Blog umoristico ma molto realistico di fitness, moda e celebrities. Vivo a Milano e lavoro nella moda, sul web mi chiamo Zitella Acida ma se mi incontri per strada chiamami Lucia!

giovedì 30 gennaio 2014

I sogni sono fatti della stessa materia di cui è fatta l'haute couture

Ho imparato a capire che la fashion week più divertente ed appassionante da seguire è quella della couture che si tiene, ovviamente, due volte all'anno: per la primavera/estate a gennaio, (saggiamente qualche settimana prima degli Oscar) e per l'autunno/inverno a luglio.
E' una fashion week ristretta: si tiene solo a Parigi, è dedicata giustamente solo alla donna ed è rivolta a pochissimi eletti nel mondo.
La couture, forse più di ogni altro business del settore, è ciò che traina tutto il resto del sistema. Certo lo so che i grandi soldi si fanno con profumi, rossetti e borse, ma la couture rimane regina nel mantenere alto il posizionamento della moda inteso come sogno, come arte, come maestria.
Ergo, dopo aver scorso tutte le sfilate in maniera sufficientemente esaustiva (mi sfugge tuttavia il motivo per il quale il colosso style.com non copra Jean Paul Gaultier e Stephane Rolland) ecco qui un piccolo riassunto di quello che è necessario sapere nel caso venissimo invitate a corte all'ultimo momento e non sapessimo proprio cosa indossare.


ARMANI PRIVE'



Re Giorgio anziché correre dietro a Lady Gaga per dimostrare di saper ancora fare il giovane di tendenza, avrebbe potuto comprarsi un iPhone come tutti i nonni del mondo e giocare a Candy Crush. Tuttavia pare finalmente tornato in sé: ha scelto Cate Blanchett come testimonial (volesse il cielo) e ha smesso di creare opere futuriste per le passerelle.
Giorgio Armani non può rinnegare la sua essenza, non può dimenticarsi di chi è. Armani è innegabilmente classico perché mia madre mi dirà sempre fino a che avrà fiato in corpo: “ho visto le sfilate oggi: certo che Armani non gli si può dir niente, è elegante”.
Le sue collezioni non sono noiose in sé ma quanto per l'immagine che riflettono: mai un capello fuori posto, ma un trucco più nuovo o sbavato o meno prevedibile. La ferma impeccabilità in ogni sua forma.
Spero che tra questi 5 uscite ci sia la prescelta per l'Oscar alla Cate anche se ormai è diventato sempre più frequente realizzare abiti custom. Tuttavia continuo a pensare che Cate Blanchett sia quasi sprecata per Armani visto il suo apprezzabilissimo e spesso fuori dalle righe gusto sul red carpet.


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lunedì 27 gennaio 2014

Running for Zitelle - #Cityrunners: Che saranno mai 5 minuti a 11 km/h?

Prima di parlare dei Grammys -posto che ci sia qualcosa da dire- ma soprattutto prima di parlare della couture sulla quale qualcosa da dire la si trova sempre, voglio aggiornarvi sulla prima giornata di “allenamenti” con l'Adidas.

Sabato mi sono tirata giù dal letto alle 7.30 per riuscire a raggiungere il tram e poi il pullman che ci ha portato a Monza al loro Brand Centre nella quale ci hanno raccolto tutti per presentarci agli allenatori e farci fare un piccolo test per verificare il nostro grado di allenamento.
Mi hanno pesata e misurato la percentuale di massa grassa (che mi preoccupa) e poi ci hanno spediti in palestra dal Mastro Allenatore.
Il Mastro Allenatore è un signore che a me ricorda molto Daimon (Giorgio Rondelli) [anche se quando gli saltellavo intorno ho sentito anche un “brava” perché tenevo le ginocchia alte], affiancato da un team di allenatori più giovani (Elisa Cova, Stefano Cozzi ed Irene Petrolini).



Dopo un iniziale riscaldamento, che per farvi capire mi ha ricordato molto una lezione di educazione fisica delle superiori, ci hanno messi a gruppi di sei sul tapis-roulant per la vera e propria prova del giorno di cui abbiamo anche una diapositiva:




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lunedì 20 gennaio 2014

Running per Zitelle: Adidas Cityrunners per sconfiggere la morte nera

Come molto velatamente ho cercato di far capire giovedì sera, quei pazzi pazzi pazzi amici dell'Adidas qualche mese fa (esattamente era il giorno del mio compleanno, esattamente ero a Parigi ed esattamente ero al Museo d'Orsay davanti ad un quadro di Degas e qualsiasi cosa che succede mentre sei a Parigi davanti ad un quadro di Degas deve essere necessariamente baciata dalla buona sorte) mi hanno coinvolto in un progetto che mi ha entusiasmata dal primo secondo e cioè correre la maratona di Milano.

