domenica 19 settembre 2010

Non osi l'uomo separare ciò che i Clash hanno unito

Con il mini-centrotavola di rose sulla scrivania e i confetti per colazione, non posso non dedicare qualche parola al matrimonio che mi ha visto presente ieri per ben 15 ore.
Data la mia natura di zitella in teoria i matrimoni li dovrei evitare come la peste nera, perchè quale cosa più nauseabonda e/o generatrice di invidia di una celebrazione semi pubblica di un'eterna promessa d'amore. Invece no, io sono una fan dei matrimoni, e non solo per tutto il contorno di abiti, lustrini, confetti, fiori, ghirlande, coroncine, strascichi e bouquet. Ma perchè se hai l'onore di essere invitata, è perchè gli sposi vogliono che tu sia testimone di quello che stanno facendo, vogliono farti entrare nel loro momento più importante, la creazione di una nuova famiglia.
La sposa ieri era di una bellezza indescrivibile: una cascata di capelli rossi e un abito veramente semplice (ma veramente, non come dicono tutte le spose dei loro abiti) e uno sguardo che illuminava il cielo grigio e carico di pioggia.
Lo sposo posso dire di conoscerlo solo attraverso le parole della sposa, eppure ieri mi parlava come se ci conoscessimo anche io e lui da 4 anni. Io ero piuttosto imbarazzata ieri (perchè sono una fottuta timida per quanto cerchi di mascherarlo) eppure lui mi parlava come se ci conoscessimo da una vita, con una dolcezza che non ho sperimentato nemmeno ai matrimoni dei miei parenti.

Quando sono arrivata a casa di Anto, lei era la più pacifica tra tutti... D'altra parte il grosso del lavoro ormai era già fatto, ora c'era solo da godersi il momento. Lei era l'occhio calmo e tranquillo del ciclone che rombava intorno a lei: il padre, il fotografo e la sorella erano agitati e febbricitanti, un vero e proprio can can di persone che però non turbavano la pace della sposa che stava ultimando la piega ai capelli.
Ho aspettato in salotto di vederla scendere quelle scale, in mezzo a cugini, zii e parenti siciliani, amici e amiche e tante pizzette di pasta sfoglia. Quando ha sceso quei gradini i flash hanno inondato il soggiorno, sembrava di stare sul red carpet degli Oscar e niente di meno si meritava la sposa: di una bellezza commovente, quasi una madonna.
Avevo il timore di andare a disturbarla, d'altra parte io sono solo una ex collega diventata poi amica, c'erano sicuramente persone più titolate di me per andarla a infastidire in quel momento, tra capelli, strascico e bouquet ma non ho potuto fare a meno di avvicinarmi per godere di quella luce che emanava.
Ho assistito con il fiato sospeso alla sua entrata in macchina preoccupata per lo strascico che stava per inzupparsi di pioggia quanto una macina che si tuffa nel caffè. Per ovvi motivi logistici essendo partita dopo la sposa sono anche arrivata in chiesa dopo di lei, perdendomi il momento dell'entrata al braccio del papà, d'altra parte la macchina della sposa non ha i problemi di parcheggio delle macchine degli invitati!
La celebrazione è stata semi tradizionale (è il secondo matrimonio al quale vado quest'anno e i riti sono sempre diversi) con molte parti recitate in coro dai due sposi. Mi è dispiaciuto che allo zenith del rito, cioè dopo lo scambio degli anelli non ci sia stato un momento di sfogo della tensione come un applauso, fosse stato per me mi sarei messa a fare una ola oltre a far partire un mega applauso. Infatti è con estremo dispiacere che ho notato negli anni che frasi come 'e vi dichiaro marito e moglie. Può baciare la sposa' e 'chi ha qualcosa da dire contro questa unione parli ora o taccia per sempre' facciano parte solo dei matrimoni da commedia sentimentale di Julia Roberts e nella realtà ci sia ben altro.
Anche il lancio del riso è stato bagnato dalla pioggia ma credo che gli sposi non se ne siano accorti. Come sempre alle spose chiedo 'allora, hai già cominciato a chiamarlo marito quando parli?' ma nel caso di Anto ieri non c'è stato bisogno perchè la prima volta in cui l'ha chiamato marito era proprio davanti a me quando qualcuno le ha chiesto dove fosse l'ombrello (quello bianco nuziale) e lei ha risposto 'eh...ce l'ha mio marito'.
Quello è stato il vero zenith della celebrazione, da quel preciso istante ho capito di avere davanti a me una piccola famiglia appena nata.

