere un diritto inalienabile di tutti, quanto piuttosto una condizione che poco o nulla centra con la soddisfazione globale di un essere umano.
Sembra che non possa permettermi di essere scontenta perché “almeno hai il fidanzato”. Ma certo, ho il fidanzato e dio solo sa quanto lo amo, quanto è bello passare ogni giorno con lui e avere la possibilità pure di litigarci (e di fargli portare giù l'immondizia).
Ma la soddisfazione personale è altro: è fatta di mille piccole cose, è fatta di salute, di soldi, di tranquillità e di soddisfazione.
E' fatta di genitori che stanno bene (che camminano almeno) è fatta di soldi che non dovrebbero mancare (non è il mio caso, non sono ricca ma sono pagata regolarmente e so che è una rarità), è fatta di soddisfazione quando torni a casa la sera e prima di addormentarti. La sensazione di fare qualcosa di buono per te, per gli altri e per la tua carriera ovunque questa sia rimasta. E forse è proprio questo che mi manca di più.

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mercoledì 28 agosto 2013

Macchianera Italian Awards 2013: Nominata come Miglior Sito Fashion

Bentornate care compagne vittime della sindrome da rientro!
Compagne di spellatura di braccia e polpacci! Compagne di abbronzature faticosamente ottenute e già sbiadite! Compagne di acquazzoni presi in bicicletta e con i sandali perché “ORCO GIUDA STAMATTINA C'ERA IL SOLE”!
Bentornate alle vostre scrivanie, bentornate al solito lavoro, soliti colleghi!
Dovrei essere più allegra, d'altra parte è pur sempre settembre, tempo di comprare il diario nuovo, di fare i buoni propositi annuali (come l'anno scorso per Fighedomani), di tornare in palestra e di promettersi L'ANNO PROSSIMO SARO' ANCORA PU' IN FORMA IN SPIAGGIA.

Ma, a proposito di spiaggia, sento di non avervi sufficientemente stracciato la minchia sull'Algarve quindi voglio allungarvi qualche altra foto di quel paradiso inesplorato che è il sud del Portogallo.

 Cabo Sao Vicente - Praia dos tres Irmaos - Praia Figueira - Praia Marinha - Praia Grande

Praia Vale dos Homens - Praia de Rocha Baixinha - Praia Zavial-  Praia Vale dos Homens
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mercoledì 31 luglio 2013

Il costume intero: apologia di un forever alone

Il conto alla rovescia è cominciato, la spesa l’ho fatta, lo shampoo solare CELO, l’olio per i capelli CELO, il cappello di paglia CELO, il costume nuovo CELO. Siamo a posto. Mentalmente già in vacanza mi trovo costretta ad appoggiare i gomiti su questa scrivania ancora per due giorni.
Non ritengo onestamente di aver comprato tutto quello che volevo in preparazione delle vacanze, ho schifato Oysho prima dei saldi e lunedì non c'ho trovato più nulla per il quale valesse la pena spendere (anche se, onestamente, hanno una concezione delle taglie un po' strana: la II di reggiseno è grande, la I mi toglie il fiato, la III di slip mi fa sembrare un coniglio arrosto) e Calzedonia aveva gli specchi troppo vicini e i neon troppo neon per consentirmi di voler bene alla mia immagine in costume [Cari signori di Calzedonia, pensate a rendere l'esperienza di acquisto qualcosa di piacevole e smettetela di fare i wannabe Victoria's Secret (che noi italiane di mestiere non passeggiamo sulle passerelle) anziché di farci provare i costumi in camerini più simili ai loculi in angoli freddi e nascosti dei negozi, manco fossimo in fila per un tozzo di pane durante la guerra - sì, parlo del negozio in Corso Vittorio]. Yamamay invece ha ancora delle commesse gentili e dei camerini pensati da qualcuno che sa che le luci CONTANO MOLTO SULLA DECISIONE DI ACQUISTO (take notes) e infatti ho comprato un discretissimo bikini con gli ananas che forse avevo visto sulla Ferragni e ho pensato che magari l'ananas sgonfia e divento magra come lei!!1!1!!!

L'aver visto in concerto Beyoncè quest'anno forse ha modificato leggermente la mia percezione di cosa sia o nonsia necessario indossare per la prossima estate, infatti combatto ogni mattina con il desiderio di mettermi una cosina semplice come questa (o questi), un paio di sandali e uscire.
Eppure no, il pudore vince su di me e finisce che vado in giro acchittata come una principessa decaduta per le strade di Milano.
Visto il proliferare di shorts di quest'ultima stagione però perché non rispolverare il fascino mai morto del costume intero?
LO SO.

