venerdì 19 agosto 2011

Storie di Vita Vera: La vacanza in barca della Zitella

Contrariamente a quanto io stessa mi aspettavo le mie vacanze non sono andate completamente in malora a causa delle sfighe degli ultimi giorni prima delle ferie. Dopo aver verificato che l'unico modo per raggiungere Zara via mare comportava una partenza dal porto di Ancona (città legata a brutti ricordi per me, non ci torno volentieri) pensavo che il destino volesse dirmi qualcosa in merito alle mie vacanze. Invece grazie alla costanza della mia amicollega, sono riuscita a trovare dagli uffici di promozione turistica della Croazia un pullman che mi portasse fino a Zara per poi saltare in barca (su questa cosa del 'saltare' poi mi dilungerò) e godere almeno di 7 dei 14 giorni di vacanza previsti.
Finchè ne ho avuto la voglia e le forze ho aggiornato i miei appunti sul blackberry come un giornale di bordo, scoprendo le cose un po' alla volta, giorno dopo giorno.


GIORNO 0 - La Partenza (Trieste - Zara)
-Brava. Prendi la 3 che ti regala il Blackberry.
La mancanza di segnale in Italia e all'estero è una sicurezza che non mi lascia nemmeno in vacanza.
-Confine Slovenia-Croazia: il primo cartello al di là del casello è in italiano.
-Confine Slovenia-Croazia: dalla mia postazione sento un poliziotto dire in perfetto italiano che l'autista di un bus ha mollato i pellegrini (per Medjugorie) in strada ed è scappato con il bus.
-Confine Slovenia-Croazia: un piccolo applauso al solito coglione che tiene i documenti in valigia anziché a portata di mano. Grazie a te aspettiamo un altro quarto d'ora.
-Sette amiche sette dalla parlata pericolosamente milanese devono scende a Fiume. L'abbiamo capito. La Ila deve fumare, abbiamo capito. La Giuli ha il fratello che sta seguendo per lei Milan-Inter, l'abbiamo capito. La Ste ha una vena nelle gambe che tra poco scoppia. Alla Ele ha smesso di prendere il cellulare (un iPhone talmente ricoperto di brillantini che non si vede lo schermo) proprio quando le stava per rispondere 'Il Tipo', l'abbiamo CAPITO.
-Viaggio in pullman: l'autista fuma mentre guida.
-Viaggio in pullman: durata 8 ore e mezza. Otto oreeeee e mezzaaaaaaa, c'ho le piaghe!
-Arrivo sulla barca: non c'è la passerella. Ah ah. Devo saltare? Ah ah.
-Arrivo sulla barca: terrorismo psicologico sull'uso dell'acqua. La doccia. Dov'è la doccia? Quando ti sei lavata? E i capelli? Ti puoi lavare domani mattina ai bagni della Marina.
-Vita in barca: mi spiegano 3 volte l'uso della pompetta del water. Non capisco. Il principio mi sembra lo stesso dello sciacquone quindi perché non metter lo sciacquone?
-La mia cuccetta è un loculo. Dormo nella sala da pranzo. 'Sala', vabbhè. Si chiama 'dinette'. Che è più chic.
Sopra il mio materassino è sospesa una tavola di legno con un altro materassino a meno di una spanna dal mio naso. Una volta sdraiata mi sento come La Sposa in Kill Bill quando è stata sepolta viva.



-Vita in barca: si va a dormire.
ROARRR.... ROAR.....oddio cos'è sto rumore? Stanno ammazzando un animale qua fuori? A quest'ora di notte?
Ma cos'e? È assordante!
Ma che lavori si mettono a fare a quest'ora? C'è gente che dorme cazzo!
Ma forse è più simile ad un russare...
Oddio c'è qualcuno che russa.
Ma è lo skipper! Ma ha una tromba incastrata nel naso?
Ma non va in apnea? Non si gira su un fianco?
Secondo me anche i pesci scappano.

Skipper poi. Che modo strano di chiamare 'Quello Che Guida La Barca'. Ma non lo sanno i velisti che la Skipper è la sorella di Barbie?

GIORNO 1 – Domenica (Partenza verso le Isole Incoronate)
'Apri lo stopper del fiocco'
'…'
'Lo stopper del fiocco. Aprilo'
'…'
'Quello! Quell'affare lì nero! Alza la levetta!'
'Aaaaaaaaaah! E dì ALZA LA LEVETTA NO?'

