Ma ti sei vista

mercoledì 18 ottobre 2017

Silenzio, parla la Nutrizionista (prima parte)

Sofia Bronzato nasce nel 1989 si laurea a pieni voti in Medicina e Chirurgia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. E’ medico chirurgo esperto in nutrizione clinica ed in patologie correlate alle abitudini alimentari.
La dottoressa riceve nel suo studio a Milano in via Lambro 12 oltre che a Verona e Varese dove si occupa di nutrizione clinica e medicina estetica. Per info e prenotazioni questi sono i suoi recapiti: tel. 340-6646012  mail sofia.bronzato@hotmail.it ma vi consiglio di seguirla su Instagram perché pubblica sempre delle ottime ricette!

IL RUOLO DELLA NUTRIZIONISTA 

Cosa fa una nutrizionista e che differenze ci sono con un dietologo e un dietista?
Il dietologo che si è specializzato in scienze dell’alimentazione così come il medico nutrizionista sono entrambe le figure professionali che si occupano della gestione completa dei disturbi connessi all’alimentazione, dalla diagnosi alla terapia, mediante la prescrizione delle indagini più utili e la costruzione di programmi nutrizionali sul paziente.
I biologi nutrizionisti sono laureati in scienze biologiche, iscritti a un albo professionale e possono prescrivere autonomamente diete. I biologi non possono però prescrivere esami del sangue (es. non possono chiederti di portare gli esami del colesterolo perché non sono medici e non possono richiedere esami) e non possono darti terapie di nessun tipo. Possono visitarti, misurare il tuo metabolismo basale etc e su quello prepararti una dieta. Ma, nel caso tu andassi da loro e mostrassi un’ipercolesterolemia o un disturbo tiroideo non potrebbero prescriverti la terapia adatta.  L’esercizio della loro attività è vincolato a dei limiti e alla necessità di integrare le proprie competenze con competenze prettamente nutrizionali. Anche in questo caso, come per i Dietisti, le attività possono andare al di là della libera professione e dei percorsi di dimagrimento, come l’educazione alimentare e la ristorazione collettiva.
Un dietista ha conseguito una laurea in dietistica e può fare diverse cose tra cui lavorare al servizio di un medico compilando diete sotto prescrizione (il dietista non può fare nessuna dieta che non sia prescritta da un medico), può lavorare nell’ambito dell’igiene e dell’istruzione del corretto modo di alimentarsi.
Quello che consiglio è quello di rivolgersi a professionisti completi: il medico nutrizionista o medico dietologo svolgono senz'altro questo ruolo.

Quali sono gli strumenti che una nutrizionista ha a disposizione per aiutare una persona (piano alimentare, test intolleranze, dieta, rieducazione alimentare, consigli sportivi)?
La visita è il momento più importante dell'incontro, in cui si raccoglie tutta l’anamnesi del paziente, ossia le abitudini, la sua storia famigliare, quella patologica pregressa e recente, si esegue l’esame obiettivo, si raccoglie il diario alimentare di 7-10gg.
L’esame obiettivo consiste nel visitare fisicamente il paziente, capire sintomi e valutare eventuali segni fisici correlati. Il medico può avvalersi poi delle analisi del sangue, di esami strumentali utili (può per esempio prescrivere una gastroscopia qualora il paziente soffra di sintomi correlabili a un reflusso gastroesofageo), di test per valutare eventuali intolleranze e/o allergie. A questo proposito, state attenti al grande business dei test per le intolleranze: non esistono test sulle intolleranze validati che non siano il Breath test al lattosio, al lattulosio, al glucosio, al fruttosio e il test per la celiachia.  Esami dell’iride, del capello, della pelle, l’analisi della goccia di sangue in farmacia, sappiate che se li avete fatti non hanno alcuna valenza scientifica.  È utile inoltre misurare le circonferenze e le pliche adipose, bisogna calcolare il metabolismo e il livello di attività svolta giornalmente dal paziente, stimare la composizione tissutale (massa magra e grassa) e tenere monitorati tutti questi dati e anche su questi costruire la dieta.
E’ impossibile uscire dalla visita con il medico nutrizionista con una dieta in mano: la dieta va preparata sartorialmente seguendo le abitudini alimentari del paziente e proponendo soluzioni o alternative che lo aiutino a gestirsi bene in base alla vita quotidiana (sapere ad esempio in che ristoranti mangia a pranzo, se si fa la schiscetta e come consigliarlo). Esistono i programmi che ti aiutano in questo senso ma dopo una visita particolareggiata dove richiedi storia personale, patologie, diario alimentare etc presentare un foglio stampato che non tiene conto dei gusti, delle abitudini e delle necessità del paziente sembra quasi una presa in giro, no? E’ vero anche che poi ti ritrovi la sera e devi scrivere 20 diete diverse però almeno così sei veramente utile. In ogni dieta devi dare alternative (prima di andare a letto se ti viene fame mangia questo, se sei sotto stress mangia quest’altro etc). Devi rispettare le abitudini e i gusti del paziente il più possibile.
Inoltre è importante la varietà: cambiare completamente la dieta dopo un paio di mesi è fondamentale per non cadere nel tranello della noia.