E' l'ennesima prova del mio essere sciura, demodè, provinciale e qualsiasi altro aggettivo venga in mente ai soliti noti.
Ma io il costume intero lo amo da tempi non sospetti e devo combattere ogni volta che cerco di indossarlo di nuovo perché nessuno mi capisce, soprattutto gli uomini. Sembra che se lo metti hai una malattia: “ma ti metti l'intero? PERCHE'?”.
Il costume intero ha l'unica scomodità del caldo per il resto fa il suo porco dovere di contenere le forme sbagliate e di evidenziare quelle giuste. E chi osserva che l'abbronzatura ne risente mi sento di dire MA PERCHE' COSA TE NE FAI DELLA PANCIA ABBRONZATA? VAI IN GIRO FORSE COME BRITNEY NEL 1998? [E badate bene che LO SO che sono tornati i crop top – anche qui niente di nuovo – solo che non mi pare che se ne vedano molti in giro, a parte sulle pagine di Asos].

Quindi se Olivia Palermo (!1!!) e Rihanna (???) così come Beyoncè (!!!!) e Katie Holmes (!!1!), Kate Moss (!!1!!!1!!!) e Diane Kruger (!!!!!!!!) ce l'hanno perché noi no.
E con cosa metterli poi? MA CON QUALCOSA CHE METTA IN EVIDENZA IL CULO che domande.


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martedì 23 luglio 2013

Facciamo il punto sulle full skirt

Trovarle non è stato facile, pareva che solo Rochas, l'Ulyana Sergeenko e Tibi le avessero messe in produzione al posto delle solite pencil, dei soliti pantaloni e delle solite gonne maxi. E se l'anno scorso ci stavo per credere, con la diffusione della lunghezza midi (prevalentemente sulle gonne), arrivata la primavera era solo una landa desolata di shorts, skorts, sgorbs e poco altro (e sapete benissimo che al pantaloncino origami di Zara ho ceduto pure io come altre migliaia di donne nel mondo).
Ho addirittura mobilitato Mia Madre, sarta fatta e finita del calibro di Miuccia Prada, stampato decine e decine di foto (quelle di Tibi prevalentemente), ho messo a soqquadro l'UNICO negozio di tessuti del paesello ma NIENTE. Niente di niente di nulla che non sia niente. Questo dannato FAILLE che cercavo io LO FANNO SOLO IN SUDAFRICA, NON LO SO. Cercavo un tessuto che avesse una consistenza rigida, che mantenesse la forma, volevo una gonna che non fosse una cosa timida: siamo a Milano e lavoro nella moda le mise che vedo tra i miei colleghi vanno dall'abito da sera alle 9 di mattina fino allo squatter dello zoo di Berlino, potenzialmente potrei venire in pigiama e nessuno dovrebbe poter dire nulla.
Poi succede che qualche settimana fa, mentre camminavo per il centro dopo aver comprato un costume da & Other Stories ed essermi promessa che NO, BASTA, NON MI SERVE ALTRO PER DIO, passo davanti alla vetrina di Max & Co. e succede quello che accade quando vedo un cucciolo di Cavalier King Charles per strada: trattengo il respiro meravigliata e poi mi sciolgo in un mare di CUTENESS urlando DIO MIO DIO MIO LA VOGLIO!
Sono legata a Max & Co. da un profondo contenzioso di qualche anno fa, quando in un negozio di Udine cercai di far notare alla commessa che me l'aveva venduta che la borsa aveva qualche difetto alle zip perché dopo qualche mese di utilizzo si era già staccata dal pellame. Lei non la prese bene e finimmo in un catfight che ancora la gente si ricorda, visto che poi mi sono rivolta direttamente all'azienda di Reggio Emilia per il mio. fottuto. reso. Da quella volta mi ero giurata di non comprare più nulla di Max&Co. visto che la cortesia del personale di vendita non è una caratteristica prioritaria, ma DAVANTI A QUELLA GONNA (e ad un relativo display di tutto rispetto, era abbinata ad una felpa con applicazioni di brillantini e dei sandali in suede) tutte le mie convinzioni morali, tutte le mie rimostranze da consumatrice ferita, tutti i miei buoni propositi sul rispAHAHAHAHAHAH sono andati perduti.