Dopo questo primo dialogo della giornata raggiungiamo un accordo di base: non sapendo un cazzo di vela, meglio che stia al timone.

Sto al timone.

'Guarda là e vai dritta'
'Là....'
'Sì là. E vai dritta'
'….'

Solo verso la fine della vacanza ho confessato allo skipper che io quel 'là' non sapevo mica dove fosse. Io andavo a caso.

Comincio ad avere un'idea della vita in barca: il momento più bello è il cibo la doccia.

Onde. Ancora onde. Onde che tirano scudisciate. Onde che mi lavano. Onde.
Vento. Virata. Vento. Virata. Cazza la randa. Virata. 'Pronti a virare?' -'Pronta' – 'Pronto' (non sono io quella che dice pronta, io al massimo ero pronta a cambiare lato dove sedermi sulla barca e fare da contrappeso).

I capelli sono solidi, si staccano.
Nutro le zanzare.
A cena la carbonara, muoro. Ma muoro felice.

Non piscio in barca perché il principio che regola la pompetta di scarico ancora non mi è chiaro.

COLONNA SONORA
De Andrè: dai che è la volta buona che mi faccio una cultura musicale.

GIORNO 2 – Lunedì (fermi alla Marina di Piskera)
-Nel giorno in cui ho finalmente fatto mio il principio che regola la pompetta scarico le sento dallo skipper perché quando si sta in marina nn si deve usare il bagno della barca 
-Tutti si preoccupano della cacca. Si ripresenta questo tormentone estivo che è una costante delle mie vacanze. È sempre un susseguirsi di 'tu l'hai fatta? La devi fare? Dove la fai? Sono gonfia non riesco a farla! Il caffè, la sigaretta, le prugne, la frutta, oddio sto male...' Ogni hanno è la stessa storia e ogni anno ringrazio dio di esser stitica e di non dover aggiungere la preoccupazione della cacca a quelle della valigia, dei vestiti, delle scarpe, della scottatura e dei capelli... Cacca? That's not my problem!
-Oggi c'è troppo vento e non partiamo. Graziaddio, posso farmi un'altra doccia. Yeeeeeeeh!
-Stando in barca mi sono resa conto che se avessi avuto queste doti di equilibrio alle medie, sul Tagadà alla fiera di San Simone sarei stata la più figah del paese anziché la pallottola di grasso che tutti conoscono (e che non guidava nemmeno gli autoscontri perché aveva paura).
-E' incredibile come stare in barca e non fare un cazzo (perché io non cazzo la randa, non lasco il fiocco, non orzo e non poggio -e per scrivere questa frase ho chiesto aiuto allo skipper perché uno che non conosce la vela non può nemmeno immaginarsela la loro terminologia-) stanchi incredibilmente. Pur dormendo in un loculo, riesco a riposare.
-Dopo il tormentone della cacca, ieri sera ho avuto conferma di un'altra piccola garanzia delle mie estati. Salivo ai bagni della Marina dopo un'intensa giornata passata al sole: i capelli incrostati di stanchezza, di vento e di sale, le mani, le braccia e le gambe unte di crema, sale e vento, quel brivido alla pancia che sale mano a mano che mi avvicino allo specchio perchè penso 'massì, quest'anno sarà diverso, quest'anno ce la posso fare' e poi SBAM: eccomi lì, davanti allo specchio. Bianca. Candida. Eterea. Le piastrelle del bagno sono più abbronzate di me. Un giorno il mio colorito sostituirà il bianco nelle cartelle colore di tutto il mondo.
-Oggi ho visto la donna con il corpo più brutto del mondo. Una di quelle cose che si vedono solo nei programmi della D'Urso. Un ammasso informe che solo per intuito si poteva dire essere una donna. Un insaccato di massa cellulitica e adiposa. Giovane per altro. Muovendosi vibrava. Era alta, sui vent'anni e la cosa agghiacciante era che indossava un bikini con i laccetti. I laccetti cristosanto! Io che sono la meta' in quantità adiposa, i laccetti non me li posso permettere! Ma allora sei scema. Allora non ti guardi allo specchio. La gente ti odia. Le commesse ti odiano. Perché solo una commessa stronza potrebbe venderti un costume del genere. Ad ogni modo guardarla mi ha messa di buonumore e a cena ho ordinato calamari fritti con patatine. E quando le patatine non mi sono arrivate mi sono pure incazzata.
-In Marina io sono l'unica scema che non si fa la traversata barca-toilette-barca in costume prima e accappatoio poi. No. Io parto con costume e coperta dal caftano, con asciugamano, accappatoio, beauty e cambio vestiti in mano. Per quanto lo facciano tutti io non riesco a fare un pezzo di strada vestita solo di accappatoio e senza mutande.