Quali sono i più grandi errori che vedi fare?
Nei giovani le diete iperproteiche caratterizzate da un uso smodato di integratori: se tu assumi proteine in eccesso rispetto a quanto ne puoi metabolizzare, quello che è importante capire è che le trasformi comunque in grasso. Con un eccesso di proteine vedi crescere la tua massa muscolare ma in mezzo a quella si nasconderà un sacco di ritenzione di liquidi, comunque ci sarà un accumulo di grasso, e soprattutto il fisico produrrà molte scorie azotate affaticando reni e fegato e accumulerà molte molecole proinfiammatorie esponendo il fisico a un rischio maggiore di patologie cardiovascolari e tumori.
Una dieta corretta deve essere isoproteica (iso=giusto): 0.8-1 g di proteine al giorno per ogni kg di peso corporeo. E’ quello che ti consente, quando vai a fare attività fisica, di consumare il glicogeno muscolare, quindi il grasso e poi di costruire contemporaneamente e in maniera sana il ‘muscolo’.
Un altro errore frequente è quello di non riuscire a quantificare i carboidrati che vanno assunti tutti i giorni. Spesso per difficoltà a introdurli in maniera corretta si tende ad eliminarli. Se ci pensi, quando si tratta di grassi, mentalmente si è radicato lo stigma che troppo olio o troppo condimento sia dannoso per la salute. Per i carboidrati invece si fatica ad entrare in questa stessa modalità di pensiero e quindi piuttosto si ‘tagliano’ dalla dieta. Per gestirsi anche nella preparazione dei pasti in ufficio (le schiscette) è utile congelare i cereali cotti e porzionati. Se fai cuocere 350 g di farro (riso integrale, riso venere, quinoa etc) e poi lo metti in un contenitore, potresti avere qualche problema nel porzionare la giusta quantità per il resto della settimana. Se invece lo metti in congelatore già porzionato e lo tiri fuori la sera prima, sei a posto.
Altro errore è legato alla scarsa varietà nei carrelli della spesa e in cucina: se mangi tutti i giorni la quinoa con i broccoli poi ci credo che di notte ti sogni la carbonara. Ogni mese e mezzo o due la dieta andrebbe completamente cambiata. Per questo è importante sapere cosa ti piace, perché se io ti metto la zucca e a te fa schifo poi come fai?
Infine spesso devo intervenire sulle combinazioni scorrette all'interno del pasto: ad esempio vedo spesso pazienti pensare che i legumi possano sostituire da soli una proteina animale. Non è vero, è necessario completare la proteina con un cereale.


IL MONDO DELLE DIETE E DEGLI ZUCCHERI

A quest'età sono stufa di parlare di diete. È possibile dimagrire senza imbarcarsi nell'ennesimo regime dietetico?
È il concetto di dieta ad essere sbagliato: si pensa che sia qualcosa di temporaneo. Invece sono le abitudini che vanno cambiate e bisogna allenare il proprio equilibrio, basta pensare a chi resta nel proprio peso forma stabilmente. Le persone normopeso non sono a dieta ma si sanno gestire, in questo modo possono mangiare senza soffrire, senza rinunce particolari e godendosi un po’ di tutto ma con moderazione.
Per dimagrire bisogna abituare il fisico a mangiare meno di quello che si mangia abitualmente, che evidentemente è troppo rispetto a quanto si consuma. E’ l’idea stessa di farlo solo per un periodo che è sbagliata (lo faccio per una settimana, per un mese, il mese prima del matrimonio…). Calcola che ogni volta che ci sono fluttuazioni del peso, crei infiammazione. Ecco perché nella dieta ci devono essere almeno uno o due pasti liberi, compensati ad esempio da un giorno prevalentemente con due secondi piatti ai pasti principali. Se tu un giorno ti lasci andare alla pizza e al gelato, devi avere in te comunque la possibilità di correggerti, quindi un giorno potresti stare più leggero riducendo la quota di zuccheri e carboidrati. Un giorno quindi un po’ iperproteico per un po' di libertà in più rispetto alle necessità caloriche, però UN GIORNO.