Sono entrata e famelica come una zanzara tigre sui Navigli all'ora dell'aperitivo, mi sono scagliata diretta sul reparto dei Nuovi Arrivi, perché certo, a noi ci fa schifo comprare le cose in saldo, non sia mai.
[Non prima di lanciare uno sguardo però alle carrellate di abiti fru fru e gnè gnè appesi pronti per i saldi che mi sono chiesta “dovremmo girare una puntata di Cazzomimetto Matrimoni” direttamente qua].
Insomma alla commessa non pareva vero di avere una polla che comprasse già l'AI a fine giugno. Provo la gonna e mi sta così bene che comincio a pensare che il nostro incontro sia stato voluto dal destino. Ma certo, era destino che ti incontrassi Gonna Del Mio Cuore. E poi BLU. Con mille tonalità di BLU, che ci stanno bene con il top che mi sta facendo la mamma.
Nonostante abbia 30 anni e sia economicamente autosufficiente da almeno 5, quando sto per comprare qualcosa che superi i 150 € chiedo sempre l'approvazione materna (la gonna costa 149 € quini non è sempre vero). E' più forte di me, è che come se dovessi sentirmi autorizzata a spendere QUEI soldi per QUELLA gonna. E così, dopo averla descritta (“mamma mamma ha la vita ripresa con il canitè, è fatta solo di due strati, una fodera sotto e un velo tipo cangiante stampato sopra […] no, spetta che guardo[..] mmmh sì è tutta sintetica ma cosa ci vuoi fare ormai NESSUNO USA LA SETA ORMAI”) ricevo l'approvazione papale e posso comprarla [per la cronaca: sì da Max & Co hanno un chiaro problema con le zip in genere perché nemmeno questa scorre benissimo, qualcuno a quelli di Reggio Emilia glielo dovrebbe dire di cambiare FORNITORE DI ZIP].



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giovedì 11 luglio 2013

Essenziali da mettere in valigia - Cazzomimetto Estate 2013

Siamo a luglio. Inoltrato.
Il massimo dell'attività che ci concediamo in ufficio è fissare il Google Doodle, fare foto alla grandine o al massimo leggere la colonna di destra di Repubblica.
Tra un mese sono in vacanza. Anzi, meno di un mese.
Chi ha avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato. Fighedomani the time is OVAH.
10 MESI DI PALESTRA AMICI

Avrei potuto fare di più e di meglio o per lo meno questo è quello che la mia coscienza mi dice, eppure la nutrizionista mi ha detto che sono pure troppo fissata, e che non mangio nulla di sbagliato ad eccezione del sale. Ecco, la ritenzione idrica è mia nemica a quanto pare.
Motivo per il quale ho totalmente eliminato il sale (HELLO! A quanto pare si può vivere senza!) e provato il drenante Protiplus per 10 giorni che mi ha fatto correre al bagno ogni mezzora. E di notte. E mentre sono in palestra. All'aperitivo. Al ristorante. Insomma SEMPRE.
L'effetto è quello di sentirsi (e vedersi) almeno un po' più asciutti (il mio problema è la pancia) e come terapia d'urto prima delle vacanze io lo consiglio. In più la sana e buona abitudine di portarmi la mia bottiglia da un litro e mezzo in ufficio ogni giorno  ormai non la perdo più (e risparmio i soldi per l'acqua dei distributori).

Dicevamo delle ferie, difficile pensare ad altro.
La parte “Furio” di me ha già preparato la tabella con il timing e quella del budget per le vacanze (il mio fidanzato ancora ride per ieri quando gli ho detto “secondo i miei calcoli ci serviranno 387 euro a testa per gli extra”).
Ora che so quanto mi costa questa vacanza (e gran parte l'ho già pagata) mi rimane la parte divertente, un po' come quando hai consegnato la tesi e ti concedi di pensare a cosa indossare alla discussione.