COLONNA SONORA
De Andrè e Faber: dai che forse qualcosa che piaccia al mio animo pop music la trovo, dài!

GIORNO 3 – Martedì (fermi in Marina)
-Nel posto barca difronte è arrivata la Migliore Tamarra della Vacanza x ora. Ore 11 di mattina: maglietta gialla con stampa teschio e shorts di pailettes dorati calati sui fianchi cicciotti.
Pailettes.
Dorate.
In barca.
Alle 11.
MA SEI DA ARRESTARE! Dai fastidio agli occhi. Ma non riesco a distogliere lo sguardo. Come un gatto schiacciato a lato strada: fa schifo ma non riesci a non guardarlo.
- Ma perché perché perché ho le mani sempre così appicicaticce? Dio dei Mari DIMMELO!
[Lo Scirocco. E' quello Scirocco di merda]
-Il salto barca-pontile pontile-barca è una prova di coraggio alla quale non riesco a sottopormi. Scoprire la prima sera che la barca non era dotata di passerella mi ha sconvolto a sufficienza. Durante il giorno mi ritrovo a pensare ai mille modi in cui potrei cadere e grattarmi la faccia. Cadere e spaccarmi le gambe. Cadere, scivolare e sbattere la testa. La cosa che mi dicono più spesso mentre io e i miei 210 cm di gambe siamo fermi in posizione presalto su.. su... oddio come si chiama, la poppa? È che con le mie gambe lunghe non dovrei aver paura di saltare.
E pensare che il cosiddetto 'salto della pozzanghera' o 'grand jetè' a danza era il mio passo preferito.
No. Io continuo a pensare a come potrei cadere e grattarmi la faccia. Vedo solo sangue.

-Ancora fermi in marina. Alle 22.20 non ho ancora lasciato la barca. Il salto tra il pontile e il pozzetto (pozzetto! Ecco come si chiama! Ma possibile che ogni centimetro quadro della barca abbia un nome?) è la cosa che mi terrorizza di più. Non riesco. Mi metto lì, in posizione, piego le gambe. Penso di farcela. Ma poi no. E allora abbandono. Tanto il giro della montagna l'ho fatto ieri io nn c'ho intenzione di prendermi freddo anche oggi.

-La marina si è riempita, non c'è manco un buco per una zattera. È arrivata una compagnia di barche di casinisti che vorrei incendiarli. Sono i 'charter'. I 'charter' sono il Nemico num. 1 dei Velisti.
-Trascorro la mia giornata persa in un romanzo, con pausa per leggere Amica di Agosto. E mi sono pure incazzata quando ho sentito che una barca aveva messo il notturno di Schubert Chopin a palla. 
Poi mi hanno detto che eravamo noi.
-I casinisti urlano dalle 16. Bevono. Kanye West a palla. Urlano come un branco di universitari fuori sede. C'avete 30 anni cristosanto, ma non vi siete stufati di limonare da sbronzi?

COLONNA SONORA
De Andrè, Jannacci, Battiato, Guccini: ma almeno uno di questi è ancora vivo?