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mercoledì 4 ottobre 2017

Wanderlust 108 Milano: il triathlon della mindfulness

Come avrete visto sulle mie Stories di Instagram, lo scorso weekend mi sono data ad un’Olimpiade personale partecipando dapprima all’evento Wanderlust e poi nel pomeriggio alla sessione di Barry’s Bootcamp all’Arena Civica (e dopo tutto questo anche la missione settimanale all’Esselunga il cui sforzo non è da sottovalutare per niente).
I Festival Wanderlust 108 (1 =  Unity  0 = Wholeness  8 = Infinite Love) sono dei triathlon della consapevolezza. Lo so, lo sento da là in fondo quel “DELLA CHE?” ma non riesco a trovare altre parole per definire cosa sono questi ritrovi che vengono organizzati in diverse città del mondo e coinvolgono contemporaneamente sport e benessere mentale.
Per non sapere né leggere né scrivere io l’avevo chiamata “mindfulness” ed è quella speciale attenzione che, se allenata, aiuta a riequilibrarti, a spostare l’attenzione sul presente, sulle proprie sensazioni e sul “qui e ora”. E’ un azione e in quanto tale va esercitata: dopotutto cosa c’è di più difficile che concentrarsi sul proprio io e sul fluire dei pensieri senza esserne toccati (spoiler: questa cosa della meditazione l’ho provata davvero).
Insomma il Triathlon (che richiama alla mente corpi scultorei che si tolgono mute e inforcano sensualmente delle bicilette prima di lanciarsi a correre su una strada vestiti solo di un pantaloncino) che mi ha coinvolta questo weekend era molto molto diverso (purtroppo? Per fortuna? Chi può dirlo). Come si vede sul sito di Wanderlust nei loro festival si prevede sempre una 5 km di corsa o camminata, una sessione di yoga flow all’aperto (con dj set e performance dal viso) e mezzora di meditazione.

All’urlo di “COSA SONO IO? INVINCIBILE!” domenica mattina mi sono scaraventata giù dal letto alle 7.30 per essere presente fisicamente (mentalmente forse non ancora del tutto) sulla linea di partenza ai giardini del Politecnico di Milano. Non corro continuativamente da un bel po’, lontani sono i tempi dei Cityrunners e delle 12 km alla domenica mattina, ma ammetto che una 5 km a ritmo libero non mi spaventava più di tanto.
L’atmosfera davanti al Politecnico era quella di un after: musica da chill-out alle 8 di mattina, quasi surreale per la zona (il Politecnico è immerso in un quartiere normalmente residenziale nella zona est di Milano).
Nemmeno il tempo di lasciare le borse che io e Diego ci siamo lanciati in una personalissima gara uno contro l’altra nella quale ha vinto  –incredibilmente- lui, battendomi sul traguardo per qualche decina di metri.

Sono primo, YEY!

Nella breve (brevissima, il mio monitoraggio dice che abbiamo fatto 4 km a malapena) distanza sono riuscita anche a mantenere un ritmo decente (5.30-5.40/km) e senza patire poi così tanto il freddo, tant’è che ho sfidato il dio dell’autunno e ho corso in canotta come una povera scema.
Ma poco male, nel mio essere “invincibile” eravamo in piena botta di endorfine da runner e OGGI NE STO PAGANDO LE CONSEGUENZE IN FARMACIA.
Al termine della corsa dopo l’invana ricerca di qualcosa da bere, ci siamo messi pazientemente sotto il palco ad attendere l’inizio della sessione di yoga, cominciata dopo un’oretta circa nella quale mi sono assicurata di prendermi almeno un grosso raffreddore come premio per la giornata di mindulfness reppiratorio.
Eravamo schierati sotto il palco con i nostri tappetini, uomini donne e celebrità (ok, ero proprio dietro a Francesca Senette che, fatevelo dire, è snodata come il cavo degli auricolari dell’iPhone e voi sapete quanto quelle diavolerie si attorciglino su loro stessi).

