mercoledì 29 maggio 2013

Il Grande Cannes 2013

Cannes è un festival che dura una settimana in più di infinito.
Ed è europeo, il che significa che l'incidenza di couture sul totale delle partecipanti è nettamente sopra la media.
Il che significa che i vestiti da vedere, da curiosare, sono milioni di milioni.
Ecco perché c'ho messo un po' a vederli tutti (NO NO, NON ERA PER IL MAL DI DENTI CHE MI ACCOMPAGNA DA 4 GIORNI) e a fare la mia selezione.
Questi, in ultima analisi, sono gli abiti che hanno qualcosa da dire. O meglio, sui quali ho qualcosa da dire.

 Nicole Kidman, Julianne Moore, Marion Cotillard - Dior; Jessica Biel - Marchesa

Partiamo da Nicole Kidman, madrina, giurata e whatever del Festival.
Finalmente ha trovato uno stylist o una persona che le vuole bene perché ha graziato la Croisette come solo le dive d'altri tempi hanno saputo fare. Questo cocktail dress di Dior è delizioso come un macaron con farcitura di marshmallow e riesce ad addolcire addirittura i tratti somatici ormai scalpellati dal chirurgo. Brava Nicole, sei tornata tra noi. Voto: 9
Come dicevo più sopra, la moda europea tende a sbancare tutto a Festival come questi ed infatti Dior ha vestito più dive nell'ultima settimana che negli ultimi 10 anni.
Pure l'infallibile Julianne Moore ha scelto il nuovo corso di Raf Simons, seppur non soddisfacendomi del tutto. Le foto di quelle dita dei piedi che rifuggono il sandalo hanno fatto il giro del mondo e lo strascico sembra non avere ragione di stare al mondo. Bastavano 20 cm di tessuto in più e forse tutto questo non sarebbe successo. Voto: 6
Marion Cotillard rimane una creatura imperturbabile nella sua statuaria bellezza -sempre- firmata Dior. Dio solo sa quanto vorrei un giorno alzarmi e pensare “e oggi quale Dior mi metto?”. Splendida. Voto: 8.5
Jessica Biel: perché esci di casa senza tuo marito? Qual è il senso? Non sei mica Diane Kruger. Almeno lei si mette dei Giambattista Valli quando non porta Pacey, fatti due conti. Voto: 6

giovedì 9 maggio 2013

Met 2013: Quando le borchie sono le nuove pailettes

Con un tema come “Punk: Chaos to couture” c'era da aspettarsi lo scempio che avete visto.
Una serata che io avrei immaginato come un unico, grande e straordinario omaggio a Dame Vivienne Westwood che si è rivelata solamente l'ennesima scusa per Zara di cucire altre borchie sulle camicie di poliestere.
Per qualche strana ragione il re della serata è stato Riccardo Tisci per Givenchy che sta al punk come Snooki alla sobrietà e che fa confondere ciò che è GOTICO ed eventualmente DARK, con ciò che PUNK.
Sarà che per Nostra Signora del Punk c'ho lavorato, ci tengo a precisare che se non ci fosse stata lei adesso i ragazzini non saprebbero nemmeno di che colore indossare l'eyeliner, forse amerebbero i minipony e gli emo sarebbero semplici adolescenti alle prese con l'acne. Eppure è stato il suo sodalizio (di menti e non solo) con Malcom McLaren, primo manager dei Sex Pistols, a diffondere quello stile volutamente anticonformista e provocatorio che l'ha resa celebre dapprima nel Regno Unito e poi in tutto il mondo.


Ma eccoci qua, 84 celebrities e solo UNA ha indossato Vivienne Westwood. E mica una a caso, una che sull'essere punk ci ha costruito una carriera.

Procediamo però con ordine altrimenti finirò per il Met del prossimo anno:
Riccardo Tisci per Givenchy

Partiamo con quella che è stata l'ospite d'onore della serata, nonché in qualche forma collaboratrice all'evento (so che è stata coinvolta a qualche titolo, forse tanto quanto Carey Muligan l'anno scorso per Prada cioè NULLA). Diciamoci la verità: Beyoncè non è mai stata un fuscello (se non forse quando ha fatto Dreamgirls). Smettiamola con st'ipocrisia che Beyoncè è figa di qua e Beyoncè è figa di là. Certo, Beyoncè è una gnocca incomparabile, ma per i canoni estetici ai quali siamo abituate (taglia 38, una III di seno e 1.80 di altezza) è un po' fuori dal normale. Poi, che sappia portare con immensa grazia il suo derrier anche al cospetto di Mister Obama è dato per assodato.
Ma diciamolo, tanto per lei come per tutte le donne un po' formose, gli abiti fittati NON SONO COSA.
Che poi, cos'ha di male quest'abito? Nulla se non fosse che c'è TROPPA ROBA! Perché i guanti? Perché gli stivali? Poteva bastarci la stampa a ricamo sullo strascico che ci ricordano le lingue di fuoco dell'inferno? La mia risposta è SI. E poi Riccardo, cos'è sta tendenza mimetica delle mani che hai trovato (vedremo dopo sulla povera Kim Kardashian), che problema hai con le mani Riccardo? Voto: 4


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