GIORNO 4 – Navigata a motore fino a _________ (machisseloricorda) 
-Epopea della cacca: Grazie alla mia alimentazione basata quasi esclusivamente sui fagioli in scatola come se vivessi in un film di Bud Spencer e Terence Hill, anche il mio intestino pare beneficiare del moto ondulatorio della barca e mi dirigo verso il bagno illudendomi che il funzionamento della pompetta per la pipì sia uguale quando non.... è pipì.
So che a qualcuno da fastidio quando si parla di queste cose. Passate al paragrafo successivo perché 'come fare la cacca in barca e vivere felici' è un argomento troppo importante per non svilupparlo adeguatamente. Il mondo DEVE sapere, le donne DEVONO sapere a cosa vanno incontro quando faranno una vacanza in barca.
Dovete sapere che io non mi siedo. Non mi siedo per principio su nessun water che non sia quello di casa mia al Paesello e quello di casa mia a Milano. Questo, come potete immaginare, aggiunge un coefficiente di difficoltà in più a qualsiasi operazione fuori sede. Come la barca.
Dopo averla fatta e aver eseguito 'La Regola Della Pompetta' (levetta-pompettapompettapompettapompetta-levetta-pompettapompettapompettapompetta) i problemi non erano andati giù nello scarico.
Ripeto la Regola Della Pompetta ma comincio a percepire quale potrebbe essere il problema: il tubo di scarico è troppo piccolo. Ma non pensate chissacosa del mio intestino. Non sono IO che l'ho fatta grossa, è il tubo che è troppo piccolo. Una stitica non fa mai una cacca grossa. MAI.
La tazza si riempie pericolosamente di acqua. Faccio pompetta ancora. Non succede nulla. Oddio. HO ROTTO QUALCOSA. Oddio moriremo tutti.
Timidamente, ancora in bagno, vado incontro a quello che tutti si aspettavano, o per lo meno almeno la mia amicollega che, come me, nell'esperienza del bagno intasato c'era già passata qualche giorno prima.
'Ehm... scusate!...... Io avrei un problema qua'.
Lo skipper mi chiede di descrivere la situazione come se stessi telefonando al 118 e avessi davanti a me un paziente in fin di vita. Descrivo la quantità di acqua nella tazza, il colore e quante pompettate ho dato.
Lo skipper non mi capisce. Mi dice 'Ma cosa hai fatto? Sassi di calcestruzzo?'. Nonostante l'imbarazzo mi prende una risata isterica che mi porta alle lacrime. Cerco di spiegargli che il problema NON E' MIO, ma del tubo che è TROPPO PICCOLO.
Ridono. Continuo a fare pompetta-pompetta-pompetta-pompetta ma l'aumento del livello dell'acqua nella tazza non mi rassicura.
Per fortuna ci pensa la mia amicollega a rassicurarmi: direttamente dall'esterno della barca si sporge per comunicare con me attraverso il finestrino del bagno. Guarda la tazza, capisce. LEI CAPISCE PERCHE' C'E' PASSATA.
'Hai fatto pompetta?' - 'Si' – 'Allora devi aspettare il ruttino'.
Inizialmente non capisco ma dopo qualche minuto l'acqua nella tazza fa 'BURP' con una bolla. Il ruttino. Lo scarico ha fatto il ruttino. Ora posso fare pompetta ancora. La pompetta sminuzza il calcestruzzo. Mio dio che schifo. 'Ma noooo, è cibo per i pesci!'. Poveri sti pesci che mangeranno il mio calcestruzzo.
Dopo un'altra trentina di pompettate il livello dell'acqua comincia a calare, io ormai sono sudata.
Ok, è fatta, sono libera.

COLONNA SONORA
De Andrè (Don Chisciotte): ma tu pensa, De Andrè eh. Ancora. Ma quante cazzo di canzoni ha fatto? Ma non era morto?

GIORNO 5 - Venerdì
Il cibo scarseggia. Cominciamo a guardarci con aria famelica. Anche la randa e il fiocco con un po' di sugo rosso si fanno mangiare.
Abbiamo navigato a motore tutto il giorno. Una pacchia. Altro che cazza la randa, lasca il fiocco e sposta il culo da una panchina all'altra. Navigare a motore è il segreto. Ci si rilassa e ci si gode il paesaggio senza pensare a virare ogni 10 passi. Ogni mezzo miglio. Ad ogni alito di vento. E se posso permettermi, chi ha inventato la bolina deve morire.
Andar di bolina significa che se devi andare da A a B anziché andare tutto dritto, visto che si ha il vento in faccia (sono certa che ci sia un nome ma non me lo ricordo quale sia la loro terminologia specifica per 'vento in faccia') bisogna andare a zig zag. No dico ma avete una mezza idea dello sbattimento? E del tempo che si perde?
Ad ogni modo nei giorni a motore ho percepito con una certa chiarezza che io sono l'unica ad apprezzarne la tranquillità.
Oggi facciamo la navigata notturna: un po' perché avendo perso 3 giorni fermi in marina corriamo il rischio di non arrivare a casa per domenica e un po' perchè navigare di notte pare che sia piuttosto figo.