Un pacifico Diego mentre riflette sul fatto che solo "qualche" anno fa era al Politecnico a fare esami mentre ora sta per mettersi nella posizione del guerriero

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martedì 29 agosto 2017

Sardegna: L'excel di cosa vedere e dove mangiare

L’excel delle cose da vedere e mangiare in Salento ha avuto successo (once you go Excel you never go back) quindi mentre ero vacanza a godermi la movimentata vita metropolitana di Buggerru quasi ogni giorno ho ricevuto richieste per averne uno simile per la Sardegna.
La Sardegna non ha bisogno di presentazioni anche se molti, specie al nord, pensano che l’isola sia interamente rappresentata dalla sua parte più famosa e cioè la Costa Smeralda (Porto Cervo etc).
Ve lo dico in anticipo: io della Sardegna conosco un decimo di quello che offre. Non ho visto la Costa Smeralda, non ho visto Stintino, Alghero o la zona intorno a Oristano e ho intravisto la zona di Costa Rei e Villasimius.
Purtroppo essendo obbligata ad andare in vacanza ad agosto, devo impegnarmi ogni anno a trovare angoli nascosti, zone meno turistiche e poco frequentate per potermi godere due settimane in santa pace.
La zona del Sulcis-Inglesiente e del medio campidano non è molto conosciuta in termini turistici ed è un peccato perché il mare non ha nulla di invidiare alle località più celebri. Tuttavia, egoisticamente ne sono ben felice visto che non ho dovuto litigare con nessuno per stendere l'asciugamano!



 Il Pan di Zucchero (e le sue sorelle, come le ho rinominate io)

Il fatto che non sia una zona molto turistica io lo trovo un vantaggio più che un svantaggio perché personalmente in vacanza non ho bisogno di molte cose: non mi interessa che ci siano locali, che la zona offra occasioni mondane, che ci siano moltissimi ristoranti o negozi per fare shopping.
In tutta onestà le cose che mi interessa trovare quando sono in vacanza sono:
- Spiagge belle ma poco frequentate, non necessariamente attrezzate
- Almeno un supermercato (normalissimo, dal piccolo alimentari di paese fino ad un Conad)
- Una banca
- Qualche ristorante
- Sagre paesane (!!!)
Negozi dove acquistare le specialità tipiche locali da portare a casa
Come vedete ho poche pretese e per fortuna io e Diego andiamo d’accordo su questo set di base che non deve mancare mai in vacanza. 
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lunedì 24 luglio 2017

Come funziona allenarsi con un Personal Trainer?

Cosa si prova ad avere un personal trainer? Cosa prova Belen? Cosa prova la Nargi? E’ davvero così difficile trovare un bravo personal?
Se mi seguite su Instagram e Snapchat (e se non lo fate rimediate subito cliccando qui e qui) avrete già visto che da inizio mese faccio delle lezioni private con un personal trainer. L’ho conosciuto alla mia lezione di prova di Barry’s Bootcamp e visto che sono qua per parlare di vari workout e discipline, perché non testare anche cosa si prova ad essere una ricca donna annoiata e allenarsi con un aitante personal trainer che ti urla “ALTO QUEL CULO LUCIIIIIIII!”.
Lui si chiama Nicolò Cavallari, ha 26 anni (lo so, sembra di più) e naturalmente è laureato in Scienze Motorie. Lavora come Master Trainer alla Barry’s Bootcamp e come personal trainer privato.
L’abbonamento alla palestra mi è scaduto a metà giugno e visto che agosto sembrava imminente e ad agosto si ferma il mondo (io compresa) non mi è sembrato il caso di rinnovare. Ho preso accordi con Nico per eseguire le sessioni di allenamento preferibilmente al parco all’aperto ma con la possibilità di farlo anche a casa (solo che lo stanza libera al momento è adibita a ripostiglio e non avevo per niente voglia di ordinarlo).
Avendo fatto un po’ di funzionale e di crossfit devo dire che mi piace usare gli attrezzi (e anche fare “HHHHUAAAA” mentre alzo il bilanciere guardandomi allo specchio) ma il corpo libero rimane il genere di allenamento più immediato.

