lunedì 27 settembre 2010

Welcome to simplicity

Predetela come una wish list, o come un semplice riassunto di quello che mi è piaciuto di più nelle sfilate PE 2011 di Milano (in effetti manca un'adeguata review su New York e Londra, ma io sono della old school che considera solo la moda italiana e francese, e la settimana della moda di Parigi comincia tra poco).
Sulle passerelle non ha sfilato nulla di particolarmente innovativo (a parte i colori di Jil Sander. No dico, i COLORI da Jil Sander!) ma non c'era nemmeno da aspettarselo. Ci hanno già pensato i vari Yves Saint Laurent, Valentino, Christian Dior e Giorgio Armani a inventarsi rispettivamente gli smoking femminili, la donna femminea, il new look e La Giacca. Non vi è poi molto ancora da scoprire, eventualmente solo da correggere.

Inaspettatamente la sfilata di Dsquared stamattina non l'ho trovata solo divertente come sempre, ma veramente carina. A parte insomma dei costumi da bagno color nudo è stata una collezione molto commerciale con qualche tocco gnè gnè tipo questa uscita:


Dsquared PE 2011

A questa invece se togli il panama, l'occhiale da finta nerd, lo sguardo da figa di legno strafottente e ci metti un reggiseno...bhè potrei mettermelo anche io:


Dsquared PE 2011

Salvatore Ferragamo (sì sì esiste ancora) non mi ha particolarmente esaltata, una collezione che diceva poco, ma in quel poco ho deciso che amo questo vestito.
Però ora che ci penso io da bionda non potrei mai metterlo.


Salvatore Ferragamo PE 2011

Jil Sander invece credo che mi toglierà il sonno per una settimana.
Dei colori. Delle stampe.
L'apocalisse è arrivata.


Jil Sander PE 2011


Jil Sander PE 2011


Jil Sander PE 2011


Jil Sander PE 2011

E infine questa neonata seconda linea che finora non avevo mai degnato di uno sguardo ma che
merita considerazione, pur non brillando per originalità e innovazione.
Questo completo bianco mi ricorda un po' la dolcissima PE 2010 di Fendi che mi è rimasta nel cuore ma nonostante questo trovo che alla fine non ci sia nessun bisogno di fare gli spacconi come i francesi che mettono in passerella installazioni degne del Tate di Londra. Sappiamo tutti che lo scopo di questo meraviglioso circo mediatico è la vendita, e sono certa che queste qua sotto sono cose che si vendono. Tiè.


Num. 21 Pe 2011


Num. 21 Pe 2011

Diiiiiiiiio quanto vorrei avere una vita adatta per mettermi questo:


Num. 21 Pe 2011

2 commenti:

  1. Jil Sander ha fatto una collezione straordinaria e inaspettata. Ci sarà lo zampino della Miuccia?

    RispondiElimina
  2. No dai, Raf Simons mica è così messo male? Piuttosto sarebbe da vedere quante differenze si riescono a trovare tra Pucci e una qualsiasi collezione di Cavalli degli ultimi 20 anni....

    RispondiElimina

Condividimi tutta