Passerò 10 giorni in Portogallo, precisamente ad Algarve.
Qualcuno di voi c'è mai stato? Avete indicazioni, consigli, suggerimenti da darmi? Ci sono posti che NON posso non vedere?
Come è facilmente immaginabile non sono una da vacanza con lo zaino in spalla e nemmeno una da vacanza con lo zaino in mano. Io, lo zaino, non lo voglio proprio vedere. Una borsa di paglia per tenere gli asciugamani E BASTA.
Non farò mai la vacanza all'avventura a fare trekking per vedere i templi, a mangiare insetti, a dormire per terra, a schivare zanzare che già a Milano mi procurano reazioni allergiche degne della foresta del Borneo.
Per me una vacanza deve avere il mare (CELO), il sole (CELO), la sabbia (CELO), dei libri (CELO) e il relax (BOH?).
Sono una salamandra della spiaggia, io pago per venire lì e prendere il sole, prendere il mare, prendere quello che c'è da prendere. E se per prendermelo devo pure salire sulla Scala dei Turchi -come ho fatto l'anno scorso- pregando tutti i santi del calendario di non farmi cadere e spaccarmi le ossa ALLORA VA BENE LO FACCIO, basta che al di là ci sia la mia FOTTUTA spiaggetta. Racchettoni? MAI. GIOCATO. IN. VITA. MIA.
Come per la gita scolastica di quinta potrei (dico POTREI) fare una lista delle cose da mettere in valigia ma perché fare una lista quando posso farci un post.
Infatty.

SITUAZIONE 1 – ALL'AEROPORTO

Conosciamo benissimo le regole dei look da aeroporto: comodo, caldo e chic. Anche se non partite dal LAX ma da un più rustico aeroporto come quello di Bergamo dal quale partirò io, vorrete essere sicure che nella remota possibilità che ci sia un paparazzo all'arrivo veniate fotografate con quel misto di sguardo assonnato e annoiato, il trucco fintamente naturale come quando Marina Kroeger si sveglia la mattina e l'allure di Olivia Palermo quando piscia il cane.


Cappello - River Island
Orecchini - Asos
T-Shirt - Topshop
Maglia - Topshop
Boyfriend jeans - Moto Vintage
Shopping - Whistles
Bustina Portadocumenti - Blue Q

OPPURE:




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venerdì 5 luglio 2013

Per la Rania di Giordania che c'è dentro ognuna di noi

La cosa bella della Fashion Week maschile è che quando finisce arriva la Couture.
Per il resto a me proprio cazzomene della moda maschile, del Pitti, di Milano, di Parigi. Ma veramente la moda maschile fa muovere le masse? Qual è, sentiamo, la maggior rivoluzione della moda maschile degli ultimi 10 anni?
LO SLIM FIT.
Rendiamoci conto. Noi cosa abbiamo fatto in 10 anni o anche solo nelle ultime stagioni? Il monospalla, il color blocking, il periodo verde menta, il periodo tangerine, lo smalto fango, lo smalto mimosa, lo smalto puffo, lo smalto bianco, le platform, le righe, l'asimettrico corto davanti lungo dietro, gli shorts che sembrano gonne E POTREI ANDARE AVANTI ALL'INFINITO.
Dicevamo quindi della Couture. Nemmeno una notte degli Oscar mi fa stare bene come guardare lo streaming di una sfilata di couture. Bhè certo perché per qualche strana ragione a Parigi ci mandano Jo Squillo ma non me, mi tocca per forza accontentarmi dello streaming.
Di sfilate couture interessanti non ce ne sono poi così tante, alla fine è sempre un rimbalzarsi tra Valentino, Elie Saab e Giambattista Valli. Tutti gli altri non mi interessano mai più di tanto: Armani, buon cuore, da quando gli hanno detto che fa bene le giacche APRITI CIELO, non fa altro da 30 anni. Quindi grazie Giorgio, L'ABBIAMO CAPITO EH. Il problema è che gli abiti che disegna dicono sempre la stessa cosa: CIAO IO HO 40 ANNI. E visto che noi non abbiamo ancora 40 anni (non tutte almeno), per me non è nemmeno aspirazionale.
Sapete che ho il debole per Elie Saab, designer libanese che fino a qualche anno fa non conoscevo nemmeno io e che adesso venero. Non si può dire che spicchi per creatività nemmeno lui, eppure la sua couture anche se riprende sempre gli stessi stili, riesce ancora ad essere magica.
Quanto al duo Chiuri-Piccioli, piccoli Re Mida della moda, a stagioni alterne presentano capolavori. Stavolta si sono dedicati ad una couture da giorno e a me toglietemi tutto MA NON GLI ABITI DA SERA.
Infine Valli, stufo di usare una palette fatta solo di rosso e nero, si è lanciato nel bianco creando gli abiti da sposa che Keira Knightley potrebbe indossare tutti i giorni con le ballerine.

Ma se Rania di Giordania può vestirsi da principessa, PERCHE' NOI NO?
Anfatti.
Quindi ho scandagliato tutti i siti che ci possiamo permettere alla ricerca degli abiti che ci consentano di sentirci principesse couture senza urlare POOOOOOLIESTEREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE.
[Solo come misura cautelare io mi terrei comunque a debita distanza dalle fonti di calore].