Non ho ancora esaurito il mio pacchetto di lezioni ma posso dirvi per punti cos’ho imparato in queste
sessioni:

1 - Il costo è considerevole ma non proibitivo

via GIPHY
Come detto anche da Riky nella sua intervista il costo dei personal può variare dai 40 ai 50€ all’ora.  Molti professionisti (tra cui Nico) prevede l’acquisto dei pacchetti (10 ore 450€) che si possono usare all’occorrenza. Potrebbe essere un’ottima idea per chi non sa da che parte cominciare, per chi vuole un boost di allenamento prima di un evento importante, per chi deve riprendere dopo un lungo stop, per chi vuole migliorarsi con l’aiuto di un professionista e portare la propria forma fisica su un altro livello o per chi ne sa qualcosa ma non ancora abbastanza e affiancare le sessioni con un professionista con le sedute da soli in palestra.

2 - Sceglietevi una persona simpatica

E’ fondamentale non avere un trainer faccia di cazzo quando siete a terra impanate nella polvere e dovete rimettervi in piedi per fare altri 12 burpees. Ci manca solo che quello che mi allena mi stia pure sulle palle quando parla. Fa la differenza allenarsi con una persona che sa farsi pure una risata, io un’ora seria pensando solo a quanto devo strizzare il culo non riesco a farla.


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giovedì 13 luglio 2017

Il Salento: l'Excel di cosa vedere e dove mangiare

Non credo manchi la promozione turistica al Salento (in tanti, come me, costretti alle ferie solo ad agosto, sognano per anni una vacanza in Salento senza mai riuscirci ad andare perché ad agosto è troppo affollato) e infatti non credo che esista un momento di “bassa stagione” da quelle parti. I consigli però non sono mai abbastanza, forse proprio per questa fiumana di persone che ogni anno si riversa in Puglia, le raccomandazioni e i suggerimenti degli insider (cioè dei pugliesi che a malincuore stanno al nord) non sono mai troppo pochi.
Ho la fortuna di condividere l’ufficio con non uno, non due ma ben 3 colleghi pugliesi o di origine pugliese.
Ho raccolto i loro suggerimenti e ne ho fatto tesoro così come di tutte le centinaia di messaggi che mi sono arrivati da parte vostra tramite Instagram o Snapchat.
Volevo le spiaggette isolate (spoiler: non esistono), i ristornati fuori dal circuito Tripadvisor, le sagre migliori.
 Sono stata in Salento nel 2008 con colei che poi è stata mia testimone di nozze di cui agevoliamo una diapositiva:

(Io sono quella a sinistra)

All’epoca avevamo la fortuna di avere come cicerone un amico tarantino che ci ha guidato tra le strade di Manduria (dove facevamo base) fino a Lecce, Ostuni, Gallipoli e Marina di Pulsano.
Ed è proprio lì, a Pulsano, che ho detto “ma questo è il posto più bello del mondo, questi sono i caraibi!
Il Salento, il suo cibo, i colori del cielo e del mare, il cibo, la gente, il cibo, la musica, il cibo, i panorami.
Sì cazzo, secondo me il Salento è uno dei posti più belli del mondo.
Sì, ok, i paradisi tropicali, le Maldive, i Caraibi, il Taj Mahal, la Thailandia, Bali. Sti cazzi.
Abbiamo un gioiello enorme in casa nostra e solo perché non sembra esotico pare che sia poco più che standard.
Sono stata alle Fiji e ok, posso non aver visto la Thailandia… ma LA PUCCIA CON LA BURRATA MENTRE SEI AL MARE VOGLIAMO PARLARNE O NO?

Quindi ho raccolto tutti i vostri suggerimenti e la Vergine che è in me ha fatto il resto.
Li ho messi su Excel e catalogati per tipologia e zona.
I commenti che trovate a margine sono le stesse parole usate da voi. Ho evidenziato solo i posti dove sono stata ma come vedete ne rimane parecchia di roba da vedere.
Anche perché molto dipende da dove si sta di base: se dal lato ionico, adriatico o nell’entroterra e se si ha a disposizione la macchina.
Sotto la tabella troverete l’elenco del nostro itinerario di quest’anno (mi piacerebbe non mettervela come immagine ma non c'è modo su Blogger che io sappia di caricare una semplice tabella. E poi ehy, state parlando con una che si è messa a piangere perché non trovava più i suoi occhiali da sole quando invece erano sul cruscotto della macchina!).

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