Bhè, figo.
Figo non è corretto.
E' magico. Rilassante. Non ci sono quei motoscafi di merda che corrono come moto su un autostrada. Il mare sembra fatto d'olio. C'è la luna piena. Una luna accecante. E' il 12 agosto, siamo in tempo per le stelle cadenti ma io non ne vedo una da almeno 11 anni.
Stasera è l'unica sera che non ho freddo. Ho 5 strati di plastica addosso e sembro uno di quei pescatori della pubblicità del tonno Nostromo.

Vedo una stella.
Sembriamo tutti addormentati sdraiati sulle superfici della barca. Invece siamo vivi e attivi con gli occhi puntati al cielo come cecchini. Cade una stella e si rompe il silenzio 'VISTA! VISTA!'.
Scopro con mio immenso stupore che bisogna esprimere il desiderio mentre la stella cade, non con tutta calma DOPO.
Questo fatto comincia a crearmi una certa ansia visto che il passare della stella dura forse una frazione di secondo e io non ho desideri così brevi perché mi piace essere precisa. Comincio a pensare ad una wishlist di desideri con un limite di 360 caratteri, come su Twitter, così faccio prima.

Nel silenzio faccio un po' di conti con la mia coscienza. Realizzo che manca un mese al mio terzo 25esimo compleanno.
Mi viene da piangere.

Rettifico, intorno alla mezzanotte e con il vento in faccia anche con 5 strati di plastica addosso ho freddo. Mi ritiro sottocoperta. Mi accascio con tutta la mia plastica sul divanetto, 3....2.....1 e dormo. Mi sveglia il rumore della carrucola che cala l'ancora. Siamo in una marina ma non ho voglia di salire per vedere com'è.

Civiltà! Ci saranno le docce?

GIORNO 6 - A motore fino a _______________

La marina non c'è, la doccia non c'è.
Voglio una doccia. Doccia. Doccia. Uno dei bisogni primari di una donna. Il MIO bisogno primario.
Il cibo è finito.
La mia alimentazione si è così evoluta nel corso dei giorni:
tonno+cipolla+fagioli
[poi è finito il tonno]
fagioli+cipolla
[poi è finita la cipolla]
fagioli.

Non voglio più vedere fagioli per almeno tre mesi. Anni. Lustri. Decenni.

Arrivati ad Umago abbiamo talmente tanta fame che potremmo mangiarci un parabordo.
Ci facciamo la doccia. Mi lavo i capelli. Guardo il mio colore allo specchio: in effetti il mio corpo comincia ad essere marrone. Il viso... bhè posso vantare un onesto segno degli occhiali (come mi sento Coppa America!) e un pallore meno pallido del solito.
Intorno a me della donne si truccano. A me non serve, mi sono scottata le labbra: ce le ho grosse come un tender (Oddio! Oddio! La mia prima battuta da velista!).

Rimettiamo piede a terra dopo 4 giorni di mare. Ho mal di testa. Il dondolio dell'acqua mi manca. E' rassicurante.
E' mal di terra o fame quella che sento?
Ordiniamo cibo come se non ci fosse un domani all'urlo di 'PIUTTOSTO VOMITO': calamari fritti (i più buon che abbia mai mangiato evah) e grigliata mista.
Dopo i calamari e le patatine potrei già morire contenta, invece no. Affronto anche (parte della) carne.
Non contenti, ordiniamo le palacinke con la Nutella.
Tornati in barca (salto barca-pontile-pontile-barca sempre problematico per me) sveniamo a causa della digestione.
Stasera credo che potrei russare anch'io.

COLONNA SONORA
De Andrè, Battiato: mi sono sempre chiesta chi potesse amare 'sta musica stracciacoglioni. 
I velisti.

GIORNO 7 - Arrivo a San Giorgio di Nogaro
Nessuno di noi ha mangiato oggi. Anche se avevamo le doggy bag della cena di ieri.
Finalmente c'è la passerella per scendere ma scopro che non so se a causa dell'acqua putrida o delle dimensioni della stessa, io continuo ad aver paura di cadere.
Potrei grattarmi la faccia su quel cemento. Cadere a affogare agganciata ad un'elica.
Ma perché i velisti non hanno inventato un metodo più sicuro e rassicurante per scendere dalle barche? Cos'è lo fanno apposta per non far scendere l'equipaggio? E' EGOISMO?

COLONNA SONORA
Ok De Andrè muori.