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venerdì 14 giugno 2013

Ma come ti trucchi? [Dentro il mio beauty]

Da blogger con pluriennale esperienza è quasi scandaloso che non abbia mai scritto un post sulle mie abitudini beauty.
Considerando quanto tempo perdo dentro Sephora poi.
Come ha saggiamente riassunto la mia amica Oggi Mordo, io ho cominciato ad invasarmi di make-up solo dopo l'operazione agli occhi, quindi si può dire che sono una quattordicenne dentro il corpo di una trentenne.
In più, metteteci che con questo spauracchio dei 30 che si stanno avvicinando mi sto comportando come se dovessi farmi saltare in aria ad un posto di blocco sulla strada che porta ad Herat.
I 30 sono lì che mi aspettano e io voglio arrivarci splendida e armata fino ai denti di creme antirughe, contorno occhi, maschere rassodanti, illuminanti e SPF +30.

Quindi partiamo dalla mia categoria preferita: CREME, CREMINE E COSE PER STRUCCARMI.


Dovete sapere che io ho una commessa preferita da Sephora a Milano che mi ha preso particolarmente a cuore e quindi ogni volta che passo mi regala campioncini. E poi si incazza se non faccio le cose che mi dice lei, per esempio le avevo detto che quella bustina di scrub della Sisley che mi aveva dato l'avevo usata una sera per struccarmi e lei “MA NOOOOOO SEI SCEMAPAZZA? VA USATO DI MATTINA! COLAZIONE → SCRUB! MA COSA DEVO FARE CON TE?”.
Quindi vi risparmio la visione delle bustine che sto usando che fa veramente poraccia, ma mettete per scontato che ne abbia veramente A MILIONI.
Visto che sono un'invasata del mondo delle creme, faccio spesso TURISMO COSMETICO. Mi spiego: non vado SEMPRE e SOLO da Sephora. Ho letto, una cosa come 200 anni fa, che usando sempre le stesse creme la pelle si abitua ai principi attivi e quindi è come non farci nulla. Più probabile che sia una scoperta della lobby della cosmetica più i risultati di una ricerca scientifica ma io VOGLIO CREDERCI. Ecco perché quindi passo da Sephora alla farmacia, da Kiehl's agli acquisti Oltreoceano su commissione. Gli ultimi tre mesi li ho trascorsi tra le profumate braccia della Crème Prodigieuse di Nuxe (non avete idea del profumo del Huile Prodigieuse? Pazze! E' una delle meraviglie del mondo!), sia giorno che notte. Eh sì, ho cominciato ad usare la crema da notte. D'altra parte se uso il pigiama non vedo perché non debba usare la crema da notte.
Dicevamo, la Crème Prodigieuse di Nuxe per me è ottima, è leggera (cosa fondamentale), ha questo profumo delicato (che rimane nella top ten dei profumi delicati dei cosmetici insieme all'Aquamilk della Lancaster che mettevo QUANDO ERO GIOVANE E AVEVO 25 ANNI), dura moltissimo e non costa nemmeno una sassata.
Visto che sta finendo e prima di tornare alla solita Clarins, ho fatto un giro nel nuovo negozio Kiehl's di Via Dante.
Un po' perché dei prodotti Kiehl's ho sempre sentito parlar bene ma non ne ho mai acquistati, un po' stimolata da un post di Giulia. Da Kielh's mi ha accolta un commesso (un uomo? Che mi parla di creme? MA IL MARKETING LO LEGGETE?) gentilissimo, che in effetti ne sapeva a pacchi (forse era gay? Se lo è, peccato perché era tanta roba) e che alla fine mi ha pure glassata di campioncini (tanti cuori!). Insomma io avevo le idee piuttosto chiare ma volevo comunque essere un po' intortata perché, come detto sopra, sono un po' invasata di queste cose (in effetti strano che emerga solo ora). Ho comprato la “crema rossa” che avevo provato con un -aridaje- campioncino che da quanto mi era piaciuto avevo tenuto vuoto per anni, come promemoria per il giorno in cui avessi voluto comprarla. Insieme ho comprato anche questa famosa Midnight Recovery che pensavo fosse una crema e invece è una specie di siero leggerissimo (forse un tantinello troppo profumato, anche se in effetti non è poi così persistente) che si dissolve sul viso come un olio secco. Per ora non mi delude e vedo la mia pelle pure più compatta (ma forse è merito dello shampoo che mi ha fatto la mia Commessa Preferita di Sephora e faccio il gommage tutte le mattine).
Procedendo poi ci sarebbe quel Baume Beautè Eclair, anch'esso in travel size, che uso solo quando so che il trucco mi deve durare per centordici ore (o prima dei colloqui). Funziona, non so cosa fa (illumina, compatta, esalta, splende, risplende, salacadula magicabula biddidi boddidi buh), ma la fa perché quando l'ho messo il mio fidanzato mi ha detto (alla sera) “ma cos'hai oggi? Hai la pelle più bella”. Gli credo.
Posso dire che le occhiaie, intese come segnacci blu o verdi sotto gli occhi, non le ho mai avute però spesso ho gli occhi gonfi, soprattutto d'estate alla mattina, visto che non ho l'aria condizionata. Questo All About Eyes Serum è un superfresco, ha l'applicatore roll-on e bisognerebbe tenerlo in frigo per beneficiarne ancora di più (ma se lo tengo in frigo mi dimentico di metterlo).