Noi tutti amici ci siamo poi spostati a casa della sposa prima e degli sposi poi, per seminare un po' dei tipici scherzi. A fine serata la sposa era preoccupatissima per quello che -non- sapeva la stava aspettando a casa, ma a parte qualche palloncino a forma di cuore seminato ovunque non abbiamo fatto grandi cose. Anche se, mi sono stupita che lo scherzo peggiore l'abbia preparato la mamma stessa, cioè il sacco nel letto (con tanto di riso)! Mi immagino gli sposi sfiniti dalla giornata più lunga della loro vita che si infilano finalmente a letto e si trovano costretti a rifarlo da capo!
Durante la cena, gli amici dello sposo avevano creato un vero e proprio siparietto sugli sposi, ma la cosa più commovente -almeno per me- è stato il video preparato dagli amici che ripercorreva la vita della coppia dall'infanzia al giorno delle nozze.
Durante quella rassegna di immagini tra cui lo sposo con i capelli e la sposa con la cresta ho veramente capito a cosa ero stata invitata. La loro unione, la loro scelta, il loro scegliersi. Tra miliardi di persone lei ha scelto lui, e lui ha scelto lei.
Hanno deciso di invecchiare insieme, di creare insieme, di vivere insieme e di costruire insieme. Lui ha detto che lei sarà l'unica e la sola, lei ha detto che lui è quello per sempre.
Si sono baciati la prima volta (se non ricordo male) parlando dei Clash. Adesso in quello splendido appartamento bianco e grigio, renderanno ancora più solido questo giuramento per, un giorno, accogliere una piccola creatura sicuramente punk rock quanto loro.
Mentre guardavo quelle immagini non provavo invidia, ma vera e propria commozione e onore, per essere presente a compiacermi con loro di questa scelta di vita insieme. Ho pensato a quanto fosse bello avere così tanta gente che vuole fare la foto con la sposa, vera e propria immagine di felicità, per poter condividere un pezzetto di quella luce che continuava ad irradiare. Quanto è bello vedere tutta la squadra di calcio dello sposo che nel mezzo della cagnara lo riempivano di abbracci e pacche sulle spalle, quei piccoli gesti di affetto tra uomini. Anche gli striscioni tipo 'adesso è finita' sono il modo che hanno gli uomini di celebrare la fine di qualcosa, la vita da scapolo, e l'inizio di qualcosa di sicuramente meglio, la vita insieme.
Adesso agli sposi auguro principalmente di riposare perchè ieri il fotografo non ha dato loro tregua un attimo, e soprattutto perchè qualcuno ha nascosto in casa ben tre sveglie che hanno suonato stamattina alle 4, alle 5 e alle 6.

Auguro loro buon viaggio, e non solo per il viaggio di nozze che tutti noi abbiamo regalato, ma perchè il vero viaggio comincia adesso, mano nella mano, verso il resto della vita insieme.

Auguri Anto e Andrea, viva gli sposi!


4 commenti:

  1. Grazie, Mi hai quasi fatto piangere.
    Un bacio, la sposa.

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  2. ohi zitella....
    mi hai commosso pure a me solo leggendo...
    quei due sposi ancora nn mi possono capire...ma la gioia di ieri, per quanto immensa, sarà poca cosa rispetto a qnd per la prima volta vedranno il volto e sentiranno il pianto del loro bambino...
    AGLI SPOSI: I MIEI MIGLIORI AUGURI PER UNA SPLENDIDA E PROLIFICA VITA ;)
    F

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