Sono a casa finalmente. Le prime parole di mio padre sono state 'eh però non hai mica preso tanto colore'.
Orgogliosamente mi rendo conto di NON ESSERMI SCOTTATA (a parte le labbra ma si tratta di qualcosa di trascurabile)(nemmeno lo sterno! Nemmeno LO STERNO! Vi rendete conto?).
Sono in piedi nel mezzo della sala da pranzo di casa mia e mi rendo conto che sto dondolando.
Vado a farmi la doccia e grazie al terrorismo psicologico degli ultimi sette giorni finisco in un minuto e mezzo, capelli compresi.


Comincia a mancarmi la barca. 

Quando ho salutato lo skipper mi veniva da piangere. Eh, sono fatta così. Sette giorni di convivenza forzata, una specie di Grande Fratello. Anzi, l'Isola dei Famosi. Ho usato una maglietta in sette giorni.

UNA maglietta. 
 
Non ho mai messo i vestiti lunghi (avevo paura di inciamparmi nel salto tra la barca e il pontile). E le Birkenstock mi hanno salvato la vita.
Non sono mai scesa dalla barca come Charlotte Casiraghi, forse lei se la cava meglio di me a fare il salto.
Forse Charlotte non ha mai dovuto affrontare il problema della pompetta. Forse è stitica anche lei.

Però, io ho vissuto per giorni come un segnalibro tra cielo e mare, mare e cielo.
Il mio unico pettine era il vento.

Sette giorni senza sapere nulla, nessun giornale, nessuna televisione, nemmeno l'orologio, figuriamoci il cellulare.
Solo io e i miei pensieri.
L'amicollega mi ha trovato un soprannome: 'il paguro'.
Non so manco cos'è, ma pare che sia un animaletto che esce dalla sua conchiglia solo quando si sente a suo agio.
Mi sembra perfetto.
Io in barca sono stata così. In silenzio per ore intere a fare i conti con la mia coscienza, con il mio passato e con il mio presente.
Sedute di psicanalisi con il resto dell'equipaggio: scandaglio dei fondali e del mio passato sentimentale (non c'è niente di più interessante per la società degli accoppiati della vita di una donna single).
L'idea di tornare alla civiltà mi dà il voltastomaco (quanto i fagioli).

Voglio tornare in barca.

Sono disposta anche a cazzare la randa.
A prendere il mezzo marinaio e attaccare il peso morto. No, corpo morto.
A imparare i nodi (per ora il Savoia e un altro).
A capire le precedenze in mare.

Tutto, ma non fatemi tornare in ufficio.



[Lo ultime parole dello skipper, salutandomi, sono state: 'Com'è che si chiama il tuo blog? Zitella per caso?' Eh sì, dev'essere proprio un caso...].





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26 commenti

  1. hahahahahaha Zit, quanto mi sei mancata!

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  2. Huahuahuahuauh divertentissimo questo resoconto!!
    Se prima avevo una mezza idea meravigliosa di fare una vacanza in barca, dopo questo tuo reportage mi è passata all'istante!!! :D :D
    E poi a detta del mio fidanzato io russo "a morte"!!! :D

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  3. Ma che bello rileggerti!!! :)
    Ma davvero vi hanno fatto ascoltare sempre De Andrè e Battiato? Non siete morti di noia prima? Ma quindi esiste davvero gente che ascolta solo loro.

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  4. Mi ricorda la prima volta che andai in barca con l'ex...tornata a terra dopo 4 giorni mi sembrava di dondolare da ferma... come è finita poi con l'ospedale? hai fatto qualcosa?

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  5. Ah ah, San Giorgio di Nogaro, a venti minuti da casa mia!!

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  6. Mi fai morire dal ridere...Come mi sento Coppa America...sei una grandissima XD

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  7. S. Giorgio di Nogaro è a venti minuti anche da casa mia!:):):)

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  8. tu sei una grande! adoro leggerti e aspettavo questo post rientro!
    :D
    M.