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Buon Blogeanno a me

Sono passati 3 anni da quella sera di giugno in cui giocava la Nazionale e io avevo appena ricevuto un messaggino dalla Pertica (sono le lettrici della prima ora si possono ricordare di lui, ciao Pertica, è stato bello) e in preda all'euforia ho pensato “massì apriamo un altro blog dove scrivo quello che mi pare”. E così, complice il calo di lavoro di quel periodo, ho cominciato a produrre post che a rileggerli ora provo la stessa cosa che prova la Ferragni quando si rivede con i jeans di Richmond.
Vivevo in condivisione in un appartamento a nord di Milano con un ragazzo di Sondrio e un gatto (valtellinese anch'esso). Lavoravo in un'azienda giovane e divertente, ma con molti difetti. Il padrone di casa aveva una cotta per me che sarebbe diventata un BEL problema un annetto dopo. Ero single ma la cosa non rappresentava un problema (essere single non è una malattia, certa gente dovrebbe capire che avere il fidanzato non risolve i problemi, semmai ne aggiunge degli altri). Da quel giugno 2010 poi ho cambiato lavoro una volta e casa due. Sono uscita con una manciata di uomini, fidanzata con due, lasciata con uno. Sono andata a New York, Fuerteventura, in Croazia in barca a vela e in Sicilia (in aereo). Ho scritto 3 Cazzomimetto Matrimoni, 1 per la laurea, 3 post sugli Oscar, 5 sul Met Gala, 5 sui Golden Globes, 1 sulla convivenza tra uomo e donna (che detiene il record di like assoluto).
Matiseivista.com in totale ha ricevuto 1.069.443 visite e 2.595.325 visualizzazioni di pagina.
Il blog che mi ha portato più visite in assoluto (dopo Facebook, Google e quella roba lì) in questi 3 anni è di quella BIRBANTE di vitadastronza.com, mia (ex) collega e amica che con sconfinato coraggio e pazienza sta costruendo casa, studiando per la specialistica e contemporaneamente -forse- CE LA FARA' PURE A SPOSARSI (in rosso, a quanto pare, ma io son qua per fermarla).
Il post più letto di questi 3 anni è del 2010, molto politicamente scorretto e sul quale la gente si sente ancora in dovere di dire qualcosa, seguito a ruota dal celebre Cazzomimetto Matrimoni 2012 e da una consultatissima Guida ai capelli corti, sempre del 2010.
Statistiche a parte, il post che ho scritto più o meno senza pensarci molto ma che ancora riceve commenti piccatissimi (o mail molto viril) è quello sugli uomini bassi, che evidentemente hanno un orgoglio inversamente proporzionale alla loro altezza. Ancora oggi non è chiaro che io in quel post volevo dire che a me gli uomini bassi PIACCIONO, sono loro che si sentono intimiditi e non io che mi vergogno.
Il post che ho scritto più terapeutico è stato certamente “Questa storia qua”, che ancora adesso medito di depubblicare, un po' per la quantità di fatti privati contenuti, un po' per timidezza. Ma la verità è che condividere i dolori e comunicare il proprio malessere è l'unica maniera per uscirne e guarire, quindi per ora lo lascio lì ad imperitura memoria della mia e di tutte le storie che sono finite perché il destino ha voluto così.