Calmi, stiamo calmi. Non correrò 42 km di maratona, ma una molto più realizzabile tranche della staffetta, quindi una media di 10 km.

La superfigata di questo progetto è che non solo loro si prendono la responsabilità dei miei tendini e delle mie ginocchia di cui io non voglio più nemmeno sentir parlare, ma pure dell'allenamento e della nutrizione. Soprattutto della nutrizione. Non avrò un cuoco a cucinarmi il pollo alla Canalis ogni mattina ed ogni sera uò uò, ma almeno conoscerò tutto quel genere di nozioni che sono fondamentali da sapere per andare in palestra con lo stomaco leggero, tutte quelle cose che è meglio non mangiare a pranzo per non ritrovarsi alle 5 con il solo desiderio di addentare un Twix e correre a casa a vedere una puntata di Girls abbracciata al cuscino.



Se mi seguite da un po' sapete com'è andata la prima volta che sono andata a correre ho visto la morte nera in faccia, e guardatemi adesso: ANCORA VIVA E VEGETA.



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martedì 14 gennaio 2014

Golden Pagelle 2014: Qualcuno ha detto "anni '70"?

Sono arrivata ai Globes preparatissima quest'anno: a parte 12 Years Slave, ho visto QUASI tutti gli altri film e sono in piena botta anni '70.
Durante le vacanze di Natale ho visto American Hustle, Behind the Candelabra e Dallas Buyers Club (ma anche Don Jon, Blue Jasmine e La mafia uccide solo d'estate) quindi manca poco che m'installi una disco ball in salotto cantando gli Abba.
E chi, meglio di Amy Adams, ha interpretato questo trend se non colei i cui morbidi e pieni seni campeggiano in quasi tutti i cinema del mondo, fasciati da spettacolari capi d'archivio di Halston, Diane Von Fustenberg e Ferragamo?
Spero che anche voi come me siate rimaste con il culo incollato alla poltrona del cinema per leggere i crediti dei designer di American Hustle perché non potevo andarmene senza sapere se anche Gucci ci aveva messo lo zampino (per la cronaca: NO).
Amy insieme a Jennifer Lawrence e Cate Blanchett sono le sorvegliate speciali perché hanno già un piede sul red carpet degli Academy Awards di conseguenza da ora in poi nulla sarà lasciato al caso.
E infatti perché non capitalizzare American Hustle ricordando a tutti le meravigliose e profonde scollature che hanno lasciato ben poco all'immaginazione?
Ben vengano delle tette così, quasi non ci si ricorda nemmeno come è fatto un bel decolleté naturale!

Amy Adams – Valentino

Esiste qualcosa al mondo che Valentino (o Chiuri & Piccioli, insomma) non sappiano fare? Per favore ditemelo perché sarà anche vero che Valentino (quello vero, il Garavani) probabilmente una scollatura così non avrebbe osato nemmeno pensarla, tuttavia è bello vedere che esistono designer in grado di adattarsi ai trend e ai personaggi da vestire. Qualità in cui Dior, per esempio, magari zoppica un po'. Voto: 9 nonostante ricordi lontanamente questo Prada 2012.


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venerdì 3 gennaio 2014

I migliori red carpet del 2013: i risultati

E' bello vedere che questo sondaggio di fine anno vi é piaciuto, ho ricevuto più di un migliaio di questionari completati.
Ed ecco i risultati:

1_MIGLIOR DESIGNER DA RED CARPET NEL 2013

Christian Dior 48% 480 voti


Con Jennifer Lawrence in promozione da TIPO DUE ANNI era impossibile che non vincesse Dior.
Solo per le premiere di Silver Linings Playbook, Hunger Games e American Hustle sta sul red carpet 7 giorni su 7. Aggiungeteci poi quel poco che basta di Marion Cotillard e si può dire che non esiste premiere, gala, cerimonia del mondo nel quale non sia stato presente almeno un abito di Dior. Qualcuno sta facendo il lavoro grosso da quelle parti e tutto il plauso va a quello a cui è venuta l'idea di puntare sull'attrice rivelazione degli ultimi anni, anche se spesso (molto spesso) non sembra all'altezza del ruolo. Ma Jennifer Lawrence è un po' così: capace di calpestarsi l'abito andando a ritirare la statuetta facendolo passare alla storia più di quanto anche la migliore delle PR non si sarebbe mai nemmeno aspettata.

Seguono:
Elie Saab 17% 173 voti
Chanel Couture 14% 139 voti
Riccardo Tisci per Givenchy 13% 129 voti
Prada 7% 69 voti.


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