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  9. tu mia cara hai seri problemi musicali, dillo! la colonna sonora era ottima (io sono fan dei Take That come te ma amo anche De Andre', mio padre mi ha cresciuta col Faber. XD), poteva essere acqua nel deserto visto che la vita di barca a vela o la ami o la odi (secondo me non c'e' via di mezzo), e non ricordo se te l'avevo gia' detto nel commento quando l'hai annunciato il viaggio ma m'aspettavo tipo mezzo post ^^
    (io figlia di velista ma su troppe cose della barca son tipo te... il salto dal pontile alla barca l'ho sempre odiato, mi pareva non fosse mai vicina abbastanza e mio padre la appiccicava al pontile, giuro. Lui invece zompa tutt'ora come un canguro, mai capito come faccia)
    Comunque anche i non velisti amano quella musica :P

    Certo e' che il tuo skipper poteva istruirti un pelo! Io son fiocchista provetta (non ho la forza per una randa) e decente timoniera ma fui istruita, se non ti dicono niente ci credo che non sai bene in che direzione vai... uomini di mare, son tutti strani.
    Ma non sei mai risalita in barca dopo un bagno dovendo stare a pancia schiacciata e scivolare su uno dei lati dell pozzetto perche' altrimenti le fai perdere equilibrio? Penso sia una delle cose su cui mio padre e' piu' fissato e che io odio di piu' in assoluto XD

    mi sei mancata!

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  10. mi fai morire zit, bentornata!

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  11. vien voglia di viverci su quella barca.
    fagioli e scarico del wc escluso.
    sei tornata. che bello.
    s.

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  12. ecco...io sono stata in barca solo mezza giornata, ma mi è venuta una voglia pazzesca di fare una vacanza così...in più il tuo racconto è fantastico!!!

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  13. amica Zit, sul racconto di "come fare la cacca in barca e vivere felici" ho perso il sonno. te lo dovevo dire.
    bentornata!

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  14. Mi fai schiantare dal ridere Zitella! Bentornata (anche se vorresti tornare in barca e non in ufficio)!!!

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  15. San Giorgio di Nogaro caput mundi! Non è a 20 minuti da casa mia ma un oretta sì!

    Bentornate a tutte! Siete pronte cariche e stronze come vi ho lasciate???

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  16. Bentornata!!!!!! Che bello leggerti di nuovo...Come qualcun'altro ha già detto, viene voglia di viverci in quella barca.

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  17. ..bentornataaaaaaaa!! Ci credi che mentre ero in spiaggia a provare a districare i nodi nei capelli dopo i bagni in mare, tirando dei nomi ad ogni spazzolata, TI PENSAVO????? Mi ti immaginavo....avendo fatto in passato giorni in barca....alle prese con la docciaaaaa e con il bagno.......angoscia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E ti pensavo ancora di più quando una settimana fa, da stracciona quale sono, guardavo al porto di Saint Tropez quelle barche formato condominio (Oh su 3 o 4 piani!!)e riflettevo che sì..forse....su una barca del genere potrei gestire una vacanza intera.....!!!!!!!! TI SENTO POSITIVA, NONOSTANTE LA POMPETTA&C., QUINDI..BENTORNATA, CI SEI MANCATA!!

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  18. bentornata! io amo De Andrè ma in effetti ogni cazzo di giorno...vabbè pensa se avessero messo Alessandra Amoroso e Giusy Ferreri, poteva andare peggio.

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  19. ho le lacrime..ti adoro

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  20. ahaha grandissima Zit! bentornata! Da sempre sogni un viaggio in barca a vela,son mezza morta dal ridere: stitiche di tutto il mondo, uniamoci ;-D

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  21. Meraviglioso questo racconto, complimenti!!! :-D (un velista)

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  22. E' da quando ho 16 anni che tutte le estati vado in vacanza dalla mia migliore amica in barca a vela.
    Non sai quanto ho riso, hai descritto tutto alla perfezione (sì, compresa l'epopea della cacca. A questo punto credo sia la norma).
    La barca per certi versi è una gran rottura di coglioni, ma ha tanti di quei lati positivi che a me manca sempre quando torno a casa dalle vacanze.

    Comunque, è il primo post che leggo sul tuo blog e sei diventata il mio Dio.

    Vee

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  23. Forse non ti avevano ben spiegato in cosa consistesse una vacanza in barca a vela... però sembra te la sia cavata benissimo. Bel racconto. N.B. De Andrè ti è entrato nel sangue: sei un segnalibro tra cielo e mare. Ciao.

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  24. hihihi ma non lo sai?più sono grasse e più si ostinano a mettere il bikini!

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  25. Sembrano passati secoli, ma stamattina mi sono svegliata con l'idea di recuperare questo post (e mi hai quasi convinta per la vacanza in barca): manca poco al mio terzo 25esimo compleanno, sono di nuovo single, per sfighe e problemi vari non ho organizzato nulla per le ferie e improvvisamente ho realizzato che potrei anche partire DA SOLA. Grazie Zit (e buona luna di miele) <3

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