Avere un blog è un po' come avere sempre un album fotografico della propria vita a disposizione. Rileggere qualcosa scritto anni fa è come rivedere una vecchia foto, con la differenza che la scrittura è molto più pervasa da emozioni, molto più attiva di una foto.
In foto, l'apporto del soggetto è minimo e la foto viene scattata da qualcun altro. Lasciare un pezzo scritto in rete è peggio che inciderlo sulla pietra. A rileggersi, ci si ricorda esattamente come si era, dove si stava, a che cosa si stava pensando in quel momento e addirittura quali sono i processi logici che hanno portato alla produzione di certi post.

Come detto ultimamente in un'intervista, non avevo idea 3 anni fa di dove mi avrebbe portato il blog. Non ne avevo idea allora e non ce l'ho adesso. Non mi ha portato da nessuna parte, non sono diventata la nuova Ferragni, non ho mai pensato di volerlo diventare. Senza alcuna vergogna riconosco che sì, magari avrei voluto che qualcuno, qualcuno di importante, qualcuno di serio, mi dicesse “sei brava a scrivere, vieni a scrivere per noi” ed è forse per quello che ammiro così tanto i blogger ai quali è andata esattamente così. La verità è che se non è successo forse è perché non doveva succedere (o perché poi alla fine non scrivo così bene come un certo ambiente si aspetta). Poco male, io son donna di poche pretese, provinciale fino al midollo e mi accontento di quello che ho, di aver fatto la conoscenza di una manciata di lettrici, di aver saputo che in Certi Ambienti (come i press office, come quelli della tv e come forse pure quelli della Radio) mi leggono e di sapere che ora pure il mio capo mi legge.

Volevo solo ringraziarvi.
Non ho idea di come andranno avanti le cose, se questo blog crescerà ancora con me (confesso onestamente che forse il nick Zitella Acida certe volte mi imbarazza, ad esempio ieri, quando hanno letto un mio tweet al Summit del Lusso che si è tenuto a Milano) e diventerà vecchio con me. Se un giorno mi sposo diventerà un wedding blog e poi forse una mommy blogger. E poi forse imparo a cucinare e allora divento una food blogger.
Lo so, spesso penso che forse tutta questa cosa del nascondere l'identità non abbia nemmeno più senso, molti sanno chi sono, dove lavoro e pure di dov'è il mio fidanzato (bene, così me lo controllate!). La verità che è in rete la mia identità è questa, ha molto più valore ormai dire che sono la Zitella piuttosto che dire che sono L**** (non ce la faccio, è più forte di me). Anzi, la verità è che io sono tutte e due. Sono la ragazza friulana e sono la donna milanese. Sono la blogger stronza e sono timida quando mi incontri per strada. Sono figa in foto ma non così figa in costume. Sono stronza con tutti e alla fine non lo sono con nessuno.
Giuro, ora torno alle solite stronzate. Anzi, per non farci mancare niente, un bel BEAUTY post (diventerò una beauty blogger?).

Grazie a tutti.
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giovedì 6 giugno 2013

Cazzomimetto Matrimoni 2013

E' arrivato quel periodo dell'anno.
Puntuale e inesorabile come le zanzare sui Navigli al mese di Giugno, come il ciclo al primo giorno di ferie, come la macchia di olio sulla camicetta di seta.
ANCHE QUEST'ANNO C'E' GENTE CHE SI SPOSA.
Nemmeno la prova costume ci angoscia tanto come trovare che cosa indossare ad un matrimonio. E a giudicare dalla quantità di mail che ricevo in merito, le invitate sono sempre più nervose della sposa.
Ritrovarsi lì a rallegrarsi per la felicità della cugina di II grado, piuttosto che per l'amica o la sorella e contemporaneamente trovarsi alla mercé di zii, cugini, nonni, amici, parenti di amici, cugini di parenti di amici rende tutti incredibilmente indecisi su cosa indossare. Eppure c'è chi si presenta con la cravatta viola sul completo nero, chi con il tubino blu e la pochette bianca, chi con l'abito nero e la collana verde (tutte true story) quindi tanto peggio non si potrà mai fare.
Pur non essendo posseduta dallo spirito di Enzo Miccio, per i matrimoni professo sempre CALMA E SANGUE FREDDO: anche se vi annunciano il matrimonio con 8 mesi di anticipo non è necessario cercare un abito così lungamente.
L'anno scorso ad ottobre c'era gente che mi chiedeva per matrimoni nella primavera del 2013. Ragazze, stiamo calme.
Anche perché se c'è una cosa che ho imparato l'anno scorso nella Maratona dei 4 Matrimoni è che per quanto con largo anticipo vi siete preparate, comunque ci sarà qualcosa che andrà storto. Per esempio quel giorno farà freddo, oppure pioverà, oppure scoprirete un'imprevedibile trasparenza dell'abito di seta (di nuovo, true story).

Come una brava insegnante alla fine dell'anno scolastico metto PER SCONTATO che tutto quanto scritto nel post dell'anno scorso sia stato letto, studiato e assimilato. Certe regole sono ancora valide, non sono cadute in prescrizione, quindi non cercate la mia approvazione quando mi chiedete se è possibile andare ad un matrimonio in nero. La risposta è sempre e soltanto una: NO. E non è una questione di modernità dei tempi (piuttosto allora entrate in chiesa con le spalle scoperte se volete fare le moderne) quanto più di galateo.
Ricapitolando i grandi NO sono: 
_ NO al nero (soprattutto se è un abito): ancora tollerabile quando si tratta di accessori ma la banalità è veramente dietro l'angolo 
_ NO al rosso (come ho imparato l'anno scorso questo colore, nel galateo dei matrimoni, indica l'amante dello sposo, direi che è meglio non portare rogna) 
_ NO all'overdressing (niente abito lungo se la cerimonia non è nel tardo pomeriggio o in spiaggia). 

Quindi, per chi ha visto il Cazzomimetto Matrimoni 2012 e non ne ha avuto abbastanza, ecco qualche proposta per la stagione 2013.


Per la serie LA MADRE DEGLI ABITI DI ZARA E' SEMPRE INCINTA, ecco degli abitini che potrebbero fare al caso vostro/nostro/mio/tuo nonostante nei colori ci ricordino un po' Miu Miu, un po' Stella e quel q.b. di Celine.
Sembrano piuttosto inconsistenti (e ovviamente non foderati, io sono rimasta l'ultima stoica a pretendere che un abito sia FODERATO???) ma è il meglio che ci si possa augurare sotto il cocente sole di agosto ad un pranzo a 12 portate. Non sono completamente rossi, così potete evitare che la sposa vi lanci un pezzo di torta e non sono troppo gialli, così scampate il pericolo Queen Elizabeth. Gli accessori sono piuttosto facili, vanno dal cipria, al nero, fino al cuoio o oro.

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mercoledì 29 maggio 2013

Il Grande Cannes 2013

Cannes è un festival che dura una settimana in più di infinito.
Ed è europeo, il che significa che l'incidenza di couture sul totale delle partecipanti è nettamente sopra la media.
Il che significa che i vestiti da vedere, da curiosare, sono milioni di milioni.
Ecco perché c'ho messo un po' a vederli tutti (NO NO, NON ERA PER IL MAL DI DENTI CHE MI ACCOMPAGNA DA 4 GIORNI) e a fare la mia selezione.
Questi, in ultima analisi, sono gli abiti che hanno qualcosa da dire. O meglio, sui quali ho qualcosa da dire.

 Nicole Kidman, Julianne Moore, Marion Cotillard - Dior; Jessica Biel - Marchesa

Partiamo da Nicole Kidman, madrina, giurata e whatever del Festival.
Finalmente ha trovato uno stylist o una persona che le vuole bene perché ha graziato la Croisette come solo le dive d'altri tempi hanno saputo fare. Questo cocktail dress di Dior è delizioso come un macaron con farcitura di marshmallow e riesce ad addolcire addirittura i tratti somatici ormai scalpellati dal chirurgo. Brava Nicole, sei tornata tra noi. Voto: 9
Come dicevo più sopra, la moda europea tende a sbancare tutto a Festival come questi ed infatti Dior ha vestito più dive nell'ultima settimana che negli ultimi 10 anni.
Pure l'infallibile Julianne Moore ha scelto il nuovo corso di Raf Simons, seppur non soddisfacendomi del tutto. Le foto di quelle dita dei piedi che rifuggono il sandalo hanno fatto il giro del mondo e lo strascico sembra non avere ragione di stare al mondo. Bastavano 20 cm di tessuto in più e forse tutto questo non sarebbe successo. Voto: 6
Marion Cotillard rimane una creatura imperturbabile nella sua statuaria bellezza -sempre- firmata Dior. Dio solo sa quanto vorrei un giorno alzarmi e pensare “e oggi quale Dior mi metto?”. Splendida. Voto: 8.5
Jessica Biel: perché esci di casa senza tuo marito? Qual è il senso? Non sei mica Diane Kruger. Almeno lei si mette dei Giambattista Valli quando non porta Pacey, fatti due conti. Voto: 6

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